Come abilitare l’autologin su Fedora

Com’è noto da tempo la gui gdmsetup è sparita per problemi di compatibilità/sicurezza dai repository di Fedora sin dalla passata versione. Poichè il file di configurazione di gdm è in puro stile XML, non se ne sente troppo la mancanza!

Per cui, per abilitare l’autologin basta editare il file (con i privilegi di root)

/etc/gdm/gdm.schemas

Individuando le sezioni:

<key>daemon/AutomaticLoginEnable</key>
<signature>b</signature>
<default>true</default>            <=== settare a true
</schema>

<schema>
<key>daemon/AutomaticLogin</key>
<signature>s</signature>
<default>NomeUtente</default>    <=== qui mettere il nome utente
</schema>

<schema>
<key>daemon/TimedLoginEnable</key>
<signature>b</signature>
<default>true</default>             <=== settare a true
</schema>

<schema>
<key>daemon/TimedLogin</key>
<signature>s</signature>
<default>NomeUtente</default>    <=== qui mettere il nome utente
</schema>

<schema>
<key>daemon/TimedLoginDelay</key>
<signature>i</signature>
<default>10</default>          <=== Attesa in secondi
</schema>

riavviate et voilà!

PS: Non è propriamente necessario riavviare, basta switchare dal runlevel 5 al 3 e di nuovo indietro al 5 con

init NumeroDelRunlevel

Bluetooth & Lock Screen = BlueProximity

Blueproximity è un’interessantissima applicazione in python che trova la sua principale applicazione in ufficio, permettendo di bloccare automaticamente  il pc (facendo partire lo screensaver oppure un qualsiasi comando/script a vostro piacimento) appena il vostro telefonino/palmare/dispositivoconbluetooth sia uscito oltre un certo range (configurabile).

Non essendoci alcun pacchetto per Fedora 10 (almeno che io sappia), ho dovuto fare qualche configurazione a mano, adattando le istruzioni del manuale scritte per ubuntu/debian…

Per installarlo occorre, tanto per cominciare, soddisfare qualche dipendenza, gran parte della roba necessaria (bluez, pygtk) dovreste già averla, ma per sicurezza un bel

sudo yum install  pybluez  pygtk2-libglade  python-configobj

dovrebbe permettervi di installare tutto ciò che serve dipendenze incluse.

A questo punto non vi resta che andare sul sito e scaricare da questo link, l’ultima versione disponibile (al momento in cui scrivo la 1.2.5-unstable) e scompattarla di qualche parte.

Prima di avviare l’applicazione occorre effettuare il pairing con il dispositivo bluetooth che vorrete utilizzare come sensore di prossimità (io ho optato per l’N95). A questo punto basta avviare l’applicazione lanciando il comando

start_proximity.sh

presente nella cartella appena scompattata, selezionare il device accoppiato e settare la “sensibilità” (cioè distanza massima oltre quale bloccare, e minima dentro la quale sbloccare) ed il gioco è fatto.

Volendo potreste aggiungere l’applicazione all’avvio della vostra sessione di gnome (sistema->preferenze->personale->sessioni).

Soluzione Temporanea al bug ath9k su Fedora 10 x86_64

Come già scritto in altri articoli, la versione x86_64 di Fedora 10 lamenta un bug circa il modulo ath9k che gestisce le schede 802.11n di Atheros. In realtà il bug affligge un subsystem del sysctl, e non il modulo in questione, che però fa uso proprio di tale subsystem per caricare alcuni parametri essenziali della scheda.

Red Hat ha deciso di disabilitare tale subsystem bacato, in attesa del nuovo kernel (2.6.28) che dovrebbe risolvere il problema.

12871-scheda-pci-wifi-rangebooster-n650-draft-

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Risposta a Francesco…

Chiedo scusa a Francesco, per non aver potuto rispondere prima al suo commento all’articolo, ma ho avuto davvero pochissimo tempo in questo periodo. Ad ogni modo, sconsiglio fortemente l’utilizzo di ath9k che è ancora ad uno stadio fin troppo sperimentale per essere usato… La miglior cosa è utilizzare il supporto (anch’esso sperimentale, ma decisamente più stabile) di madwifi.

In particolare per la dlink dwa 547, occorre scaricare il trunk r3123 come suggerito qui.

Serve, naturalmente subversion, ma non è molto complicato! Basta aprire un terminale e piazzarsi in una directory a piacimento. A questo punto basta dare un bel:

svn checkout http://svn.madwifi.org/madwifi/trunk/ madwifi

a questo punto però occorre “switchare” al trunk specifico per la nostra scheda, per far cio:

cd madwifi

svn switch http://svn.madwifi.org/madwifi/trunk/ -r 3123

Ed ecco scaricati i sorgenti del driver madwifi compatibile con la scheda. Funzionano perfettamente con kernel da 2.6,21 al 2.6.25, mentre con 2.6.26 c’è da fare qualche workaround.

Appena avrò trovato una versione ath9k stabile, farò una guida anche per quelli! :-D

BAsh e dintorni…

Molti sottovalutano la potenza della linea di comando, soprattutto quando si tratta di reiterare una sequenza di operazioni, che a farlo con il mouse si rischia seriamente una sindrome da tunnel Carpale…

Aldilà della possibilità di realizzare script ad hoc per ogni situazione (in proposito vi suggerisco l’ottima Advanced Bash Scripting Guide), magari da integrare con altri linguaggi di scripting (awk, perl, python…), BAsh ha una versatilità incredibile quando si tratta di accorpare in un’unica soluzione, più operazioni, mediante l’utilizzo di pipe o reindirizzamento dell’input/output standard.

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KDE 4 in un paio di ore su Fedora 9

  • 30/06/2008 Update: Aggiornata lista pacchetti da installare.

Rifancendomi all’ormai celeberrimo articolo di Felipe su Pollycoke (KDE 4 per Ubuntu Gutsy, in un paio di ore ), ho deciso di scrivere questa mini guida all’installazione di KDE4 a partire dai sorgenti SVN.

kde4_2

Premessa:

Personalmente per non incasinare troppo le cose e tirarmi dietro dipendeze assurde (che userei solo per compilare KDE-svn), ho deciso di usare anche una copia delle QT presenti nello stesso repo SVN da cui scaricare i sorgenti di KDE4.

Sul mio piccolo intel core 2 duo e8200, i tempi di compilazione sono più o meno accettabili, in un’oretta ho compilato librerie, kdebase, e quasi tutto quello che c’era da compilare (mi dà problemi a scaricare extragear, stasera ci butto un occhio), in un’oretta scarsa.

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Gentoo, Usb Audio e Behringer UCA-202 U-Control

Con l’avvento della mia nuova fiammante Ibanez ho deciso, in attesa di dotarmi di pedaliera multieffetto ed altri aggegi vari, di acquistare una piccola scheda audio usb, che funga da “adattatore di impedenza d’ingresso” per la chitarra.

Com’è noto infatti, collegando il jack della chitarra direttamente all’ingresso della scheda audio (la mia è una SB audigy PCI) si hanno risultati pessimi, anche perchè, il line-in (non amplificato) riceve un segnale troppo debole, mentre il mic-in (amplificato) aggiunge una serie di fastidiose distorsioni, anche a causa della differente dinamica di segnale del trasduttore di un microfono (per il quale quell’ingresso è concepito) e quella dei pick-up di una chitarra elettrica.

Il Behringer UCA-202 U-Control (o similare) invece è concepito proprio per avere in ingresso chitarre/pedaliere/multieffetto, garantendo una migliore dinamica di segnale. Continue reading