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	<title>Antonio&#039;s Weblog &#187; Gnome</title>
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	<description>Release 11.04: The Great Escape</description>
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		<title>Mini Recensione Fedora 15</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 10:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In attesa di un&#8217;analisi più approfondita, pubblico una mini recensione dell&#8217;ultima versione della distro mada-in-RedHat. Fedora 15 Lovelock: Introduzione. La mia idiosincrasia verso Ubuntu (di cui non sopporto il continuo voler scimmiottare ora MacOsX, ora Winsozz), mi porta ad una &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2011/05/mini-recensione-fedora-15/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di un&#8217;analisi più approfondita, pubblico una mini recensione dell&#8217;ultima versione della distro mada-in-RedHat.</p>
<h2>Fedora 15 Lovelock: Introduzione.</h2>
<p style="text-align: justify;">La mia idiosincrasia verso Ubuntu (di cui non sopporto il continuo voler scimmiottare ora MacOsX, ora Winsozz), mi porta ad una certa riluttanza verso l&#8217;esperienza Desktop fine a se stessa. Ben vengano le integrazioni con la UI, ma essenzialmente un PC, e soprattutto un PC con Linux, non si può limitare ad un contenitore di notifiche per i social network.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto di vista la mia ricerca di uno strumento versatile mi ha sempre orientato verso Fedora, che penso sia l&#8217;unica porti innovazioni non solo squisitamente dal punto di vista estetico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2011/05/fedora-logo_10.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-970" title="fedora-logo_10" src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2011/05/fedora-logo_10-300x296.png" alt="" width="300" height="296" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-968"></span></p>
<h2 style="text-align: justify;">ISO ed Installazione.</h2>
<p style="text-align: justify;">Il CD d&#8217;installazione è semplice ed essenziale, a parte la scelta dell&#8217;architettura (x86/x86_64) che non permette ripensamenti successivi, c&#8217;è una discreta scelta sull&#8217;UI, ma anche sulla &#8220;personalizzazione&#8221; dei pacchetti installati (leggasi SPIN). In generale quello che si nota rispetto alle scelte di altre distro, è che l&#8217;adozione di questo o quel Desktop Environment non è estremizzata, ed in generale porta ad una pacifica convivenza tra funzionalità integrate e funzionalità &#8220;terze&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Due pecche piuttosto gravi nella procedura di installazione da live-cd sono la lentezza d&#8217;avvio dello stesso (a parità di pc i concorrenti sono decisamente più veloci a caricare la schermata &#8220;live&#8221;) e l&#8217;impossibilità di cambiare lingua di installazione (rigorosamente in Inglese), anche se la gestione del cosiddetto &#8220;locale&#8221; (tastiera/formati ecc ecc) è impeccabile. Viceversa il processo di installazione (una volta passate le poche schermate di configurazione) è rapidissimo, tra i più brevi in assoluto, ed in pochi minuti ci si ritrova un sistema base da personalizzare (leggasi installazione supporto alle lingue) a piacimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Manca un&#8217;opzione, nel caso di installazione di un sistema a 32 bit, per la scelta di base di un kernel con supporto PAE (che va installato manualmente), ma per il resto le, davvero poche, opzioni di configurazione rendono il processo se non a prova di idiota (peccato per la lingua!!!), quasi.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Primo Avvio.</h2>
<p style="text-align: justify;">Sono stato due giorni con Gnome3, poi ho switchato subito su KDE4. Nessun pregiudizio ma il nuovo approccio al Desktop offerto da Gnome Shell richiede un periodo di addestramento, che al momento non ho. Dal poco che ho potuto avere, c&#8217;è da apprezzare l&#8217;estrema pulizia generale dell&#8217;interfaccia (che però ancora pecca in termini di semplicità di personalizzazione), ma ho seri dubbi sulla funzionalità &#8220;multi-finestra&#8221;. Parliamoci chiaro: Gnome 3 mi sembra la manna dal cielo per tablet e netbook, schermi piccoli, in cui la razionalizzazione degli spazi è una prerogativa assoluta. Ma su un Desktop (con annesso monitor da 20 e passa pollici come il mio), la sostituzione del sistema di barre, notifiche e widget, con  il raffinato sistema di &#8220;gestures&#8221;, potrebbe non rivelarsi così vincente. Senza contare che in un&#8217;eventuale con figurazione Dual Head/Dual Monitor (quindi sia con Desktop esteso che Desktop Indipendenti), si rischia di creare solo confusione.</p>
<p style="text-align: justify;">A parte questo primo assaggio di Gnome 3 (siamo alla primissima versione stabile, e cmq si tratta di un prodotto già molto più maturo di quanto fossero le prime versioni di KDE4!!!!), il sistema in generale dà un senso di robustezza spettacolare. Una cosa che ho sempre apprezzato della Fedora-way rispetto alla Ubuntu-way, è l&#8217;intercambiabilità tra linea di comando/interfaccia ncurses e le GUI avanzate. La possibilità di eseguire semplici operazioni da linea di comando tramite magari comodi script personalizzati, è qualcosa che, seppure sempre possibile, sul prodotto Canonical è decisamente più macchinoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche yum, da sempre punto dolente dei prodotti RedHat, ha fatto passi da gigante e da almeno un paio di versioni è sicuramente all&#8217;altezza del debianico apt! Anche la gestione di pacchetti terzi (come google-chrome, per esempio), attraverso il &#8220;localinstall&#8221; è oramai ineccepibile. Se proprio si vuol fare un appunto al sistema base è l&#8217;immobilità della $PS1 sempre uguale e piatta dalla notte dei tempi, quando distro come Mandriva o Gentoo, oramai offrono quel tocco di personalizzazione che dà un impatto visivo decisamente di maggior effetto, se non altro nella gestione delle sessioni di superuser. Nulla di irreparabile, ma soprattutto nulla cui non si possa ovviare con una personalizzazione in /etc/profile o simile dell&#8217;export della variabile in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il supporto hardware, poi,. è davvero impeccabile&#8230; scanner, webcam, finanche la tavoletta grafica riconosciuti al volo al primo colpo&#8230; è quasi fastidioso non doversi sbattere, in tal senso, nemmeno con un minuscolo file di configurazione testuale <img src='http://www.antonioscopelliti.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Anche la scheda di rete Wireless che in passato mi ha fatto tanto tribolare, adesso è spavaldamente vista come normalissimo hardware di rete, basta inserire la chiave WPA e si è connessi praticamente istantaneamente, sia con il frontend di Gnome3 che con quello di KDE4 (entrambi basati sull&#8217;ormai non più così ostico Networkmanager).</p>
<p style="text-align: justify;">Da capire l&#8217;assenza, probabilmente però imputabile solo a meri motivi di spazio sul supporto ottico, della suite libreoffice dai pacchetti installati di base.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Personalizzazioni.</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione di cosiddetto &#8220;tuning&#8221; della distro è indubbiamente un processo che varia di persona in persona. Soprattutto la scelta delle applicazioni di default, rimane un&#8217;operazione lasciata alla discrezionalità dell&#8217;utente. Rispetto a qualche versione fa, l&#8217;approccio è più neutro, e la convivenza tra l&#8217;applicazione preferita e l&#8217;applicazione di default del sistema è meno traumatica rispetto al passato, soprattutto per quello che riguarda la gestione dei tipi MIME.</p>
<p style="text-align: justify;">Gnome3 pecca fortemente da questo punto di vista di gioventù, anche se ad onor del vero, IMHO, questa gestione &#8220;register-way&#8221;, già presente in Gnome2 con i vari backend di gconf, è sempre stato un limite grossissimo del DE scimmiesco! KDE4 invece ha un approccio più neutrale, con un accesso diretto alle risorse online di temi e stili.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Giudizio Complessivo</h2>
<p>Il giudizio complessivo (preliminare) è positivo, aldilà dei campanilismi. Già da almeno due versioni riesco a far utilizzare Linux alla mia ragazza non solo senza subire obiezioni di sorta, ma anche ricevendo un generale assenso per quanto riguarda la gestione alternativa dell&#8217;odiatissimo (anche da lei, ma a ragion veduta) iPod Touch. Rimane da vedere se riuscirò a battere i tempi di uptime raggiunti dal mio buon vecchio Pentium4 su cui girava la gloriosa Gentoo ai tempi della tesi!</p>
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		<title>Bluetooth &amp; Lock Screen = BlueProximity</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 09:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Blueproximity è un&#8217;interessantissima applicazione in python che trova la sua principale applicazione in ufficio, permettendo di bloccare automaticamente  il pc (facendo partire lo screensaver oppure un qualsiasi comando/script a vostro piacimento) appena il vostro telefonino/palmare/dispositivoconbluetooth sia uscito oltre un certo &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2009/03/bluetooth-lock-screen-blueproximity/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="BlueProximity" href="http://blueproximity.sourceforge.net/" target="_blank">Blueproximity</a> è un&#8217;interessantissima applicazione in python che trova la sua principale applicazione in ufficio, permettendo di bloccare automaticamente  il pc (facendo partire lo screensaver oppure un qualsiasi comando/script a vostro piacimento) appena il vostro telefonino/palmare/dispositivoconbluetooth sia uscito oltre un certo range (configurabile).</p>
<p><a href="http://blueproximity.sourceforge.net/"><img title="blueproximity" src="http://blueproximity.sourceforge.net/blueproximity_conlogo.png" alt="" width="60" height="60" /></a></p>
<p><img title="Continua..." src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p>Non essendoci alcun pacchetto per Fedora 10 (almeno che io sappia), ho dovuto fare qualche configurazione a mano, adattando le <a href="http://blueproximity.sourceforge.net/manual.html" target="_blank">istruzioni del manuale</a> scritte per ubuntu/debian&#8230;</p>
<p>Per installarlo occorre, tanto per cominciare, soddisfare qualche dipendenza, gran parte della roba necessaria (bluez, pygtk) dovreste già averla, ma per sicurezza un bel</p>
<blockquote><p>sudo yum install  pybluez  pygtk2-libglade  python-configobj</p></blockquote>
<p>dovrebbe permettervi di installare tutto ciò che serve dipendenze incluse.</p>
<p>A questo punto non vi resta che andare sul sito e scaricare da <a href="http://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=203022" target="_blank">questo link</a>, l&#8217;ultima versione disponibile (al momento in cui scrivo la 1.2.5-unstable) e scompattarla di qualche parte.</p>
<p>Prima di avviare l&#8217;applicazione occorre effettuare il pairing con il dispositivo bluetooth che vorrete utilizzare come sensore di prossimità (io ho optato per l&#8217;N95). A questo punto basta avviare l&#8217;applicazione lanciando il comando</p>
<blockquote><p>start_proximity.sh</p></blockquote>
<p>presente nella cartella appena scompattata, selezionare il device accoppiato e settare la &#8220;sensibilità&#8221; (cioè distanza massima oltre quale bloccare, e minima dentro la quale sbloccare) ed il gioco è fatto.</p>
<p>Volendo potreste aggiungere l&#8217;applicazione all&#8217;avvio della vostra sessione di gnome (sistema-&gt;preferenze-&gt;personale-&gt;sessioni).</p>
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		<title>KDE4, GnomeWeb, Google Applications e&#8230; il mio Desktop ideale.</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 08:39:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;uscita di KDE 4 (sebbene la release 4.0 sia lungi dall&#8217;essere completa, anche se IMHO il lavoro fatto è più che eccezzzzzzzzzzzzzionale!!!!) è solo una delle mille proposte che in questo periodo si stanno affacciando nel mondo del Desktop Computing: &#8230; <a href="http://www.antonioscopelliti.com/2008/02/kde4-gnomeweb-google-applications-e-il-mio-desktop-ideale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&#8217;uscita di KDE 4 (sebbene la release 4.0 sia lungi dall&#8217;essere completa, anche se IMHO il lavoro fatto è più che eccezzzzzzzzzzzzzionale!!!!) è solo una delle mille proposte che in questo periodo si stanno affacciando nel mondo del Desktop Computing: complice il Web 2.0 (e le connessioni BroadBand, Digital Divide permettendo), processori multicore che iniziano a portarci il multitasking parallelo, ed una marea di tecnologie di archiviazione locale e remota che hanno espanso lo spazio digitale a nostra disposizione all&#8217;infinito.</p>
<p align="justify"><span id="more-174"></span>Tuttavia noto ancora un&#8217;estrema dispersione in fatto di strumenti per il Desktop Computing. Tutte queste tecnologie, con la scusa dell&#8217;integrazione estrema, invece che proporci soluzioni che permettano di integrare, per l&#8217;appunto, gli strumenti informatici che siamo abituati ad usare tutti i giorni, all&#8217;interno della loro struttura, continuano a propinarci la loro esclusiva e specifica alternativa per sostituirli.<img src="http://www.antonioscopelliti.com/wp-content/uploads/2008/02/desktop.jpg" alt="Desktop" /></p>
<p align="justify">Tutta colpa di questa smania di voler a tutti i costi competere con Winsozz&#8230;</p>
<p align="justify">In pratica una volta scelto il DE (Gnome, Kde, Enlightenment, XFCE&#8230; ecc ecc) tutte le scelte vanno di conseguenza, con minime possibilità di adattamento (puoi scegliere se aggiungere o meno lo sbrilluccichio delle nuove funzionalità di compositing, e poco più).</p>
<p align="justify">Ad onor del vero, devo dire, che probabilmente KDE4 è l&#8217;unico che in questo momento si muove in una direzione diversa, essendo molto più vicino ad un set di librerie che ad un DE completo e integrato, ma molto presto uscirà la release 4.1 e già lì, la strada comincerà ad essere più delineata.</p>
<p align="justify">Ad ogni modo, io la butto lì, la mia personale interpretazione di Desktop sarebbe più o meno la seguete:</p>
<p align="justify">
<ul>
<li>Vista l&#8217;ormai raggiunta capacità da parte dei vari DE di gestire una pletora di tipologie diverse di oggetti sul Desktop vero e proprio, farei scomparire barre, dock e systray, sostituendole con qualcosa di più funzionale&#8230; le applicazioni potrebbero essere minimizzate sul desktop, piuttosto che su una barra (la barra di KDE in tal senso è un&#8217;esplicitazione di questo concetto, visto che non si tratta di una barra vera e propria ma di un contenitore per widgets). Il che significherebbe, anche e soprattutto una maggiore superficie a disposizione.</li>
<li>API a livello DE, per la gestione delle operazioni più comuni: in pratica si tratterebbe di un&#8217;uniformizzazione dei menu applicativi (un po&#8217; come già avviene in MacOsX, ma in maniera più smart: &#8220;applicazioni simili condividono lo stesso menu&#8221; , e non &#8220;tutte le applicazioni hanno la medesima struttura di menu&#8221;), ed una gestione più semplice dell&#8217;interoperabilità (sto scrivendo un documento cui vogli aggiungere un&#8217;immagine che però voglio modificare leggermente senza alterare l&#8217;originale? Passo al programma di grafica, la modifico senza salvarla, e di lì la passo al documento).</li>
<li>Menu delle Applicazioni preferite più intelligente: applicazioni suggerite non più in base alla sola frequenza di utilizzo, ma anche al contesto (per esempio, sto esplorando una cartella di foto ed il menu tenendo conto di questa cosa, mette in cima alle applicazioni preferite quelle che hanno attinenza con questo genere di oggetti).</li>
</ul>
<p align="justify">Queste, come avrete ben capito, sono tutte applicazioni di tecnologie già esistenti e ben collaudate, (i widgets nel primo caso, i menu a livello di gtk/qt nel secondo e nepomuk o desktop semantico nel terzo). Un desktop che implementi questi miei tre&#8230; come chiamarli?&#8230; desideri?&#8230; è possibile realizzarlo sin da ora, andando a metter mano alla configurazione di default di qualsiasi DE, con una serie di customizzazioni ad hoc.</p>
<p align="justify">Quello che però farebbe a mio parere la differenza, e che, ancora non c&#8217;è sarebbe una specializzazione dei Desktop Multipli&#8230; Immaginate un desktop tabulare&#8230; in cui le applicazioni di un certo tipo vengono aperte in una tab specifica&#8230; ad esempio c&#8217;è una tab web che raccoglie browser internet, feed reader e quant&#8217;altro, una PIM in cui aprire client email, IM, Appuntamenti ecc ecc, un&#8217;altra invece in cui partono i giochi. Ed immaginate una gestione dinamica delle stesse, con la possibilità di assegnazione di risorse e priorità in maniera selettiva (tipo che mentre chatto o navigo su internet, automaticamente va a limitare la banda di bittorent e torna a ripristinarla quando passo a vedere un film). Sarebbe un po&#8217; una sorta di multitasking avanzato e configurabile&#8230;</p>
<p align="justify">Ma questo per ora è solo un concetto&#8230; però, come disse uno dei più grandi uomini dell&#8217;epoca contemporanea: &#8220;I have a dream&#8230;&#8221;</p>
<p align="justify">
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