150 anni

Son passati 150 anni da quel 17 Marzo 1861 in cui il parlamento, con decreto n°4761, dichiarava il cambio del nome da Regno di Sardegna a Regno d’Italia, riconoscendo a Vittorio Emanuele, ed ai suoi Eredi, il titolo di Re d’Italia.

Re d’Italia, ma non degli Italiani.

E con il regno d’Italia è nata anche la “Questione Meridionale”, che ancor oggi tiene banco nelle parole di quell’illuminato statista che è il ministro dell’Economia Tremonti. Parole, che, l’altro giorno, hanno suonato pressapoco come un: “senza il meridione l’Italia sarebbe una grande potenza economica”.

150 anni, e siamo ancora “il Meridione”… Non me la sento a questo punto di esporre il tricolore! Meglio la bandiera Borbonica (simbolo del Regno delle Due Sicilie).

100 di assenza…

Erano le 5.21 del 28 Dicembre del 1908 quando la terra tremò.

30 secondi che spazzarono via 150.000 vite.

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Anche la mia famiglia, come migliaia di altre, fu colpita dalla catastrofe (la bisnonna di mio padre perì nel crollo della sua abitazione).

L’unica cosa che tutti i sopravvissuti ricordavano nei loro racconti, è che le prime divise, unica presenza tangibile di un’autorità statale, che si videro a prestar soccorso, non appartenevano alle forze armate italiane, ma alla marina russa (siamo nel 1908, si parla ancora di Zar… niente bolscevichi) ed Inglese…

Un altro grande che se ne va

Hillary_jan08_1Apprendo con estrema mestizia che s’è spento all’età di 88 anni sir Edmond Hilary, il primo uomo a salire sul tetto del mondo, l’Everest, più di mezzo secolo fa, nel lontano 1953.

Si racconta che si fosse distinto sin dalla fanciulezza per le sue doti di resistenza fisica, indispensabili per simili imprese in un’era ancora vergine di doping tecnologico. La portata dell’evento “conquista dell’Everest” fu tale che se ne diede l’annuncio durante l’incoronazione dell’attuale sovrana britannica, Elisabetta II.

R.I.P. sir Hilary.

50 anni di era spaziale…

4 Ottobre 1957, Cosmodromo di Baikonour, Kazakistan.

Queste sono le coordinate spazio-temporali dell’inizio dell’era spaziale per l’uomo: 50 anni fa come oggi, un oggetto costruito da mano umana (europea, mica Yankee…), veniva spedito con successo nello spazio.

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Il compagno di viaggio, in russo Sputnik, questo il nome del primo satellite artificiale umano a solcare gli spazi siderali, fu messo in orbita con grande stupore per l’umanità (il primo tentativo riuscito degli scornatissimi Yankee è posteriore di ben 8 anni, un’enormità), grazie ad una versione modificata della bomba volante V2 (anche questa, sebbene ci sia poco da vantarsi, tecnologia Europea), appositamente convertita in un razzo vettore chiamato R-7 Semyorka.

Il piccolo satellite (appena 58cm di diametro) percorse un’orbita ellittica con distanza variabile tra i 200 ed i 900 km dal suolo, mandando segnali a terra per 21 giorni prima di smettere di funzionare.

Sono passati 50 anni… ed è proprio grazie alla strada aperta da quel primo piccolo e coraggioso compagno di viaggio, se oggi possiamo comunicare con l’altro capo della terra, conoscere il tragitto più breve per andare dove ci pare, ecc ecc


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