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	<title>Antonio&#039;s Weblog &#187; Google</title>
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	<description>Release 11.04: The Great Escape</description>
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		<title>We can be Hero(es)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 10:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Hero in questione non è un personaggio mitologico ma il nuovo Googlefonino di HTC, dotato di Android 1.5 Cupcake ed interfaccia HTC Sense. Le numerose (ed entusiastiche recensioni) presenti sulla rete, mi hanno spinto a lanciarmi nell&#8217;acquisto di un prodotto &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2009/10/we-can-be-heroes/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Hero in questione non è un personaggio mitologico ma il nuovo Googlefonino di HTC, dotato di Android 1.5 Cupcake ed interfaccia HTC Sense.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-354" title="android-rendered" src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2009/10/android-rendered-300x187.jpg" alt="android-rendered" width="300" height="187" /></p>
<p>Le numerose (ed entusiastiche recensioni) presenti sulla rete, mi hanno spinto a lanciarmi nell&#8217;acquisto di un prodotto nuovissimo (presentato all&#8217;inizio dell&#8217;estate, ma commercializzato solo da qualche settimana), contrariamente al mio più che collaudato credo sull&#8217;avventatezza di buttarsi sull&#8217;ultimo prodotto uscito, sia per ragioni meramente economiche, sia per motivi più pratici (bugfix?).</p>
<p>Il telefono, anzi, lo smartphone in questione, perché di smartphone si tratta e, ci tengo a sottolinearlo, per la prima volta la sezione &#8220;telefono&#8221; passa in secondo piano, visto le caratteristiche di strumento di comunicazione a 360°, è un prodotto, posso dirlo, finalmente ergonomicamente maturo. Via pennini, tastiere fisiche (pseudo) qwerty ed altri orpelli, in funzione di una user experience basata al90% sull&#8217;interazione con uno schermo realmente Touchscreen e non più &#8220;ContactScreen&#8221;.</p>
<p><span id="more-353"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-355" title="htc-hero-official" src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2009/10/htc-hero-official-298x300.jpg" alt="htc-hero-official" width="298" height="300" /></p>
<p>La differenza la fa lo schermo di tipo capacitivo (in luogo dei più economici schermi resistivi), che risponde esclusivamente al tocco delle dita, riconoscendo la minuscola carica elettrica presente su di essa. Scordatevi quindi di usarlo con pennini (anche soft) ed altre elongazioni! L&#8217;Hero va usato con le dita (sembra quasi la pubblicità dei Fonzies).</p>
<p>Questo, molto pragmaticamente, significa dire addio a tutta quella serie di fastidiosissime attivazioni, dovute allo sfregamento più o meno accidentale con altri oggetti presenti nelle tasche. A migliorare la situzione, c&#8217;è anche la scelta intelligente del posizionamento dei (pochi) pulsant fisici in una zona virtualmente protetta dalla curvatura economica della parte inferiore del dispositivo.</p>
<p>L&#8217;unico appunto che si può fare sull&#8217;ergonomicità è sulla posizione del sensore ambientale di luminosità (a sinistra in quella striscia posta subito sopra lo schermo), che ne influenza un po&#8217; troppo il comportamento, soprattutto quando, con il terminale comodamente posto su una superficie orizzontale, inavvertitamente lo si copre anche solo parzialmente (magari come succede a me che per tenerlo fermo anche sul tavolo ho l&#8217;abitudine di reggerlo con la mano sinistra, con il pollice che va agire appunto in quella zona), provocando una sensibile diminuzione della luminosità del display. Comunque buona cosa.</p>
<p>Il punto di forza di questo dispositivo è senza dubbio l&#8217;integrazione con le informazioni online, ancora più spinta nell&#8217;ottima customizzazione realizzata da HTC con la sua interfaccia Sense.</p>
<p>Informazioni e Contatti sono realmente a portata di dita, con ampie possibilità di integrazione, appunto, mediante informazioni disponibili in rete (per esempio attraverso gli account di facebook, twitter e flickr).</p>
<p>Va subito detto che in assenza di una flat dati l&#8217;inserimento di una SIM all&#8217;interno del cellulari ha effetti a dir poco devastanti sul credito telefonico (soprattutto con i prezzi da furto degli operatori nostrani, Vodafone in primis). Per cui non solo se ne consiglia l&#8217;utilizzo abbinato ad una tariffa dati flat (io ho la più che soddisfacente Naviga3 settimanale di H3G), ma addirittura bisognerebbe metterlo come requisito indispensabile.</p>
<p>Con le possibilità di connettività pressoché illimitate, inoltre, si rende totalmente superflua ogni sincronizzazione con il pc (azione quasi indispensabile per chi ha un qualsiasi dispositivo WM) : Esportando contatti ed in generale tutto il PIM su un account Google (Gmail, gCalendar ecc ecc), basta semplicemente configurare il proprio account sull&#8217;Hero, per avere a portata di tasca tutta la propria attività senza più dipendere dal PC.</p>
<p>Capitolo applicazioni. Qui, purtroppo, bisogna dirlo&#8230; il market di Android è fatto piuttosto male: la miriade di applicazioni presenti (la maggioranza gratuite) categorizzate sommariamente, dà un certo senso di vertigine. Orientarsi tra le mille e mille voci è pressoché impossibile, soprattutto visto la poca obiettività del sistema di ranking (non all&#8217;altezza del famoso motore di ricerca della casa madre), quindi la migliore soluzione è quella di andare a colpo sicuro mediante la ricerca mirata, ma bisogna sapere cosa cercare.</p>
<p>Tuttavia, la varietà di applicazioni/widget presenti, permette una customizzazione dell&#8217;informazione presentata davvero capillare. Utilissime quelle piccole web application, per esempio, con gli orari ferroviari o del passaggio dei mezzi pubblici, così come gli immancabili gTalk e Google Maps (eventualmente con Latitude e Google StreetView), che permettono davvero una &#8220;comunicazione perenne e a 360°&#8221;.</p>
<p>Forse è un po&#8217; presto per dirlo, ma un dispositivo del genere può seriamente far pensare di rinunciare alla connessione Internet &#8220;fissa&#8221;, se non casalinga, almeno quella della categoria SOHO (gli usi dell&#8217;internet a casa sono ben più sostanziosi in termini di banda e contenuti rispetto a quelli professionali).</p>
<p>L&#8217;autonomia è discreta considerando la vocazione del dispositivo, si arriva a sera tranquillamente con uso abbastanza intensivo. Inoltre la possibilità di ricaricare tramite presa USB (secondo me l&#8217;unico vero motivo per cui conntetterlo ad un PC), ne rende l&#8217;autonomia pressoché illimitata!</p>
<p>Personalmente, per la prima volta dai tempi del mio Palm Tungsten-E (ed in mezzo ci sono stati un Acer N20, un ASUS A636, un Qtek9100m, un Nokia N95 ed un Eten Glowfish M810), mi trovo con un dispositivo all&#8217;altezza delle mie aspettative.</p>
<p>Se come il sottoscritto fate largo uso di email ed IM e scarsissimo uso di SMS/MMS per comunicare, è il dispositivo davvero ideale.</p>
<p>Una volta si diceva, per sottolineare la perfezione di un qualsiasi dispositivo, che &#8220;fa anche il caffè!&#8221;. Non è il caso dell&#8217;Hero, ma poco ci manca. A voler essere obiettivi manca qualche piccolo accorgimento (tipo una radio FM sarebbe stata fantastica, così come una migliore dotazione in fatto di Suite di servizio Bluetooth), ma nel complesso è quanto di meglio si possa trovare in questo momento per un utilizzo serio (quindi l&#8217;iPhone nemmeno lo calcolo!).</p>
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		<title>Ma quando si decideranno ad uccidere Flash?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 09:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bisogna dire che ultimamente la battaglia per il dominio del web si è fatta davvero interessante, coinvolgendo attori nuovi, ognuno con le sue idee, ognuno con le sue politiche. La lotta è serrata, ed ormai appare chiaro anche ai non &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2009/09/ma-quando-si-decideranno-ad-uccidere-flash/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-351" title="flash_1" src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2009/09/flash_1-212x300.jpg" alt="flash_1" width="212" height="300" /></p>
<p>Bisogna dire che ultimamente la battaglia per il dominio del web si è fatta davvero interessante, coinvolgendo attori nuovi, ognuno con le sue idee, ognuno con le sue politiche.</p>
<p>La lotta è serrata, ed ormai appare chiaro anche ai non addetti ai lavori, che è impossibile giudicare questo o quel browser &#8220;il migliore&#8221; in senso assoluto: ognuno ha le sue caratteristiche, e le sue peculiarità.</p>
<p>Personalmente, circa 6 mesi orsono, avevo sposato la scelta di google, adottando il velocissimo Chrome. Il mio passaggio era dettato da una precisa esigenza/volontà: sono un fruitore del web piuttosto esigente, poiché la mia navigazione raramente si limita a meno di 5-6 schede aperte contemporaneamente. Per cui mi serviva un browser snello e poco avaro di risorse (quindi da escludere firefox, almeno nelle declinazioni del tempo), e soprattuutto abbastanza sicuro (quindi Internet Exploder era da scartare a priori). In tutto questo google chrome si rivelava perfetto&#8230;</p>
<p><span id="more-349"></span></p>
<p>Faccio largo uso di web 2.0 (quindi Ajax) e Chrome aveva in questo un grosso vantaggio sulla concorrenza: possiede un ottimo motore di Javascript, e non supportava il mai troppo odiato Flash.</p>
<p>Aprire un sito infarcito di (pubblicità) Flash, rimuovendola all&#8217;origine, è una goduria immensa. Personalmente non me ne è mai fregato nulla dell&#8217;eticità della pubblicità che permette a molti di fruire gratuitamente dei contenuti&#8230; soprattutto quando in una pagina trovi 99% di pubblicità ed 1% di contenuti.</p>
<p>Mi piaceva anche l&#8217;idea dei thread separati per ogni scheda, che, almeno nella declinazione iniziale, permettevano, anche di saltare da una scheda all&#8217;altra, quando una di queste era piantata.</p>
<p>Poi però (con mia somma delusione) arrivò il supporto a flash (odio Flash a tal punto che preferisco mille volte tecnologie quali Silverlight, per quanto insulse), e le cose si complicarono. Eh si, perché se andate a guardare bene, il plugin flash non ha lo stesso approccio (beh è abbastanza ovvio) multithread del browser: in un unico thread sono gestite le istanze di tutte le schede/finestre.</p>
<p>In una singola espressione: ecco come rovinare un ottimo browser.</p>
<p>Già perchè così facendo, il plugin in questione, diventa una piovra che cerca di ficcare i suoi tentacoli ovunque&#8230; rendendo inservibili anche le schede che di flash non fanno utilizzo.</p>
<p>Profondamente frustrato da questo comportamento (per un po&#8217; di tempo sono andato avanti &#8220;killando&#8221; a mano il processo di chrome che racchiudeva l&#8217;istanza del plugin flash&#8230; è abbastanza facile da individuare: è quello che occupa più memoria!), ieri mi sono deciso a far piazza pulita e tornare alla vecchia accoppiata firefox + flash blocker.</p>
<p>Che dire? Rispetto a Chrome il nuovo firefox mi limita nel numero di schede aperte (al lavoro ho un pc del giurassco con 512Mb di Ram e Winsozz XP), ma finalmente non passano decine e decine di minuti per il rendering di una scheda perché in una delle altre il maledettissimo plugin flash che visualizza l&#8217;ennesima pubblicità idiota si è piantato!</p>
<p>Google aveva una grande possibilità, forte della sua posizione: uccidere uno dei formati più insulsi della storia dell&#8217;informatica, ma ha perso il treno&#8230;</p>
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		<title>GUI&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 07:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-341" title="Google_Apple_interfaccia" src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2009/08/Google_Apple_interfaccia.png" alt="Google_Apple_interfaccia" width="432" height="835" /></p>
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		<title>Si scrive Chromium si legge Chrome for Linux</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 09:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci tengo a precisare che quest&#8217;articolo non è certo la recensione (non avrebbe senso, visto lo stato del progetto, dichiarato pre-alpha), ma la segnalazione di un&#8217;opportunità di contribuire a quello che ritengo un progetto, al momento, molto valido! Sotto Winsozz, &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2009/03/si-scrive-chromium-si-legge-chrome-for-linux/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci tengo a precisare che quest&#8217;articolo non è certo la recensione (non avrebbe senso, visto lo stato del progetto, dichiarato pre-alpha), ma la segnalazione di un&#8217;opportunità di contribuire a quello che ritengo un progetto, al momento, molto valido!</p>
<p>Sotto Winsozz, ho ormai abbandonato il fidato Firefox, in favore del browser di Google, ma sotto Linux se ne avverte la mancanza inesorabilmente!</p>
<p>In questo articolo perciò cercherò di recensire, non il browser in sè, ché come ho detto avrebbe poco senso, ma il sistema di fruizione dei sorgenti con relativi strumenti di compilazione.</p>
<p><span id="more-290"></span></p>
<p>Bisogna subito dire che le istruzioni sono dettagliate e ben strutturate, con una sezione dedicata per ciascuna distro (almeno le principali). Le dipendenze richieste, non sembrano nemmeno eccessive, ed il sistema di build è automatizzato mediante una serie di strumenti scaricabili a parte.</p>
<p>Da questo punto di vista, però, sono rimasto un po&#8217; deluso, per la mancanza di una procedura di compilazione &#8220;a mano&#8221; tramite strumenti consueti (automake/autoconfig), il che potrebbe rendere particolarmente macchinosi gli automatismi di pacchettizzazione in un futuro, spero, prossimo. Sono cmq fiducioso che la cosa possa essere risolta, man mano che il progetto progredisca.</p>
<p>Esistono due modaltà di compilazione, quella standard, in questo caso &#8220;arricchita&#8221; di tutte le info di debug, concepita per gli sviluppatori, ed una &#8220;ridotta&#8221;, rivolta ai tester.vI sorgenti sono recuperati sempre mediante i tool di cui sopra, da un normale repository SubVersioN pubblico, e racchiudono l&#8217;albero completo del progetto.</p>
<p>La compilazione è piuttosto lunga (un paio di ore sul mio Samsung NC10) e può richiedere una serie di banali correzioni al codice (ho dovuto aggiungere  #include &lt;stdlib.h&gt; in due file distinti a seguito del mancato riconoscimento di chiamate alle funzioni atoi e malloc), ma fila via abbastanza liscia&#8230;</p>
<p>Alla fine della compilazione si ottiene un eseguibile richiamabile direttamente, che apre una finestra del browser (con tanto di disclaimer sul suo stato di pre-alpha). La finestra richiama in tutto e per tutto l&#8217;aspetto grafico del fratello stabile (chrome), anche se, come è ovviamente comprensibile, alcune cose non sono del tutto a posto (del tipo, quando apro una nuova scheda, questa viene a &#8220;sovrascrivere&#8221; la precedente, senza che sia in alcun modo recuperabile).</p>
<p>Personalmente ho scaricato e compilato Chromium per due ragioni essenziali: la prima, come è facile intuire, per verificare lo stato di avanzamento del progetto (sotto winsozz siamo già al ramo 1.x stabile&#8230; ed ancora non si hanno previsioni per quanto riguarda l&#8217;amato pinguino), la seconda, molto più tecnica, per studiare il codice ed eventualmente offrire il mio contributo.</p>
<p>Quindi a meno che non siate sviluppatori volenterosi o studiosi di codice sorgente, lasciate perdere (ancora per un po&#8217;) Chromium. In tutti gli altri casi, potrebbe rappresentare una valida opportunità per aprirsi nuovi orizzonti.</p>
<p>Per i più curiosi, ecco da dove cominciare:</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Chromium Documentation" href="http://http://dev.chromium.org/getting-involved" target="_blank">http://dev.chromium.org/getting-involved</a></p>
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		<title>Google Chrome</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 22:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abitualmente utilizzo 3 browser distinti: l&#8217;immancabile firefox, per la navigazione di tutti i giorni (multipiattaforma), il discreto flock che uso per il cosiddetto social networking (feisbuc e soci), e konqueror (esclusivamente su linux) che trovo molto versatile per la grande &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2009/01/google-chrome/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abitualmente utilizzo 3 browser distinti: l&#8217;immancabile firefox, per la navigazione di tutti i giorni (multipiattaforma), il discreto flock che uso per il cosiddetto social networking (feisbuc e soci), e konqueror (esclusivamente su linux) che trovo molto versatile per la grande varietà di protocolli che supporta. Non sono un fan di opera, che trovo troppo poco browser causa talune sue scelte radicali, tantomeno un estimatore di safari, che a parte essere imho il browser che dà più problemi con il web 2.0* (cioè tutti quei siti pensati per Internet Exploder, e non sono pochi&#8230;), non ha nessuna caratteristica unica e/o innovativa che mi spinga ad usarlo.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-620" title="google_chrome" src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2009/01/google_chrome-300x244.jpg" alt="google_chrome" width="300" height="244" /></p>
<p><span id="more-270"></span></p>
<p>In questo contesto, inutile dirlo, personalmente non sentivo la necessità di un nuovo browser, per di più targato google. Per carità nulla di personale contro bigG, ma non vorrei che la loro scelta di entrare nel mercato dei browser web, spinga il mercato verso un web costruito ad arte secondo i dettami / gusti di Google. Ad onor del vero, a parte le personali antipatie a priori che più di un cosiddetto intellettuale dimostra nei confronti di google, i suoi prodotti, ottimi e gratuiti, non mi hanno mai dato idea di limitazioni alla mia libertà. Anzi! A differenza di tanti concorrenti che infarciscono ogni spazio possibile ed immaginabile con pubblicità fastidiose, oltre che riempirti la mail con spam ossessivo ed invadente (a proposito gmail è divenuta la mia mail principale, proprio perchè il suo filtro antispam è qualcosa di divino!), dimostra una certa attenzione verso la qualità del singolo prodotto, che altri non dimostrano per prodotti di punta e a pagamento.</p>
<p>In virtù di queste considerazioni ho deciso di dare a Chrome una possibilità.</p>
<p>Lo sto usando oramai da un mesetto, anche se non con l&#8217;assiduità che meriterebbe una prova seria, e sinceramente non ho riscontrato un difetto che sia uno. Bisogna essere obiettivi, il prodotto è ancora giovane, per cui sarebbe ingenuo ignorare alcuni suoi limiti (soprattutto la fastidiosissima mancanza di una versione &#8220;ufficiale&#8221; per il pinguino), ma il ragazzo promette bene.</p>
<p>Personalmente mi ricorda il firefox degli esordi (quando ancora si chiamava Phoenix, e ti permetteva di aprire una pagina web con un modem 56k in pochi secondi, a differenza di quei mostri di lentezza di Exploder e Mozilla&#8230;). Manca di possibilità di personalizzazione, e ciò lo rende snello e reattivo (non scordiamoci che il più grosso limite di Firefox risiede proprio nell&#8217;eccessiva facilità con cui lo si può infarcire di estensioni e moduli spesso poco utili). Inoltre salta subito all&#8217;occhio la sua concezione web2.0-centrica, con un motore javascript (leggasi AJAX!!!), che fa faville sia in termini di prestazioni che di sicurezza e stabilità.</p>
<p>Ciò che più mi ha impressionato, però, è quella che agli occhi inesperti potrebbe sembrare una bazzecola. Troppo spesso utilizzando firefox nelle sue varie versioni, ho incontrato incertezze nel rendering di pagine molto &#8220;lunghe&#8221;, soprattutto in fase di scrolling. In realtà non sono mai nemmeno riuscito ad impostare una velocità di scorrimento che mi soddisfacesse. Con Chrome invece, agendo sulla rotellina del mouse, si ottiene uno scorrimento fluido e preciso, che tanto strizza l&#8217;occhio ai sistemi multitouche che si vedono sui telefonini più di grido. Ciò denota una cura maniacale del dettaglio soprattutto nei componenti di base, che nel caso di un browser web è appunto il motore di rendering.</p>
<p>Quindi, ricapitolando i punti di forza di questo browser sono i motori di rendering e quello javascript.</p>
<p>In conclusione, parlando di Chrome, direi che siamo davanti ad un prodotto che si colloca in una precisa situazione storica: possiamo tranquillamente parlare del primo browser che nasce espressamente per il web 2.0 grazie a chi, il web 2.0, lo sta facendo imporre mediante i suoi prodotti.</p>
<p>Se si tratta di una rivoluzione o una &#8220;restaurazione&#8221; (che sarebbe il corrispettivo di una rivoluzione, quando però questa parte dall&#8217;alto e non dalla massa), sarà il tempo a stabilirlo.</p>
<p>Non ci resta che metterci alla finestra ed attendere l&#8217;esito di quella che a breve potrebbe essere la guerra dei browser web&#8230;</p>
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		<title>KDE4, GnomeWeb, Google Applications e&#8230; il mio Desktop ideale.</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 08:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Desktop]]></category>
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		<category><![CDATA[KDE 4]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;uscita di KDE 4 (sebbene la release 4.0 sia lungi dall&#8217;essere completa, anche se IMHO il lavoro fatto è più che eccezzzzzzzzzzzzzionale!!!!) è solo una delle mille proposte che in questo periodo si stanno affacciando nel mondo del Desktop Computing: &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2008/02/kde4-gnomeweb-google-applications-e-il-mio-desktop-ideale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&#8217;uscita di KDE 4 (sebbene la release 4.0 sia lungi dall&#8217;essere completa, anche se IMHO il lavoro fatto è più che eccezzzzzzzzzzzzzionale!!!!) è solo una delle mille proposte che in questo periodo si stanno affacciando nel mondo del Desktop Computing: complice il Web 2.0 (e le connessioni BroadBand, Digital Divide permettendo), processori multicore che iniziano a portarci il multitasking parallelo, ed una marea di tecnologie di archiviazione locale e remota che hanno espanso lo spazio digitale a nostra disposizione all&#8217;infinito.</p>
<p align="justify"><span id="more-174"></span>Tuttavia noto ancora un&#8217;estrema dispersione in fatto di strumenti per il Desktop Computing. Tutte queste tecnologie, con la scusa dell&#8217;integrazione estrema, invece che proporci soluzioni che permettano di integrare, per l&#8217;appunto, gli strumenti informatici che siamo abituati ad usare tutti i giorni, all&#8217;interno della loro struttura, continuano a propinarci la loro esclusiva e specifica alternativa per sostituirli.<img src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2008/02/desktop.jpg" alt="Desktop" /></p>
<p align="justify">Tutta colpa di questa smania di voler a tutti i costi competere con Winsozz&#8230;</p>
<p align="justify">In pratica una volta scelto il DE (Gnome, Kde, Enlightenment, XFCE&#8230; ecc ecc) tutte le scelte vanno di conseguenza, con minime possibilità di adattamento (puoi scegliere se aggiungere o meno lo sbrilluccichio delle nuove funzionalità di compositing, e poco più).</p>
<p align="justify">Ad onor del vero, devo dire, che probabilmente KDE4 è l&#8217;unico che in questo momento si muove in una direzione diversa, essendo molto più vicino ad un set di librerie che ad un DE completo e integrato, ma molto presto uscirà la release 4.1 e già lì, la strada comincerà ad essere più delineata.</p>
<p align="justify">Ad ogni modo, io la butto lì, la mia personale interpretazione di Desktop sarebbe più o meno la seguete:</p>
<p align="justify">
<ul>
<li>Vista l&#8217;ormai raggiunta capacità da parte dei vari DE di gestire una pletora di tipologie diverse di oggetti sul Desktop vero e proprio, farei scomparire barre, dock e systray, sostituendole con qualcosa di più funzionale&#8230; le applicazioni potrebbero essere minimizzate sul desktop, piuttosto che su una barra (la barra di KDE in tal senso è un&#8217;esplicitazione di questo concetto, visto che non si tratta di una barra vera e propria ma di un contenitore per widgets). Il che significherebbe, anche e soprattutto una maggiore superficie a disposizione.</li>
<li>API a livello DE, per la gestione delle operazioni più comuni: in pratica si tratterebbe di un&#8217;uniformizzazione dei menu applicativi (un po&#8217; come già avviene in MacOsX, ma in maniera più smart: &#8220;applicazioni simili condividono lo stesso menu&#8221; , e non &#8220;tutte le applicazioni hanno la medesima struttura di menu&#8221;), ed una gestione più semplice dell&#8217;interoperabilità (sto scrivendo un documento cui vogli aggiungere un&#8217;immagine che però voglio modificare leggermente senza alterare l&#8217;originale? Passo al programma di grafica, la modifico senza salvarla, e di lì la passo al documento).</li>
<li>Menu delle Applicazioni preferite più intelligente: applicazioni suggerite non più in base alla sola frequenza di utilizzo, ma anche al contesto (per esempio, sto esplorando una cartella di foto ed il menu tenendo conto di questa cosa, mette in cima alle applicazioni preferite quelle che hanno attinenza con questo genere di oggetti).</li>
</ul>
<p align="justify">Queste, come avrete ben capito, sono tutte applicazioni di tecnologie già esistenti e ben collaudate, (i widgets nel primo caso, i menu a livello di gtk/qt nel secondo e nepomuk o desktop semantico nel terzo). Un desktop che implementi questi miei tre&#8230; come chiamarli?&#8230; desideri?&#8230; è possibile realizzarlo sin da ora, andando a metter mano alla configurazione di default di qualsiasi DE, con una serie di customizzazioni ad hoc.</p>
<p align="justify">Quello che però farebbe a mio parere la differenza, e che, ancora non c&#8217;è sarebbe una specializzazione dei Desktop Multipli&#8230; Immaginate un desktop tabulare&#8230; in cui le applicazioni di un certo tipo vengono aperte in una tab specifica&#8230; ad esempio c&#8217;è una tab web che raccoglie browser internet, feed reader e quant&#8217;altro, una PIM in cui aprire client email, IM, Appuntamenti ecc ecc, un&#8217;altra invece in cui partono i giochi. Ed immaginate una gestione dinamica delle stesse, con la possibilità di assegnazione di risorse e priorità in maniera selettiva (tipo che mentre chatto o navigo su internet, automaticamente va a limitare la banda di bittorent e torna a ripristinarla quando passo a vedere un film). Sarebbe un po&#8217; una sorta di multitasking avanzato e configurabile&#8230;</p>
<p align="justify">Ma questo per ora è solo un concetto&#8230; però, come disse uno dei più grandi uomini dell&#8217;epoca contemporanea: &#8220;I have a dream&#8230;&#8221;</p>
<p align="justify">
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		<title>Altro piccolo esperimento&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 10:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscete tutti il traduttore di google? no? andate a provarlo!!! il mio suggerimento è di tradurre dall&#8217;inglese all&#8217;italiano la seguente parola (fate attenzione, dovete scriverla tutta maiuscola): IPHONE e poi ditemi secondo google qual è la traduzione del suddetto termine! &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2008/01/altro-piccolo-esperimento/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2008/01/20070419-google.jpg" alt="Google" />Conoscete tutti<a title="Google translate" href="http://translate.google.com/" target="_blank"> il traduttore di google? no? andate a provarlo!!!</a></p>
<p>il mio suggerimento è di tradurre dall&#8217;inglese all&#8217;italiano la seguente parola (fate attenzione, dovete scriverla tutta maiuscola):</p>
<p>IPHONE</p>
<p>e poi ditemi secondo google qual è la traduzione del suddetto termine! <img src='http://www.antonioscopelliti.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>La guerra dei Browser</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 13:57:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In principio era Mosaic&#8230; Oggi più che mai è d&#8217;attualità la guerra tra browser&#8230; Qualcuno dice che è un dualismo (come ai tempi di Netscape/IExploder, ricordate?) altri dicono che stanno guadagnando fette di mercato anche i loro contendenti diretti (Opera &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2008/01/la-guerra-dei-browser/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>In principio era Mosaic&#8230;</h5>
<p align="justify">Oggi più che mai è d&#8217;attualità la guerra tra browser&#8230; Qualcuno dice che è un dualismo (come ai tempi di Netscape/IExploder, ricordate?) altri dicono che stanno guadagnando fette di mercato anche i loro contendenti diretti (Opera e Safari), poi ci sono le proposte nuove (Konqueror).<img src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2008/01/firefox-vs-ie.jpg" alt="Firefox vs IE" /></p>
<p align="justify">Siccome questo però è un blog che parla di Tecnologie, si affronterà l&#8217;argomento solo da questo punto di vista.</p>
<p align="justify">Cominciamo con il dire che, sebbene i nomi/marchi/brand in gioco siano davvero parecchi, molti  browser e meta-browser sono riconducibili non solo ad un medesimo motore di rendering HTML, ma anche alla medesima versione dello stesso.  Per esempio è il caso di Firefox/Flock/IceWeasel, che sono tutte &#8220;brandizzazioni&#8221; dello stesso prodotto, oppure Safari/Konqueror, con il medesimo cuore, ma sviluppati seguendo linee diverse.<span id="more-166"></span></p>
<p align="justify">Brevemente, come funziona un browser? Un Web-browser (dicitura esatta, anche se alcuni, come Konqueror o Internet Exploder hanno anche funzionalità di File/System Browsing), è un client che interroga un server Web per ottenere delle informazioni (contenuti). Tali contenuti possono essere impaginati secondo una pletora incredibile  di formati tutti più o meno standard&#8230; ma sostanzialmente il codice usato è di solito sempre uno: l&#8217;<strong>HTML </strong>o <em>HyperText Make-up Language </em>(<em>tradotto: </em>Linguaggio per l&#8217;impaginazione di Iper Testi). Per questo motivo il cuore del browser è il motore di rendering dell&#8217;HTML, cioè quel componente che è in grado di &#8220;disegnare al volo&#8221; le pagine man mano che i cari  codici vengono trasferiti dal server al browser, cercando di rispettare, nei limiti, la formattazione originale concepita dal web-master.</p>
<p align="justify">Due sono i parametri di riferimento per valutare, perciò, la bontà di un motore di rendering HTML: la fedeltà di riproduzione delle pagine (un buon motore dovrebbe riprodurre le pagine esattamente come le ha concepite il web-master, indipendentemente dalla tecnologia in cui sono state realizzate e, soprattutto, indipendentemente dal sistema su cui andranno visualizzate) e la velocità con cui lo fa.  In realtà la velocità non è un parametro così assoluto, perchè i browser utilizzano filosofie diverse di visualizzazione: per esempio è noto che Opera e Konqueror iniziano a disegnare gli &#8220;oggetti&#8221; senza aspettare di avere una visione &#8220;globale&#8221; della pagina&#8230; mentre firefox aspetta di aver ricevuto tutto il codice prima di renderizzarlo. Gli effetti naturalmente sono differenti, così come la percezione della velocità di caricamento.</p>
<p align="justify">Ad ogni modo per i principali browser che girano su piattaforma pc sono 4 le famiglie di motori di rendering utilizzati:</p>
<p align="justify">
<ol>
<li><strong>Internet Explorer</strong>: è il motore di rendering HTML utilizzato dall&#8217;omonimo browser di mamma Microsozz. è fortemente integrato con il SO, essendo anche la shell (ma sarebbe più giusto dire il Desktop Environment) di default di Winsozz a partire da Winsozz &#8217;98. Supporta un misto di tecnologie free e proprietarie (ActiveX, Silverlight). Non è il massimo in fatto di &#8220;fedeltà&#8221; di riproduzione del sito, preferendo la politica del &#8220;sono gli altri che si devono adeguare&#8221;, tipica di chi ha una posizione di monopolio. Dal punto di vista della sicurezza, la sua profonda integrazione con il SO lo rende una piattaforma ideale per lo sfruttamento di bug da parte dei malintenzionati. Ed anche quando non si tratta di bug, alcune features avanzate (come la possibilità di eseguire codice ActiveX senza controlli) contribuiscono alla generale insicurezza del sistema. Ha compiuto passi da gigante con le ultime versioni, anche se non si può dire che abbia ancora fatto la scelta più ovvia (separazione del Web dal System Browsing).</li>
<li><strong>Gecko</strong>: è il motore di rendering di Netscape 6.0, donato alla comunità, ed adottato da Mozilla per la realizzazione dei suoi prodotti. Inizialmente sfruttato solo all&#8217;interno dei Web Browser, è diventato una piattaforma di sviluppo di tutta una serie di strumenti sempre dedicati al web come Client Mail (Thunderbird) o o programmi PIM (Sunbird). Attualmente il numero di prodotti basati su questo motore, nelle sue varie versioni, è immenso: Mozilla, Firefox, SeaMonkey (Nuovo nome della Mozilla suite), Flock, Epiphany (Gnome Web-browser), IceWeasel (versione debian di Firefox, ripulita del codice non prettamente GPL), Deer Park (R3 di Firefox). Il suo punto di forza sono la robustezza e la modularità, cosa che ne ha permesso un&#8217;ampia diffusione in varie versioni. A differenza di alcuni suoi diretti concorrenti, renderizza la pagina solo a ricezione ultimata.</li>
<li><strong>Opera</strong>: è snello e maledettamente veloce. Il Motore di rendering del noto browser norvegese, ha da sempre introdotto tecnologie all&#8217;avanguardia (su tutte, il tab-browsing, ovvero l&#8217;apertura di più pagine nella stessa istanza, mediante l&#8217;adozione delle tab). Esistono varie versioni di tale motore, adattate alle varie piattaforme (PC, cellulari, Smartphone), ai quali si affianca tutta una serie di servizi a contorno (proxy) che permettono l&#8217;ottimizzazione della visualizzazione sul browser anche di pagine più &#8220;ostiche&#8221;.</li>
<li><strong>Webkit</strong>/<strong>KHTML</strong>: A detta di tutti è il motore di rendering più Web-compliant (cioè che segue gli standard del <strong>W3C</strong>). Basato sul motore di rendering di Konqueror (browser di default per KDE), è stato adottato da Apple per i suoi browser (Safari) e solo recentemente &#8220;restituito&#8221; in forma opensource alla comunità. Purtroppo la presenza di decine di tecnologie non ufficialmente riconosciute da W3C, non lo rende ideale per la navigazione su tutti i tipi di piattaforme web, almeno nella sua versione nuda e cruda. La comunità si sta adoprando alacremente per ovviare a questo inconveniente.</li>
</ol>
<p align="justify">A fianco a questi ci sono migliaia di altri progetti sulle piattaforme più disparate. Ci sono browser scritti in Java (per la maggioranza dei telefonini), altri solo testuali (come non citare il mitico <strong>links</strong>?), tutti più o meno adatti alle varie situazioni.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Ci sono varie scuole di pensiero su quale sia il migliore. Personalmente ho abbracciato Firefox sin da quando si chiamava ancora Phoenix ed era una beta lungi dall&#8217;essere pronta al rilascio, e ne apprezzavo la snellezza&#8230; Adesso che però s&#8217;è messo a  competere con Exploder in quanto a risorse richieste (vabbè in parte è colpa delle mille estensioni che uso), mi sto orientando per applicativi decisamente più leggeri. In particolare mi sto innamorando di Konqueror, almeno nella sua nuova versione (quella di Kde4), che dà un&#8217;impressione di maggiore stabilità, e poi è realmente W3C e Web 2.0 compliant. Quanto ad Exploder, l&#8217;ultima versione che ho usato in maniera un po&#8217; continuativa è stata la 4.01 (erano i tempi di Winsozz &#8217;98, per intenderci), subito abbandonata prima per Netscape 6.0 (un orrore, più che un errore!) e poi per il più snello Mozilla. Opera e Safari non li ho mai digeriti, soprattutto per una certa vocazione &#8220;elitaria&#8221; che dimostrano&#8230;</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il mio browser ideale, è quello del futuro! Non mi interessano prodotti che integrino migliaia di funzionalità di default (tipo il lettore di feed RSS integrato di Mozilla/Firefox non l&#8217;ho mai usato, così come il download manager e così via). Soprattutto adesso che sta prendendo piede il Web 2.0 (è già si parla di Web 3.0 o Web 3D), credo che si debba andare verso il client puro, visto che i servizi saranno tutti integrati mediante gli applicativi web.</p>
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		<title>Android non solo su un Telefoninux?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 08:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<category><![CDATA[Opensource]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuro, prima o poi devo scoprire come fa, che razza di filtro o regexp usi Felipe per scovare le notizie, perchè appena ne trovo una abbastanza fresca e gustosa da qualche parte, se vado a googleggiare per verificarne l&#8217;attendibilità, c&#8217;è &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2008/01/android-non-solo-su-un-telefoninux/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">
<h5><em>Giuro, prima o poi devo scoprire come fa, che razza di filtro o regexp usi Felipe per scovare le notizie, perchè appena ne trovo una abbastanza fresca e gustosa da qualche parte, se vado a googleggiare per verificarne l&#8217;attendibilità, c&#8217;è già un post di Pollycoke in merito! Per fortuna non ha un n800 altrimenti potrei anche chiudere bottega! </em> <img src='http://www.antonioscopelliti.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </h5>
<p align="justify">
<p align="justify">Finora non ho mai parlato di Android, per due motivi: il primo, ed essenziale, perchè ad oggi se ne fa un gran parlare ma non c&#8217;è ancora un prodotto che sia uno che venga fornito con il SO di casa Google; il secondo, più modesto, è perchè non mi piace parlare di tecnologie che non ho avuto modo, se non di testare, almeno di vedere all&#8217;opera personalmente.</p>
<p align="justify">
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<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-601" title="android-logo" src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2008/01/android-logo-300x300.gif" alt="android-logo" width="300" height="300" /></p>
<p align="justify">Facendo un piccolo strappo alla regola, però oggi voglio parlare di google Android, per <a title="Pollycoke su Android." href="http://pollycoke.net/2008/01/10/android-di-google-su-hardware-vero/" target="_blank">una caratteristica già anticipata su Pollycoke</a>, ovvero la possibilità di adottare la nascente piattaforma embedded non solo ed esclusivamente all&#8217;interno di smartphone (ormai chiamarli semplicemente telefonini, stona&#8230;).</p>
<p align="justify"><span id="more-160"></span>Android è basato su Linux, per cui la cosa poteva anche essere abbastanza plausibile, ma quello che impressiona dai video mostrati su pollycoke, è che l&#8217;interfaccia grafica risulta abbastanza decente e scalabile, anche su schermi grossi quali quello di un PC. Io per esempio ho un N800, su cui gira la piattaforma linux-based maemo, e mai mi sognerei di portare la sua interfaccia grafica (mooooolto embedded, anche se, bisogna dirlo, superfunzionale su questo tipo di dispositivi) sul pc&#8230;</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Qualcuno con Android  invece ha provato a farlo, con buoni risultati sia su PC che su un altro dispositivo embedded (come potete vedere sul video postato su Pollycoke). Questo in termini di portabilità è una notizia più che ottima. Troppo spesso il limite delle piattaforme embedded risiede nel fatto che ristagnino, legandosi ad un solo prodotto (vedi Gtopia su zaurus, tanto per dirne una). Questa volta hanno però giocato d&#8217;anticipo&#8230; è uscita prima la tecnlogia (l&#8217;SDK di Android) del prodotto per il quale è concepita (Telefoninux&#8230;).</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Bisogna stare attenti, però&#8230; la cosa è ancora troppo allo stadio embrionale per esultare. Il rischio è che ci si smarrisca in esercizi stilistici,  perdendo di vista l&#8217;obiettivo finale, ovvero il prodotto. Speriamo solo che il fatto che ci sia Google dietro contribuisca a far sì che il progetto rimanga in carreggiata&#8230;</p>
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		<title>Campagna trasferimenti&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 11:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[Come molti frequentatori assidui della piattaforma wordpress avranno notato, da tempo è in atto una vera e propria fuga di bloggers dall&#8217;hosting offerto da wordpress.com. Io stesso ho effettuato la migrazione del mio piccolo blog verso uno spazio web che &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2007/12/campagna-trasferimenti/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Come molti frequentatori assidui della piattaforma wordpress avranno notato, da tempo è in atto una vera e propria fuga di bloggers dall&#8217;hosting offerto da wordpress.com. Io stesso ho effettuato la migrazione del mio piccolo blog verso uno spazio web che già possedevo da tempo, ma che non avevo tempo di gestire al meglio.</p>
<p align="justify">Le ipotesi sono le più svariate, alcuni fanno <a title="Wordpress perde le punte di diamente" href="http://www.vocidalweb.it/2007/12/18/wordpresscom-perde-le-punte-di-diamante/" target="_blank">illazioni di carattere monetario</a>,  cui <a title="Osrevolution replica" href="http://www.osrevolution.netsons.org/index.php/2007/12/18/non-voglio-diventare-ricco/#more-6" target="_blank">puntualmente replica chi direttamente tirato in causa</a>, personalmente dico la mia di piccolo blogger.</p>
<p align="justify">Avevo già wordpress su questo dominio, ma da maniaco della perfezione qual sono, passavo più tempo a trovare una personalizzazione che mi soddisfacesse, scrivendomi tema e plugin da zero, che a riempirlo di contenuti. Così, di punto in bianco, a settembre ho aperto un piccolo blog sperimentale su wordpress.com (gioitech.wordpress.com, non più raggiungibile!). Poche cose da scegliere, temi preconfezionati, ed un&#8217;impostazione spartana dell&#8217;interfaccia di amministrazione, mi hanno permesso di dedicarmi con maggiore continuità ai contenuti, tanto da raggiungere un piccolo ed insperato successo (qualche centinaio di visite al giorno, un risultato IMHO notevole per chi non ha ambizioni di auto-promuoversi).</p>
<p align="justify">
Così l&#8217;hosting di wordpress ha cominciato a starmi un po&#8217; stretto, sia in termini di risorse dedicate, che di possibilità di personalizzazione, cosa che mi ha spinto a spostarmi sul dominio che già possedevo da due anni, e per cui già pago (perchè dare soldi a wordpress quando già li spendo per una soluzione simile da un&#8217;altra parte?).</p>
<p align="justify">Ormai quello che volevo imparare l&#8217;ho imparato sulla gestione del blog (che non si limita al solo scrivere articoli), ed ho capito i meccanismi che mi interessavano (l&#8217;esposizione su wordpress.com è sicuramente maggiore rispetto ad un dominio personalizzato) per gestire le questioni inerenti sicurezza e spam, per cui ho compiuto il grande passo: adesso sono in grado di offrire un prodotto migliore a chiunque venga a visitare questo mio sperdutissimo sito.</p>
<p align="justify">Detto questo, che è l&#8217;opinione di un piccolo blogger, mi metto nei panni di chi ha centinaia se non migliaia di post alle spalle, con migliaia di visite giornaliere, ed una marea di contenuti da gestire in maniera incrociata, nonchè una serie di risorse da centellinare al meglio. Fare tutto questo a mano  con le limitatissime risorse (seppur gratuite, per carità), messe a disposizione da wordpress.com dev&#8217;essere più o meno come spararsi nelle parti basse con il cannone Vulcan di un elicottero Apache&#8230; INSENSATO!</p>
<p align="justify">Un hosting personalizzato, aldilà della questione AdSense, è una soluzione più versatile, non solo dal punto di vista grafico, ma per tutto ciò che concerne gli strumenti a disposizione: un dominio univoco, caselle di posta (utili per discernere le attività di blogger da quelle personali e professionali), una visibilità più mirata (le comunità aggreganti sono un invito a nozze per spammer e malintenzionati in genere), nonchè la soddisfazione personale di avere un qualcosa di tutto mio (vuoi mettere?)</p>
<p align="justify">Io non so quanti soldi possa tirare su un Felipe con il suo pollycoke o un Imu con il suo OsRevolution, utilizzando strumenti quali AdSense et similia, ma a mio parere, se riescono a pagarsi le spese per l&#8217;hosting già sarebbe un motivo più che valido per approvare il passaggio&#8230;</p>
<p align="justify">Loro ci mettono la passione, non vedo perchè debbano anche perderci dei $oldi.</p>
<p align="justify">byez</p>
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