Sul portale Phoronix, è presente una chicca per quanto riguarda Constantine, ovvero la Release 12 di Fedora. I ragazzi di RedHat, mediante il backporting di codice dal kernel 2.6.32 al 2.6.31 (usato su Fedora 12), sono riusciti ad attivare il kernel mode-setting nativo per i chip ATI R600 /R700 (cioè quelli delle serie Radeon HD2xxx, HD3xxx e HD4xxx tra cui la mia Radeon HD4870).

Tuttavia, il supporto all’accelerazione 3D, fornito mediante le DRI delle librerie MESA, è disabilitato di default, trattandosi di un supporto ancora sperimentale presente solo nel ramo git 7.6 delle Mesalib.

Ancora una volta, però, il team RedHat ha realizzato un porting del codice in questione attivabile mediante un semplice:

yum install mesa-dri-drivers-experimental

dopo il quale, con un semplice reboot, si ottiene l’agognato supporto all’accelerazione 3D senza la necessità di dipendere dalle stramaledette fglrx.

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Dopo due mesi di più che proficuo utilizzo, mi sono deciso a pubblicare questa piccola classifica delle 10 migliori applicazioni per HTC Hero.
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Oggi ho provato per la prima volta a connettermi con il mio netbook sfruttando la connessione HSPDA del mio Hero, e devo dire che ho provato un brivido quando ci sono riuscito!

La semplicità è disarmante!

Basta connettere il cavo USB, e sul telefono andare su Impostazioni->Controlli Wireless e selezionare l’opzione “Condivisione rete mobile”. Immediatamente vedrete l’icona dell’applet di Network Manager animarsi e dopo un paio di secondi mutare nel fatidico disegno dei due PC connessi (vedi figura)…

tethering

Ed il pensiero vola alle tribolazioni con i winmodem di qualche anno fa…

Naturalmente è consigliata una Flat decente (io uso la SuperInternet di H3G).

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giotto

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In questi giorni si fa un gran parlare della nuova frontiera in fatto di guerra santa: il Crocifisso appeso nelle scuole ed in generale negli edifici pubblici.
Aldilà delle considerazioni di carattere sociale, politico e culturale che sono state fatte un po’ da tutti (non ultimi gli esponenti del partito della comunicazione mediante rutto, come chiamo io quel bel movimento politico che se la prende con gli spacciatori ma poi ha come simbolo nella propria bandiera una foglia di Marjuana stilizzata), con tanto di accorate difese o richiami al buon senso, dico, modestamente, la mia!
In questa controversia è tutto sbagliato!
Le premesse dei difensori del Crocifisso, come simbolo universale della Cristianità. Il Crocifisso è un Trademark della Chiesa Cattolica, imposto con la violenza (ricordate la divisa dei Crociati, tanto per fare un esempio?), non certo con la cultura. E per inciso, il “simbolo” originale delle prime comunità Cristiane era il Pesce (in greco ichtùs acronimo per Iesùs CHristòs Teoù Uiòs Sotér, ovvero Gesù Cristo Figlio di Dio e Salvatore)..
Ha sbagliato anche l’UE a chiedere la rimozione coatta del Crocifisso, in nome di una neutralità culturale che è in realtà solo ed esclusivamente ignoranza abnorme. Ai signori di Bruxelles farebbe bene una buona ripassata di storia della religione, per scoprire come la religione Islamica (che in questo però è in buona compagnia) è Iconoclasta, cioè vieta la rappresentazione e/o la raffigurazione della divinità: per cui rimuovere un Crocifisso da un’aula di scuola non rende l’aula meno simile ad una Chiesa, ma più simile ad una Moschea.
Sbagliano infine tutti coloro che fanno di tale questione l’ennesima battaglia culturale: identità culturale rivendicata da chi si è sempre apertamente detto ostile all’unità nazionale, esultanza malcelata da parte di chi (i radicali) fanno il loro progetto politico su ideali di laicità, che altro non sono che aspettare di sentire l’opinione che ha in merito a tal argomento la Chiesa Cattolica e poi sostenere la fazione avversa, Massoni che parlano di sentimento religioso, Istituzioni che ghettizzano (vedi questione ora di religione) la cultura religiosa, ma poi si affrettano a rettificare sull’onda dell’indignazione pseudo popolare!

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Come già descritto nel precedente articolo, sono da un paio di settimane un (più che) felice possessore di un terminale Android di HTC.

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Mi sono lanciato in maniera forse un po’ avventata, ma ero decisamente stufo di quell’accozzaglia di funzioni ammiccanti dei vari WM e Symbian, ché definirli Sistemi Operativi Mobile è come dire che la SMART è un mezzo blindato dell’esercito.

In pochissimi giorni Android, nella più che ottima customizzazione fatta da HTC,  mi ha conquistato, laddove lo stesso Maemo (che rispetto ad Android è un Linux/Linux e non un Google/Linux), mi aveva lasciato un po’ spaesato.

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L’Hero in questione non è un personaggio mitologico ma il nuovo Googlefonino di HTC, dotato di Android 1.5 Cupcake ed interfaccia HTC Sense.

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Le numerose (ed entusiastiche recensioni) presenti sulla rete, mi hanno spinto a lanciarmi nell’acquisto di un prodotto nuovissimo (presentato all’inizio dell’estate, ma commercializzato solo da qualche settimana), contrariamente al mio più che collaudato credo sull’avventatezza di buttarsi sull’ultimo prodotto uscito, sia per ragioni meramente economiche, sia per motivi più pratici (bugfix?).

Il telefono, anzi, lo smartphone in questione, perché di smartphone si tratta e, ci tengo a sottolinearlo, per la prima volta la sezione “telefono” passa in secondo piano, visto le caratteristiche di strumento di comunicazione a 360°, è un prodotto, posso dirlo, finalmente ergonomicamente maturo. Via pennini, tastiere fisiche (pseudo) qwerty ed altri orpelli, in funzione di una user experience basata al90% sull’interazione con uno schermo realmente Touchscreen e non più “ContactScreen”.

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Bisogna dire che ultimamente la battaglia per il dominio del web si è fatta davvero interessante, coinvolgendo attori nuovi, ognuno con le sue idee, ognuno con le sue politiche.

La lotta è serrata, ed ormai appare chiaro anche ai non addetti ai lavori, che è impossibile giudicare questo o quel browser “il migliore” in senso assoluto: ognuno ha le sue caratteristiche, e le sue peculiarità.

Personalmente, circa 6 mesi orsono, avevo sposato la scelta di google, adottando il velocissimo Chrome. Il mio passaggio era dettato da una precisa esigenza/volontà: sono un fruitore del web piuttosto esigente, poiché la mia navigazione raramente si limita a meno di 5-6 schede aperte contemporaneamente. Per cui mi serviva un browser snello e poco avaro di risorse (quindi da escludere firefox, almeno nelle declinazioni del tempo), e soprattuutto abbastanza sicuro (quindi Internet Exploder era da scartare a priori). In tutto questo google chrome si rivelava perfetto…

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N.d.A. Per chi non lo sapesse Settembre Nero è il nome di una cellula terroristica palestinese responsabile nel ventennio che va dalla strage delle Olimpiadi di Monaco del ’72 alla fine degli anni ’80, di tutta una serie di attentati terroristici contro Israele ed in generale gli alleati Occidentali.

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Credo sia giusto associare gli eventi sociopolitici e socioeconomici che hanno caratterizzato, ciclicamente, il primo decennio del XXI secolo al concetto di terrorismo.

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