Avete presente la nuova 500? è l’ultima nata di casa FIAT: ha il medesimo pianale della Ford Ka, lo stesso motore di tante altre FIAT, eppure… eppure è speciale, tanto che a pochi mesi dal lancio, è una macchina di successo e pluripremiata.
E buona parte del suo successo, se non la quasi totalità, è da attribuirsi ad un solo uomo, non un progettista o un ingegnere, ma l’A.D. FIAT Sergio Marchionne, un uomo che, per inciso e a mio modesto parere, andrebbe insignito seduta stante del Premio Nobel per l’economia, fatto ministro dell’economia, ed ad interim, presidente del consiglio e della repubblica, capo di stato maggiore e segretario generale dell’ONU (se pensate che sia esagerato, andate a vedere cos’era la FIAT prima del suo avvento, e cos’è FIAT adesso!). Ebbene il suddetto sig. Marchionne, alla presentazione della nuova 500 dichiarò, frase poi ripresa con enfasi da un po’ tutti i media (= pubblicità aggratisse!) che si augurava che la nuova 500 sarebbe stata l’ipod delle automobili.
Il concetto è tanto semplice quanto ambiguo: oramai il numero di persone che si ostina ad utilizzare quei vecchi formati (invece che passare al nuovissimo e fighissimo O(chepen)oXml di mamma Microsozz, maledetti terroristi!) è troppo basso in rapporto alla pericolosità intrinseca degli stessi. In fondo lo zio Bill lo fa per noi… e chissenefrega se ci sono in giro milioni di file belli che archiviati, che non danno fastidio a nessuno, nè tanto meno costituiscono un pericolo di infezione, visto che magari sono auto-prodotti (tipo le migliaia di lettere d’amore scambiate con le tipelle ai tempi del liceo… come dite? quando facevo il liceo io erano in pochissimi gli adolescenti che usavano il computer? umh… ecco perchè non mi rispondevano mai!).
Vabbè, in realtà lo fanno anche per risparmiare qualche soldino, infatti così, d’ora in poi non devono pagare fior fiore di programmatori (cough! cough!) per scrivere un nuovo filtro ogni volta che cambiano le API di un’applicazione…
Insomma sono in buonissima fede, mica perchè stanno muovendosi nella direzione dell’imposizione di un formato unico (per altro nemmeno riconosciuto come standard dall’ISO), e controllato da loro, per tutti i documenti (e quindi per buona parte dell’informazione scambiata fuori dal web)… che benefattori.
Scherzi a parte, non sto criticando Microsozz per partito preso. Me la sono presa anche con FSF e le continue guerre di religione verso questo o quel formato… libertà significa poter scegliere (cfr GPL3, ovvero quando sei costretto ad esser libero…) e tutti le possibili forme di condizionamento alla mia libertà di scelta, mi fanno storcere il naso, sia che vengano dallo zio Bill (anche se oramai da tempo si dovrebbe parlare di quel simpaticone di Ballmer), che da Richard – sant’iGNUzio. Stallman…
Usando una delle mie funzioni preferite su wordpress il “Tag Surfer”, ho trovato un interessante spunto per una piccola discussione. Premetto che non mi piace l’approccio “accomodante”, se trovo che una persona che, a mio modesto e personalissimo giudizio, dice una fesseria, gli dico: “Hai detto una fesseria”, questo, però, sempre nel pieno rispetto degli altri.
Chiusa la parentesi, passo immediatamente a spiegare cosa mi ha colpito nell’articolo del blogger in questione. Il suo ragionamento non fa una piega, sono un preciso assertore del “se ti trovi bene, perchè cambiare?”, ma la seguente affermazione:
Se Linux facesse QUALCOSA IN PIU’ O MEGLIO di Windows, lo adotterei oggi stesso…
proprio non la digerisco!
Io non so che mestiere faccia il blogger in questione, ed in generale l’utilizzo che faccia del suo PC, ma per affermare una cosa del genere o non si è provato veramente Linux (non basta installarlo, conosco un centinaio di persone che dopo averlo installato, in dual boot, lo tiene lì, “perchè non c’ha tempo”), oppure l’utilizzo tipico del computer si limita all’ascolto di musica e ad un paio di partite a solitario e minesweeper!
Senza andare a cercare utilizzi specifici troppo macchinosi…
Prendiamo un’attività qualsiasi, per esempio la navigazione su Internet.
Secondo voi, dover utilizzare antivirus e antispyware, per poter navigare su internet con un minimo di sicurezza, vi sembra un utilizzo ottimale del computer? Secondo me no, c’è di meglio… c’è un approccio migliore, quello dei sistemi *NIX, e Linux ce l’ha…
Secondo voi, dover riavviare il pc dopo aver installato/configurato qualcosa (che non sia il kernel del Sistema Operativo), vi sembra un utilizzo ottimale del computer? Secondo me no, c’è di meglio… c’è un approccio migliore, quello dei sistemi *NIX, e Linux ce l’ha…
Inutile star qua a fare l’elenco… Anche perchè la lista è infinita, ed i vantaggi oggettivi sono sotto gli occhi di tutti (altrimenti non si spiegherebbe il boom che sta avendo Linux, checchè ne dicano lo zio Bill e i suoi compagni di merende) .
Poi, lo ripeto ancora, uno non deve passare a Linux perchè è meglio (il concetto di buono/migliore/ottimo è relativo, come dimostra la, a mio parere, buona fede del blogger in questione nel dire che per lui Linux non è meglio di Windows), però, volendo fare una battuta un po’ sarcastica, da uno che sostiene di curare “il Blog più controcorrente della Rete”, mi sarei aspettato che fosse un po’ più oggettivo.
NdA:Per chi fosse nato dopo il 1983, Venti di Guerra è il titolo di una famosa serie Americana, andata in onda nei primi anni ’80, che raccontava la storia di una famiglia “militare” Americana durante il periodo in cui gli States parteciparono da meri spettatori ai fatti che portarono alla seconda guerra mondiale. La serie, preceduta in Italia da una massiccia campagna pubblictaria, era nelle intenzioni della Mondadori, che allora possedeva Rete4, emittente che l’avrebbe trasmessa, quello che oggi si definirebbe un evento mediatico. Fu un flop clamoroso, Rete4 fallì e finì nelle portafoglio Mediaset…
Non c’è nulla da fare, le varie micro-comunità che compongono l’universo OpenSource iniziano la battaglia per la supremazia…
Supremazia, ma de che? Mi chiedo io… Non so se quanto succede sia diretta conseguenza di una sottile politica strategica da parte di microsoft (cfr: Divide et Impera) , ma i risultati sono allarmanti. Finora molta dell’innovazione è scaturita da una sana competizione… senza l’accesa rivalita reciproca fra mille progetti (Gnome vs Kde, vim vs emacs, openoffice vs abiword, console vs DE… senza scordare le battaglie fra Distro) molti dei passi in avanti compiuti in materia di stabilità, usabilità e look&feel, non si sarebbero mai compiuti…
Probabilmente gli utenti Linux sarebbero rimasti semplicemente
“quelli che usano ancora il dos”
come ci ha apostrofato spesso chi di Linux non ne sa niente, e parla a sproposito.
Ma ora le rivalità si spostano sul piano personale… c’è chi estremizza il concetto di libertà come Stallman (cfr: Gpl v3, ovvero quando sei costretto ad essere libero…), e chi come Torvalds guarda più realisticamente all’impatto che certe prese di posizione possono avere alla lunga sull’utente. Sinceramente non capisco cosa ci sia da polemizzare…
Quanto alla questione economica, alla fine… lo dicevano i Romani: Pecunia non olet… per cui, perchè stupirsi se uno dopo una vita a lottare contro i mulini a vento, cerca di trarre profitto dalla sua professionalità? Non è perchè uno ha dato tanto gratuitamente per un certo periodo, lo debba fare per tutta la vita! L’importante è che chi la pensa diversamente possa rimanere libero di farlo (ed anche di criticare, per carità…)
Dopo aver letto l’articolo sulle mie disavventure con Asus, sono stato contattato negli ultimi giorni da una decina di sfortunati possessori di PDA Asus con vari problemi.
I più fortunati sono stati due possessori di ASUS A636/A632, che avevano avuto problemi al display similarmente a me. Hanno ordinato il display su ebay (per chi continua a chiedermelo, il link del venditore è nei commenti dell’articolo precedente), e mi hanno portato/spedito il loro piccolino perchè lo riparassi (addirttura uno dei due è venuto da Cuneo fino a casa mia!), naturalmente aggratisse…
Gli altri? Li sto aiutando come posso… mi sono offerto di fornire loro la mia manodopera gratuita, ma i pezzi non posso assolutamente acquistarli io, per ovvi motivi economici (non sono un laboratorio di assistenza specializzato, e non ho ri$or$e da investire in questa attività)…
Tuttavia se trovassi un vecchio A632/636 non più funzionante (che acquisterei ragionevolmente ad un prezzo consono) di cui qualcuno vuole disfarsi, potrei recuperare i pezzi che mi servono e che sono alquanto introvabili nuovi, sul mercato (a meno di andare in China).
Sono in particolare alla ricerca di:
numero 1 antenna gps completa di cavo flat
numero 1 involucri posteriori completi di cerniere per l’antenna
numero 1 connettori I/O (quelli per il sync) da dissaldare dalla scheda madre
numero 2 pulsanti di accensione (non l’elettronica, proprio i pulsanti, quelli di plastica!!!!)
Se avete info su dove/come procurare il suddetto materiale, sappiate che ci sono 3 persone che vi sarebbero molto grate
Agli altri, quelli con il problema sul display, dico solo che basta pazientare qualche giorno… per quello (almeno) abbiamo visto che la situazione è facilmente risolvibile, e con costi abbastanza contenuti (Alla faccia di ASUS!!!!)
A tutti coloro invece che non hanno avuto la sfortuna di incappare nel (definirlo pessimo è già un eufemismo) servizio d’assistenza ASUS, dico solo che, se avete problemi (il cielo ve ne scampi!) con i display o con parti che sicuramente non vi vogliono sostituire/riparare in assistenza (vedi sopra), non perdete tempo e denaro con loro ed il loro insulso 199… tanto sono dei gran figli di madre nubile, che speculano alle vostre spalle… rivolgetevi a canali alternativi, risparmiate tempo, denaro e salute (da incazzature).
Il mondo è bello perchè è vario… perciò lasciamolo così com’è!
L’idea dei due blocchi contrapposti, è qualcosa che mi fa inorridire, per cui il profilarsi di una risorta guerra fredda tra due colossi quali Micro$ozz ed il mondo Opensource, mi lascia piuttosto perplesso.
Fin’ora grazie al contributo di tutti l’ignaro utente ha avuto la possibilità di una scelta, e nemmeno più tante scuse, oltre la pigrizia, per non provare software alternativo, per concezione e realizzazione, ai più blasonati software commerciali.
Per cui poteva, per esempio, installare l’ottimo e gratuito openoffice sul portatile vendutogli con la licenza di Winsozz (s)Vista, ma senza un benchè minimo decente applicativo per l’ufficio, o ancora, usare Linux sul computer di lavoro, e magari sfruttare wine o altre diavolerie varie, per continuare a sfruttare quell’applicativo cui è tanto affezionato e che per Linux non esiste (almeno in quella specifica implementazione).
Questa, in altre parole, si chiama Libertà…
La nuova GPL3 però ha dato una brusca sterzata verso un concetto totalitaristico della Libertà, che sa tanto di dittatura socialcomunista (che ideologie a parte, resta sempre e cmq una dittatura! Cuba sarà anche l’unica voce indipendente del continente americano, ma rimane pur sempre una dittatura, con forti limitazioni alla libertà personale, in nome della libertà comune).
In soldoni, se si dovesse seguire la strada tracciata dalla GPL3, ben presto ci potremmo vedere costretti a dover scegliere non più tra un’infinità di possibili combinazioni, com’è auspicabile che sia, ma tra uno dei due blocchi.
Allo stato attuale non ci sono limitazioni per l’utilizzo, ma solo alcune per le software house, che non potrebbero, stando alle interpretazioni attuali, distribuire codice misto GPL3/non-GPL3.
Ma questo potrebbe diventare pericoloso, allorquando le grandi aziende, le stesse che stanno collaborando con milioni di righe di codice al sogno opensource, volessero tutelarsi in qualche maniera contro le restrizioni imposte dalla nuova licenza.
Nel mondo non esiste solo chi copia (Micro$ozz ed Apple in testa) senza rilasciare alcunchè, e chi produce software libero. C’è anche chi con il software ci campa (o almeno, ci tira a campare), pur rilasciando gratuitamente ed in varie forme, il frutto del proprio lavoro alla comunità (penso ai driver closed-source di nvidia, per esempio, che filosoficamente sono sbagliati quanto vuoi, ma fanno il loro porco lavoro sotto Linux, senza che l’utente debba preoccuparsi di alcunchè se non una minima configurazione).
Gli scenari che si profilano all’orizzonte, a causa di questa sterzata, sono i più imprevedibili… e non mi sentirei di escludere un regresso, soprattutto per quanto riguarda il supporto tecnologico. Impedire ad un’azienda che produce hardware di tutelare la propria proprietà (scusate il gioco di parole) intellettuale, significa andar incontro, per esempio, ad una nuova penuria di driver…
Ricordate com’era brutto quando su Linux quei maledetti Winmodem proprio non andavano? E le stampanti che non erano supportate? Per non parlare poi dei vari gingilli usb…
Linux è esploso allorquando il supporto alle tecnologie (non servono solo driver, ma anche programmi in grado di sfruttare protocolli e formati in continua evoluzione) è uscito dai garage dei piccoli hacker in erba, ed è entrato dalla porta principale nelle grandi multinazionali (che per molti sono il diavolo, lo so, ma io non sono così schizzinoso…)
Per fortuna, qualche sano di mente c’è ogni tanto, e ci hanno garantito che il kernel di Linux non sarà mai rilasciato sotto GPL3 (= driver di terze parti salvi, per ora!)
Però… meditate gente! meditate!
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