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Posts Tagged ‘Desktop’

Fedora 18! (Recensione)

25 gennaio 2013 Nessun commento

Premessa

Nel panorama delle distribuzioni Linux, Fedora è quella che nel tempo è rimasta più fedele a se stessa. Ho una certa idiosincrasia per le *ubuntu (Ubuntu, Kubuntu, Xubuntu ecc ecc), per la loro concezione Desktop-centrica, ma soprattutto per le pesanti personalizzazioni alle UI che si tirano dietro per scimmiottare ora winsozz ora il sistema con la mela. Personalizzazione, d’altra parte, dovrebbe voler dire “rendere personale”, in qualche maniera unico, non che qualcuno prende qualcosa e lo configura secondo la moda del momento e te lo presenta come un’importante passo avanti nella cosiddetta Desktop-experience.

Fedora 18 Sperical Cow Released

Per questo motivo ho sempre prediletto Fedora ad Ubuntu e derivate, anche perché io con il PC prevalentemente ci lavoro, ed ho sempre trovato questa distribuzione più completa rispetto alle altre per quanto riguarda, almeno, gli strumenti di sviluppo hardware & software.

Installazione

Sono passati secoli (informaticamente parlando) da quando Anaconda fu introdotto, e nel frattempo tutte le distribuzioni si sono dotate di sistemi di installazione sempre meno sofisticati (dal punto di vista dell’interfaccia) e sempre più automatici. Questo dal punto dell’utente finale è molto comodo, ma ovviamente bisogna rinunciare a qualcosa.

La nuova interfaccia è pulita ed abbastanza chiara, con pochissimi click si installa il sistema sull’hard disk, ed in generale funziona tutto al primo colpo… a meno di non avere configurazioni dei dischi complicate…. che è giustappunto il mio caso. Sul portatile ho solo un SSD, in multiboot con winsozz8, e tutto è filato liscio… mentre sul mio Desktop, a casa, ho una configurazione con 5 unità (2 SSD e 3 HDD), in una tipica configurazione 1 SSD per il sistema e 1 HDD per i dati (/home, /var e /tmp), e lì le cose si son fatte complesse. Tanto per cominciare l’interfaccia di “partizionamento intelligente” è pensata, nella tipica mentalità Fedoriana, in maniera LVM-centrica, risultato? Ho penato non poco per spiegare a questo #@$£! di installer che volevo le partizioni di boot e sistema sull’SSD e tutto il resto sull’HDD… niente! Se non indovini l’esatta sequenza di creazione delle partizioni, ti ritrovi le cose tutte mischiate. Punto negativo.

Dal mio punto di vista (personale) poi, è un po’ fastidioso che sia sparita la possibilità di scegliere in fase di installazione quali pacchetti aggiuntivi si vogliono mettere, ma lo capisco: l’installer di default ti installa un sistema funzionante nel minor tempo possibile, lasciando le opzioni di personalizzazione fuori da questo processo. Per l’utente medio – winsozz è un bel passo in avanti.

In generale non è una cosa negativa, il nuovo installer è parecchio pratico, e considerando che per la prima volta da anni si è fatto un lavoro di riscrittura pressoché totale, si tratta di qualcosa che funziona discretamente bene… a patto che non venga abbandonato al suo stato attuale, per rimetterci mano nuovamente solo fra qualche decina di versioni della distro.

Il Desktop

In pratica è dal 2006 che il mio DE predefinito è KDE. Aldilà del fatto che lavorando quotidianamente con le Qt4/5 trovo il sistema più “coerente” con quello che faccio, non mi sono ancora abituato a Gnome3, soprattutto nella gestione multi-monitor.

Ormai le utility di configurazione sono mature ed affidabili, e perfettamente integrate (ed armonizzate) con il sistema: il doppio monitor è riconosciuto e configurato al volo, anche dopo aver installato i driver proprietari della scheda video (nvidia, al lavoro e sul portatile per sfruttare CUDA, mentre sul fisso ho una ATI che si affida al driver opensource). Stessa cosa dicasi per la rete wireless (basta inserire praticamente solo la password di accesso) e la rete in genere, così come per le stampanti.

Le applicazioni installate di default sono quelle tipiche da utilizzo SOHO, che io sento la necessità, però di completare, nell’uso desktop, con i servizi di google (chrome su tutti). Sembra paradossale che a microsozz abbiano imposto il browser-chooser, mentre su Linux ti installano di default Firefox (o Konqueror + Firefox, negli Spin KDE). Invece apprezzo sempre di più la versione “open” del sottosistema Java, alternativo a quello Oracle (ex Sun), che trovo leggermente più performante nell’uso di tutti i giorni.

Complessivamente sono diversi anni che un Desktop Linux può tranquillamente essere considerato più che una semplice alternativa nell’utilizzo quotidiano (Desjtop/SOHO) del pc, ma Fedora fino alla release 14 era ancora abbastanza indietro rispetto alle sue sorelle, richiedendo l’intervento manuale di un utente un po’ “smaliziato” per configurare e gestire al meglio un desktop funzionale. L’aggiunta del nuovo gestore dell’installazione e le “razionalizzazioni” portate con questa versione, a mio parere, la collocano definitivamente tra le “distro per tutti”.

Le novità

Partiamo da Grub2, che novità non è (ce l’abbiamo ormai dalla Fedora 15 se non sbaglio) e la domanda che mi pongo è: Perché? Possibile non si potesse realizzare un’infrastruttura automatica di scripting senza la necessità di stravolgere la semplicità di configurazione della versione precedente? Io lo odio abbastanza: ancora una volta, bello e buono quanto volete in in configurazioni “normali”, diventa un casino quando si ha più di 2 sistemi operativi e soprattutto più di 2 dischi!!!! Senza contare che con UEFI hanno aggiunto un ulteriore layer di “complicazione” (ma quello è colpa di altri…)

Altra nota dolente è il firewall… si rinuncia al vecchio e collaudato iptables in favore di questo nuovo firewalld… Non c’ho capito un tubo! A parte che configurarlo da riga di comando è un incubo (ed usare GUI e mouse per decine e decine di servizi è da masochisti), poi anche la GUI ad “applicazione immediata”… non un pulsante salva, non un rassicurante “applica”… né l’indispensabile “disabilita firewall” che, extrema ratio, permette di fare un utile controllo sulla raggiungibilità di quel maledetto servizio che non sta funzionando a dovere. Comunque, trattandosi di una prima implementazione, ancora una volta, gli va data fiducia.

Miglioramenti sostanziali sono stati fatti ad abrt (il tool di report automatico dei bug), che ha smesso di essere la versione per Linux di quel malaware schifoso che sotto winsozz prende il nome di Norton internet security (ex Norton Anti-Virus, o come l’avevo ribattezzato io: “Chemioterapia… quando la cura è peggio della malattia!”), ed al frontend grafico di Yum (aperto, per sbaglio, due volte due… io continuo a preferire la linea di comando). Per quanto riguarda KDE, aggiornato alla versione 4.9, c’è qualche problema nel tool unificato di gestione della configurazione (systemsettings), soprattutto per quanto riguarda la gestione di alcuni aspetti dei temi ed in generale dell’aspetto del desktop.

Conclusioni

Siamo davanti ad una versione estremamente curata di una distribuzione che affonda le sue radici in tempi in cui Linux non era un sinonimo di Ubuntu, ed interfaccia grafica non era sinonimo di MacOsX!

Il mondo va verso il cloud, ed in generale i servizi online, ed ora che anche steam (videogiochi) sta approdando su Linux, la vecchia concezione del pc-desktop con le sue brave applicazioni licenziate, ha fatto il suo tempo. Mai come oggi la sostituzione di un desktop winsozz-centrico, con una Fedora risulterebbe non solo indolore, ma praticamente alla portata di chiunque sappia scaricare, masterizzare e selezionare al boot un semplice DVD.

AdBlock totale su Linux

19 novembre 2011 Nessun commento

L’idea mi è venuta girovagando sulla rete quando ho trovato questo interessante link.

Così ho scritto un banale script di “aggiornamento” per il file

/etc/hosts

basato su tre semplici comandi:

curl

grep

hostname

ecco il mio script AdBlock.sh:

#/bin/bash
CURL=`which curl`
GREP=`which grep`

$CURL http://someonewhocares.org/hosts/ | $GREP 127.0.0.1 > /etc/hosts
echo "127.0.0.1" `hostname` >> /etc/hosts

Ricordatevi di settare i permessi di esecuzione:

chmod +x

E poi lanciatelo come:

sudo AdBlock.sh

Niente più fastidiosi banner navigando!

 

Fedora 16: Avahi per scovare e configurare le stampanti di rete

18 novembre 2011 2 commenti

Installare una stampante di rete presente nella propria rete aziendale si rivela spesso frustrante, vuoi per la propensione di molti sistemisti ad affidarsi ciecamente (ed esclusivamente) alla gestione Wisozz-like delle stesse, vuoi perché spesso le stampanti sono molte, tutte identiche e, a parte pochissimi eletti, conoscerne le coordinate informatiche (ip, modello, driver di stampa ecc ecc), è pressoché impossibile.

Per fortuna in molti casi è possibile affidarsi a servizi cosiddetti “zeroconf”, e nella fattispecie, sotto linux l’ottimo Avahi ci corre in aiuto.

Si tratta di installarlo (se non ancora presente nel sistema) insieme ad una manciata di altri pacchetti tramite il comando:

sudo yum install avahi avahi-autoipd avahi-compat-libdns_sd avahi-glib avahi-gobject avahi-tools avahi-ui avahi-ui-tools cups-ipptool cups-lpd nss-mdns

e lanciarlo tramite:

sudo systemctl start avahi-daemon

Aggiornamento: Come suggerito nei commenti sotto in alcuni casi il comando da dare è

sudo systemctl start avahi-daemon.socket

A quel punto non vi resta che lanciare l’utility di gestione delle stampanti e fare click sul pulsante di aggiunta nuova stampante, e magicamente, dopo qualche secondo, vedrete la lista di opzioni possibili popolarsi, oltre che delle classiche impostazioni manuali, dell’elenco delle stampanti di rete connesse alla vostra rete.

Su Fedora vi consiglio di lasciare perdere i tool di gestione delle stampanti del vostro DE che essendo piuttosto “vanilla”, peccano abbastanza di integrazione, ed utilizzare l’ottimo

sudo system-config-printer

che, tra le altre cose, una volta scelta la stampante, provvederà a scaricare ed installare driver e quant’altro nel caso fosse necessario.

L’idiosincrasia di Fedora 15 (x86_64) per lo swap

14 giugno 2011 1 commento

Descrizione del Sistema.

Configurazione Hardware: Intel core i5-2300 (Sandy Bridge), MB ASUS P8H61 (rev. B3), 4 GB DDR3, Scheda Video discreta ATI Radeon HD4870 1GB DDR5.

Configurazione Software: Fedora 15 Lovelock (x86_64), spin KDE, driver video Opensource, compositing attivo.

Il problema.

Subito dopo l’accesso ad una sessione grafica (KDE4), da parte di un utente, si ha un temporaneo freeze del sistema (dell’ordine del minuto).

Andando a monitorare l’utilizzo delle risorse mediante un qualsiasi misuratore delle stesse (io uso l’ottimo htop) , si riscontra un anomalo uso del meccanismo di paginazione della memoria di sistema, con un mirroring pressoché totale del quantitativo di memoria RAM in uso nella memoria di SWAP, sebbene il quantitativo di RAM disponibile sia ancora ben cospicuo (circa 2,5 GigaBytes sui 4 disponibili).

Soluzione Temporanea.

Disabilitare lo spazio di swap:

swapoff /dev/partizioneDiSwap

Analisi nel dettaglio.

La causa scatenante sembrerebbero essere l’avvio di processi/thread che “occupano” cospicui quantitativi di RAM (leggasi, apertura Browser Web come Firefox o Google Chrome).  Quello che si osserva è un’occupazione di RAM pressoché costante, ed una rapida crescita del quantitativo di swap occupato, fino al “raggiungimento” del medesimo quantitativo di memoria RAM effettivamente occupata al momento.

In questo periodo il sistema è pressoché paralizzato, e dopo un periodo di “assestamento” di circa un centinaio di secondi, il sistema torna a funzionare correttamente, salvo sporadiche “ricadute”, ma normalmente di durata decisamente inferiore (dell’ordine di qualche secondo), in concomitanza della ripresa della sessione dopo un lockscreen o la partenza dello screensaver.

TO BE CONTINUED…

I problemi di Fedora 15 con l’Italiano

5 giugno 2011 1 commento

Se installate l’ultima versione di Fedora da liveCD, vi ritroverete con il “locale” di default in inglese. Se cambiare le impostazioni del DE è relativamente facile attraverso le opzioni dei rispettivi pannelli di controllo, per quanto riguarda tutte le applicazioni che invece fanno riferimento ad una variabile d’ambiente del sistema (incluso google-chrome!!!!!) la questione è leggermente più complessa.

infatti vanno editati i file:

/etc/grub.conf

e

/etc/sysconfig/i18n

nei quali va sostituita il valore della variabile

LANG=en_US.UTF8

con

LANG=it_IT.UTF8

Purtroppo la modifica avrà effetto solo dopo un riavvio. Uno dei rari casi in cui Linux segue il cattivo esempio di Winsozz! :-)

Mini Recensione Fedora 15

27 maggio 2011 2 commenti

In attesa di un’analisi più approfondita, pubblico una mini recensione dell’ultima versione della distro mada-in-RedHat.

Fedora 15 Lovelock: Introduzione.

La mia idiosincrasia verso Ubuntu (di cui non sopporto il continuo voler scimmiottare ora MacOsX, ora Winsozz), mi porta ad una certa riluttanza verso l’esperienza Desktop fine a se stessa. Ben vengano le integrazioni con la UI, ma essenzialmente un PC, e soprattutto un PC con Linux, non si può limitare ad un contenitore di notifiche per i social network.

Da questo punto di vista la mia ricerca di uno strumento versatile mi ha sempre orientato verso Fedora, che penso sia l’unica porti innovazioni non solo squisitamente dal punto di vista estetico.

Prosegui la lettura…

Connessione Wireless con Fedora senza NetworkManager

28 settembre 2010 Nessun commento

Wireless

Personalmente ho sempre avuto una certa idiosincrasia per NetworkManager… si è comodo, c’ha l’iconcina animata, ma è di una lentezza impressionante e su alcune schede (tipo la mia Dlink) si connette al primo colpo una volta su dieci, costringendomi a terminare a mano il processo del dhclient.

Per questo motivo ho preferito utilizzare una configurazione meno “dinamica”, mediante gli script di avvio.

La prima cosa da fare è modificare il file di configurazione di wpa_supplicant (come al solito come utente root o tramite sudo):

gedit /etc/wpa_supplicant/wpa_supplicant.conf &

al quale dovete aggiungere i parametri della vostra Rete wireless. Il metodo più semplice è quello di aggiungere al file in questione l’output del comando:

wpa_passphrase VOSTRO_SSID PASSPHRASE\ UTILIZZATA\ CON\ IL\ SSID

che dovrebbe essere una cosa del tipo:

network {
                   ssid=VOSTRO_SSID
                   #PSK="PASSPHRASE\ UTILIZZATA\ CON\ IL\ SSID"
                   PSK=xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx}

Ovviamente usando il nome del vostro SSID e la passhphrase corrispondente. Per maggiore sicurezza eliminate la linea commentata (quella che inizia per #PSK) che contiene la vostra passphrase in chiaro, lasciando la sola versione in esadecimale (quella che nel mio esempio è PSK= seguita da una sfilza di x).

Salvate ed uscite. Quindi editate (sempre come root o con sudo)

gedit /etc/sysconfig/wpa_supplicant &

assicurandovi che le righe INTERFACES e DRIVERS contengano rispettivamente i valori corretti dell’interfaccia di rete (nel mio caso wlan0 quindi -iwlan0) e del driver da usare (nel mio caso utilizzo le wireles-extensions presenti nel kernel per cui lascio il valore -Dwext), per cui avrò un file contenente:

INTERFACES="-iwlan0"
DRIVERS="-Dwext" 

Ovviamente è possibile specificare più di un’interfaccia e/o più di un driver: riferitevi al manuale di wpa_supplicant per le opzioni possibili. Fatto questo stoppate NetworkManager:

service NetworkManager stop

ed eventualmente network (se lo avete attivo)

service network stop

per sicurezza conviene anche tirar giù l’interfaccia wireless (nel mio caso wlan0)

ifdown wlan0

ed attivate invece wpa_supplicant:

service wpa_supplicant start start

Dopo qualche secondo, se tutto è andato per il verso giusto, nell’output del comando:

iwconfig wlan0

dovreste vedere il mac-address dell’AP cui siete associati. Non vi rimane che lanciare lo script di configurazione per l’interfaccia wireless:

ifup wlan0

e dovreste essere connessi, liberi dall’odioso NetworkManager.

Per rendere la cosa permanente dovete ovviamente lanciare l’utilità di configurazione dei servizi (io uso quella con interfaccia ncurses, chiamando setup da linea di comando, ma volendo potete usare la GUI che c’è nel menu di amministrazione), e disabilitare NetworkManager (ed eventualmente network), ed abilitare wpa_supplicant, infine editare il file:

gedit /etc/rc.d/rc.local

aggiungendo la riga

/sbin/ifup wlan0

ovviamente  usando al posto di wlan0 il nome della vostra interfaccia di rete.

Dal prossimo riavvio sarete connessi automaticamente al vostro AP senza passare da NetworkManager nè dall’interfaccia grafica.

Fedora 12 e problemi audio (anche con YouTube)

15 marzo 2010 2 commenti

Per qualche insano motivo ancora la gestione dei codec sotto Fedora è tutto fuorché funzionale. Nonostante l’adozione di sistemi integrati (leggasi i vari Totem sotto Gnome e DragonPlayer et similia sotto KDE), troppo spesso vengono tralasciati per mere ragioni burocratiche (leggasi la battaglia per il purismo), componenti essenziali, ad esempio, alla navigazione web.

In particolare Fedora 12 lamenta l’assenza tra i codec installati di default i plugin necessari al noto engine gstreamer per un po’ tutti i protocolli audio. Per cui ci tocca farlo a mano con (come root):

yum install gstreamer-plugins-ugly gstreamer-plugins-bad-extras gstreamer-plugins-bad-nonfree

DLNA: Howto su Fedora 12

3 febbraio 2010 Nessun commento

Non tutti i felici possessori di PlayStatioN3 conosco questa interessantissima feature che trasforma la console in un perfetto riproduttore multimediale di contenuti remoti.

Si tratta del protocollo DLNA, che permette di visualizzare uno stream multimediale collegandosi ad un sistema che faccia da broadcaster per quello specifico stream.

Il meccanismo è molto semplice. C’è un DMS (Digital Media Server) che mette a disposizione i contenuti ed un DMp (Digital Media Player) che lo controlla, riproducendo il contenuto remoto.

Su Fedora ci sono due strade alternative già presenti nei repository per avere un servizio DLNA da esportare: mediatomb o ushare.  Sono entrambi due sistemi molto validi. Il primo è più un sistema di controllo del servizio DLNA vero e proprio (è possibile definire attraverso una comoda interfaccia web cosa e come condividere), il secondo (che io prediligo) è più semplice, trattandosi essenzialmente di un tool da riga di comando.

Per installarlo ovviamente procediamo (come root o via sudo) al più classico dei:

yum install ushare

mentre per avviarlo occorre un semplicissimo:

ushare -c /path/che/voglio/condividere

In questa modalità si attiva solo la condivisione uPnP (più che sufficiente se non avete roba codificata in modo strano), mentre per attivare anche il supporto DLNA, con decodifica remota (serve transcode o altro decoder interattivo installato):

ushare -c /path/che/voglio/condividere -d

A questo punto non vi resta che aprire sul firewall di Fedora la porta corrispondente (di default la 49152) e magicamente ecco apparire l’icona di Server Ushare nel menu video/audio/foto della PS3.

Il software in questione è abbastanza semplice e prevede la possibilità di passare qualche semplice configurazione sempre via linea di comando. Ovviamente si tratta di una soluzione molto rapida per condividere contenuti al volo, ma nel caso voleste utilizzare il PC come DMS “permanente”, vi conviene orientarvi maggiormente su mediatomb.

Come si può evincere dalle informazioni sul sito, si tratta di un’applicazione piuttosto completa, che, oltre a permettere l’installazione dello stesso come servizio controllabile via interfaccia web, supporta nativamente tutta una serie di funzionalità aggiuntive, come l’installazione su NAS, e la scelta personalizzabile per l’engine di riproduzione.

Ovviamente per installarlo basta un semplice (sempre come root):

yum install mediatomb

E buon divertimento…

Fedora 12, il mio Desktop

26 gennaio 2010 1 commento

KDE 4.3

KDE 4.3 on my Fedora 12

Un rapido screenshot del mio Desktop (Fedora 12 Constantine with KDE 4.3 & Driver 3D Ati opensource).

Per il Desktop ho optato per la versione “Classica”, a mio avviso più funzionale attualmente del “contenitore dinamico” offerto da KDE4, mentre la barra in altro (in stile gnome) dà un tocco di pulizia al tutto.

Ancora non sono riuscito a configurare Nepomuk (che da questa versione in avanti finalmente dovrebbe fare il suo dovere), e, devo ammettere, c’è qualche problemino con il “composite”, che però dovrebbe sparire con l’adozione del kernel 2.6.32 (supporto ufficiale al kernel-modeset per R600/R700) e una versione aggiornata delle mesa.

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