Articoli marcati con tag ‘Malcostume’

Siamo all’ennesimo capitolo di una farsa: l’attesissimo aggiornamento ad Eclair (Android 2.1) per l’HTC Hero vagamente promesso all’inizio del 2010, poi dato per imminente a fine Febbraio, posticipato a Marzo, dato per programmato nella seconda metà di Aprile (con tanto di scaletta), adesso viene addirittura ipotizzato parziale e per Giugno.

A dire il vero HTC non ha mai rilasciato una data ufficiale, si è sempre trattato di rumores, ma è indubbio che a questo punto la mancata uscita del tanto atteso aggiornamento, è solo una schifosissima questione di Marketing.

Non raccontino bugie, l’aggiornamento c’è e se non esce non è certo colpa degli sviluppatori, ma dei signori del Marketing: L’Hero, oggi, si trova nuovo a 300€  (ben 200€ in meno di qualche mese fa) ed in caduta libera… Perché offrire un così succulento aggiornamento su un terminale che con esso verrebbe messo sullo stesso piano dell’appetibilità (se non addirittura in posizione privilegiata) dei ben più costosi modelli successivi?

Non raccontino frottole, non ci sono misteriosi motivi per cui l’aggiornamento ritarda, anche se, come penso, le risorse allocate fossero anche solo simboliche: Tanto per cominciare, il know-how c’è, perché la stessa HTC presenta almeno 3 modelli a listino con il suddetto Eclair (Legend, Desire ed Evo 4G); inoltre l’Hero non presenta alcuna complessità tecnologica intrinseca (il Legend è in pratica il medesimo hardware con un po’ di RAM e di potenza in più); inoltre non sono passati 6 mesi nemmeno tra l’uscita di Eclair (Novembre 2009) e l’uscita dei nuovi modelli (in teoria progettati da zero).

Tutti questi sono i motivi per cui HTC mente.

L’aggiornamento uscirà quando le scorte di Hero saranno scese al punto da non interferire con le vendite degli altri modelli, che in più hanno solo le fuffe del marketing.

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In questi giorni si fa un gran parlare della nuova frontiera in fatto di guerra santa: il Crocifisso appeso nelle scuole ed in generale negli edifici pubblici.
Aldilà delle considerazioni di carattere sociale, politico e culturale che sono state fatte un po’ da tutti (non ultimi gli esponenti del partito della comunicazione mediante rutto, come chiamo io quel bel movimento politico che se la prende con gli spacciatori ma poi ha come simbolo nella propria bandiera una foglia di Marjuana stilizzata), con tanto di accorate difese o richiami al buon senso, dico, modestamente, la mia!
In questa controversia è tutto sbagliato!
Le premesse dei difensori del Crocifisso, come simbolo universale della Cristianità. Il Crocifisso è un Trademark della Chiesa Cattolica, imposto con la violenza (ricordate la divisa dei Crociati, tanto per fare un esempio?), non certo con la cultura. E per inciso, il “simbolo” originale delle prime comunità Cristiane era il Pesce (in greco ichtùs acronimo per Iesùs CHristòs Teoù Uiòs Sotér, ovvero Gesù Cristo Figlio di Dio e Salvatore)..
Ha sbagliato anche l’UE a chiedere la rimozione coatta del Crocifisso, in nome di una neutralità culturale che è in realtà solo ed esclusivamente ignoranza abnorme. Ai signori di Bruxelles farebbe bene una buona ripassata di storia della religione, per scoprire come la religione Islamica (che in questo però è in buona compagnia) è Iconoclasta, cioè vieta la rappresentazione e/o la raffigurazione della divinità: per cui rimuovere un Crocifisso da un’aula di scuola non rende l’aula meno simile ad una Chiesa, ma più simile ad una Moschea.
Sbagliano infine tutti coloro che fanno di tale questione l’ennesima battaglia culturale: identità culturale rivendicata da chi si è sempre apertamente detto ostile all’unità nazionale, esultanza malcelata da parte di chi (i radicali) fanno il loro progetto politico su ideali di laicità, che altro non sono che aspettare di sentire l’opinione che ha in merito a tal argomento la Chiesa Cattolica e poi sostenere la fazione avversa, Massoni che parlano di sentimento religioso, Istituzioni che ghettizzano (vedi questione ora di religione) la cultura religiosa, ma poi si affrettano a rettificare sull’onda dell’indignazione pseudo popolare!

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N.d.A. Per chi non lo sapesse Settembre Nero è il nome di una cellula terroristica palestinese responsabile nel ventennio che va dalla strage delle Olimpiadi di Monaco del ’72 alla fine degli anni ’80, di tutta una serie di attentati terroristici contro Israele ed in generale gli alleati Occidentali.

crisi10gg

Credo sia giusto associare gli eventi sociopolitici e socioeconomici che hanno caratterizzato, ciclicamente, il primo decennio del XXI secolo al concetto di terrorismo.

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Hanno appena dato la notizia che un farabutto è stato condannato ad una pena equa ed imparziale, il che, di questi tempi, non è poca cosa .

Da notare che gli sono stati comminati 150 anni di CARCERE (non arresti domiciliari in ville circondati da parchi grandi come la provincia autonoma di Aosta). Questo vuol dire che, pur a risucire ad usufruire di sconti di pena per buona condotta, indulti ed altre manovre salva-culo di amichetti conniventi, almeno 70-80 se li farà.

Diceva Martin Luther King: “I’ve a dream…”

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Si fa un gran parlare di garanti e garantismo…

Per chi non lo sapesse il garantismo è quel processo legislativo, più che giudiziario, che nasce allo scopo di preservare un innocente da un’ingiusta incarcerazione.

Nulla di più giusto.

Peccato che nella società attuale (leggasi “ragionevole dubbio”) è l’arma utilizzata dagli avvocati difensori per acquistare oltre ogni evidenza, l’impunità per i propri protetti.

Si parla di questo processo in termini di conquista democratica.

Ma a pensarci bene, una forma di stato in cui chi è palesemente colpevole non viene punito, da definizione, ha un altro nome: ANARCHIA!

Perciò viviamo in una nazione in cui ci sono milioni di leggi, ma manca quella essenziale: quella che dovrebbe impedire alla gente in malafede di fare un po’ come gli pare, quella che dovrebbe tutelare chi il pane se lo suda (anche in giacca e cravatta, perchè non sono solo gli operai a sudarsi il pane).

Una legge che in 63 anni di pseudo-repubblica non c’è mai stata solo per un motivo: non conviene a nessuno!

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Trovo davvero singolare come la gente creda senza nessun ricorso alla riflessione critica a tutto ciò che viene detto dai media.
Non importa che non vi siano riscontri, ma solo parole (spesso a posteriori), basta che uno si presenta in televisione dicendo: “Ve l’avevo detto io!” che subito diventa eroe nazionale e acquista una visibilità mediatica ben oltre quelli che si fanno un culo così in silenzio (e spesso beccandosi le invettive della popolazione stremata, che non ha colpa, ma solo disperazione) per aiutare.

Questo è il caso del signore Giuliani, sedicente scienziato presso il laboratorio nazionale del Gran Sasso.

Con autorevolezza questa persona si presenta davanti ai microfoni dicendo che tizio o caio adesso gli devono delle scuse perchè lui aveva previsto tutto e nessuno gli ha dato ascolto.

Ma cos’ha previsto questo signore in realtà?

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No, non voglio parlare di promesse elettorali, ché tanto quelle son buone a farle tutti… tanto offrire un milione di posti di lavoro, oppure maggiore equità sociale equivale cmq ad offire pane e figa per tutti…

No, qui voglio raccontare come si fa politica nei centri “culturali” (siano essi lerciosissimi centri di spaccio e gozzoviglie, intellettualissimi centri sociali, oratori cristiani per la formazione di benpensanti, o cantine polverose dove si complotta per rovesciare l’ordine costituito).

Per prima cosa mai, e dico mai,  raccontare qualcosa in maniera obiettiva.

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Esitono due tipi di pregiudizio: quello “per sentito dire” e quello derivante da esperienza diretta. L’unica differenza è che se un pregiudizion derivante da esperienza diretta può essere anche solo un errore di valutazione, dovuto magai ad un’errata interpretazione del contesto in una determinata situazione, quello per “sentito dire” è quanto di più infame si possa trovare.

Ed è infame almeno quattro volte:

  • è infame, tanto per cominciare, perché chi sviluppa il suddetto pregiudizio, raccontandolo e diffondendolo, impone, indipendentemente dalla buona fede o meno, il proprio punto di vista. E questo sia che sia corrette, sia che non lo sia!
  • è infame una seconda volta, perché chi lo accetta, rinuncia ad usare il proprio sano spirito critico, per capire quali siano le origini di tale pregiudizio, ed eventualmente capire che il punto di vista in questione è sbagliato
  • è infame una terza volta, perchè, normalmente, colui che lo ha accettato, a sua volta si comporta come colui che lo ha sviluppato, trasmettendolo a terzi, sottolineando a sua volta certi aspetti piuttosto che altri.
  • è infame infine una quarta ed ultima volta, perchè trattandosi di pregiudizio, anche se ci fosse una base di verità, il processo di elaborazione che ha subito, automaticamente lo ha reso un vuoto impuntarsi, spogliato delle cause e delle motivazioni che sono le uniche cose che possono dar forza ad una tesi.

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In uno dei blog che parla della mia terra natia e che seguo maggiormente mi è capitato di leggere un articolo che mi ha particolarmente disgustato. A scanso di equivoci, non è certo la tesi portata avanti dall’autore dell’articolo a provocare questa mia sensazione di profonda frustazione, ma l’argomento che ha ispirato il suddetto.

Aldilà di ogni campanilismo (sono nato a Reggio, da genitori Reggini, ma ho sempre vissuto nel Catanzarese Ionico, prima di fare l’emigrante), quello che ho potuto osservare durante gli anni della mia giovinezza è che Cosenza ha goduto di un trattamento di favore da parte delle istituzioni. Un trattamento che non ha ragioni nè storiche, nè strategiche nè economiche.

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Leggo tante notizie sulla mia Terra, e mi vergogno di essere Calabrese e penso che se qualcuno ci dà dei mafiosi, probabilmente ha ragione…

Leggo di un nuovo aereoporto NECESSARIO a Sibari (la Calabria ha già tre aereoporti per poco meno di due milioni di abitanti, cioè lo stesso numero che ne ha la Lombardia, se non ricordo male, che di abitanti ne fa all’incirca 10 milioni!

Reggio Calabria Lungomare Falcomatà

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