Articoli marcati con tag ‘Google’
L’Hero in questione non è un personaggio mitologico ma il nuovo Googlefonino di HTC, dotato di Android 1.5 Cupcake ed interfaccia HTC Sense.

Le numerose (ed entusiastiche recensioni) presenti sulla rete, mi hanno spinto a lanciarmi nell’acquisto di un prodotto nuovissimo (presentato all’inizio dell’estate, ma commercializzato solo da qualche settimana), contrariamente al mio più che collaudato credo sull’avventatezza di buttarsi sull’ultimo prodotto uscito, sia per ragioni meramente economiche, sia per motivi più pratici (bugfix?).
Il telefono, anzi, lo smartphone in questione, perché di smartphone si tratta e, ci tengo a sottolinearlo, per la prima volta la sezione “telefono” passa in secondo piano, visto le caratteristiche di strumento di comunicazione a 360°, è un prodotto, posso dirlo, finalmente ergonomicamente maturo. Via pennini, tastiere fisiche (pseudo) qwerty ed altri orpelli, in funzione di una user experience basata al90% sull’interazione con uno schermo realmente Touchscreen e non più “ContactScreen”.

Bisogna dire che ultimamente la battaglia per il dominio del web si è fatta davvero interessante, coinvolgendo attori nuovi, ognuno con le sue idee, ognuno con le sue politiche.
La lotta è serrata, ed ormai appare chiaro anche ai non addetti ai lavori, che è impossibile giudicare questo o quel browser “il migliore” in senso assoluto: ognuno ha le sue caratteristiche, e le sue peculiarità.
Personalmente, circa 6 mesi orsono, avevo sposato la scelta di google, adottando il velocissimo Chrome. Il mio passaggio era dettato da una precisa esigenza/volontà: sono un fruitore del web piuttosto esigente, poiché la mia navigazione raramente si limita a meno di 5-6 schede aperte contemporaneamente. Per cui mi serviva un browser snello e poco avaro di risorse (quindi da escludere firefox, almeno nelle declinazioni del tempo), e soprattuutto abbastanza sicuro (quindi Internet Exploder era da scartare a priori). In tutto questo google chrome si rivelava perfetto…
Ci tengo a precisare che quest’articolo non è certo la recensione (non avrebbe senso, visto lo stato del progetto, dichiarato pre-alpha), ma la segnalazione di un’opportunità di contribuire a quello che ritengo un progetto, al momento, molto valido!
Sotto Winsozz, ho ormai abbandonato il fidato Firefox, in favore del browser di Google, ma sotto Linux se ne avverte la mancanza inesorabilmente!
In questo articolo perciò cercherò di recensire, non il browser in sè, ché come ho detto avrebbe poco senso, ma il sistema di fruizione dei sorgenti con relativi strumenti di compilazione.
Abitualmente utilizzo 3 browser distinti: l’immancabile firefox, per la navigazione di tutti i giorni (multipiattaforma), il discreto flock che uso per il cosiddetto social networking (feisbuc e soci), e konqueror (esclusivamente su linux) che trovo molto versatile per la grande varietà di protocolli che supporta. Non sono un fan di opera, che trovo troppo poco browser causa talune sue scelte radicali, tantomeno un estimatore di safari, che a parte essere imho il browser che dà più problemi con il web 2.0* (cioè tutti quei siti pensati per Internet Exploder, e non sono pochi…), non ha nessuna caratteristica unica e/o innovativa che mi spinga ad usarlo.

L’uscita di KDE 4 (sebbene la release 4.0 sia lungi dall’essere completa, anche se IMHO il lavoro fatto è più che eccezzzzzzzzzzzzzionale!!!!) è solo una delle mille proposte che in questo periodo si stanno affacciando nel mondo del Desktop Computing: complice il Web 2.0 (e le connessioni BroadBand, Digital Divide permettendo), processori multicore che iniziano a portarci il multitasking parallelo, ed una marea di tecnologie di archiviazione locale e remota che hanno espanso lo spazio digitale a nostra disposizione all’infinito.
Conoscete tutti il traduttore di google? no? andate a provarlo!!!
il mio suggerimento è di tradurre dall’inglese all’italiano la seguente parola (fate attenzione, dovete scriverla tutta maiuscola):
IPHONE
e poi ditemi secondo google qual è la traduzione del suddetto termine!
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In principio era Mosaic…
Oggi più che mai è d’attualità la guerra tra browser… Qualcuno dice che è un dualismo (come ai tempi di Netscape/IExploder, ricordate?) altri dicono che stanno guadagnando fette di mercato anche i loro contendenti diretti (Opera e Safari), poi ci sono le proposte nuove (Konqueror).
Siccome questo però è un blog che parla di Tecnologie, si affronterà l’argomento solo da questo punto di vista.
Cominciamo con il dire che, sebbene i nomi/marchi/brand in gioco siano davvero parecchi, molti browser e meta-browser sono riconducibili non solo ad un medesimo motore di rendering HTML, ma anche alla medesima versione dello stesso. Per esempio è il caso di Firefox/Flock/IceWeasel, che sono tutte “brandizzazioni” dello stesso prodotto, oppure Safari/Konqueror, con il medesimo cuore, ma sviluppati seguendo linee diverse. Leggi il resto di questo articolo »
Giuro, prima o poi devo scoprire come fa, che razza di filtro o regexp usi Felipe per scovare le notizie, perchè appena ne trovo una abbastanza fresca e gustosa da qualche parte, se vado a googleggiare per verificarne l’attendibilità, c’è già un post di Pollycoke in merito! Per fortuna non ha un n800 altrimenti potrei anche chiudere bottega!
Finora non ho mai parlato di Android, per due motivi: il primo, ed essenziale, perchè ad oggi se ne fa un gran parlare ma non c’è ancora un prodotto che sia uno che venga fornito con il SO di casa Google; il secondo, più modesto, è perchè non mi piace parlare di tecnologie che non ho avuto modo, se non di testare, almeno di vedere all’opera personalmente.

Facendo un piccolo strappo alla regola, però oggi voglio parlare di google Android, per una caratteristica già anticipata su Pollycoke, ovvero la possibilità di adottare la nascente piattaforma embedded non solo ed esclusivamente all’interno di smartphone (ormai chiamarli semplicemente telefonini, stona…).
Come molti frequentatori assidui della piattaforma wordpress avranno notato, da tempo è in atto una vera e propria fuga di bloggers dall’hosting offerto da wordpress.com. Io stesso ho effettuato la migrazione del mio piccolo blog verso uno spazio web che già possedevo da tempo, ma che non avevo tempo di gestire al meglio.
Le ipotesi sono le più svariate, alcuni fanno illazioni di carattere monetario, cui puntualmente replica chi direttamente tirato in causa, personalmente dico la mia di piccolo blogger.
Avevo già wordpress su questo dominio, ma da maniaco della perfezione qual sono, passavo più tempo a trovare una personalizzazione che mi soddisfacesse, scrivendomi tema e plugin da zero, che a riempirlo di contenuti. Così, di punto in bianco, a settembre ho aperto un piccolo blog sperimentale su wordpress.com (gioitech.wordpress.com, non più raggiungibile!). Poche cose da scegliere, temi preconfezionati, ed un’impostazione spartana dell’interfaccia di amministrazione, mi hanno permesso di dedicarmi con maggiore continuità ai contenuti, tanto da raggiungere un piccolo ed insperato successo (qualche centinaio di visite al giorno, un risultato IMHO notevole per chi non ha ambizioni di auto-promuoversi).
Così l’hosting di wordpress ha cominciato a starmi un po’ stretto, sia in termini di risorse dedicate, che di possibilità di personalizzazione, cosa che mi ha spinto a spostarmi sul dominio che già possedevo da due anni, e per cui già pago (perchè dare soldi a wordpress quando già li spendo per una soluzione simile da un’altra parte?).
Ormai quello che volevo imparare l’ho imparato sulla gestione del blog (che non si limita al solo scrivere articoli), ed ho capito i meccanismi che mi interessavano (l’esposizione su wordpress.com è sicuramente maggiore rispetto ad un dominio personalizzato) per gestire le questioni inerenti sicurezza e spam, per cui ho compiuto il grande passo: adesso sono in grado di offrire un prodotto migliore a chiunque venga a visitare questo mio sperdutissimo sito.
Detto questo, che è l’opinione di un piccolo blogger, mi metto nei panni di chi ha centinaia se non migliaia di post alle spalle, con migliaia di visite giornaliere, ed una marea di contenuti da gestire in maniera incrociata, nonchè una serie di risorse da centellinare al meglio. Fare tutto questo a mano con le limitatissime risorse (seppur gratuite, per carità), messe a disposizione da wordpress.com dev’essere più o meno come spararsi nelle parti basse con il cannone Vulcan di un elicottero Apache… INSENSATO!
Un hosting personalizzato, aldilà della questione AdSense, è una soluzione più versatile, non solo dal punto di vista grafico, ma per tutto ciò che concerne gli strumenti a disposizione: un dominio univoco, caselle di posta (utili per discernere le attività di blogger da quelle personali e professionali), una visibilità più mirata (le comunità aggreganti sono un invito a nozze per spammer e malintenzionati in genere), nonchè la soddisfazione personale di avere un qualcosa di tutto mio (vuoi mettere?)
Io non so quanti soldi possa tirare su un Felipe con il suo pollycoke o un Imu con il suo OsRevolution, utilizzando strumenti quali AdSense et similia, ma a mio parere, se riescono a pagarsi le spese per l’hosting già sarebbe un motivo più che valido per approvare il passaggio…
Loro ci mettono la passione, non vedo perchè debbano anche perderci dei $oldi.
byez
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