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Archivio per la categoria ‘Guide’

Come far convivere sudo e proxy

7 febbraio 2013 Nessun commento

Utilizzando programmi come FedoraUtils o easyLife dietro un proxy, ci si può imbattere in strani errori di connessione. Da un’attenta analisi si può verificare che tali errori, presenti lanciando le utility con il comando sudo, non si presentano se tali comandi invece sono eseguiti direttamente da root.

La causa di tali errori è da ricercarsi nella configurazione di default di sudo che resetta le variabili d’ambiente (quindi anche le voci proxy) ad una “configurazione pulita”.

Per evitare questo basta editare il file:

/etc/sudoers

ed aggiungere la direttiva:

Defaults !env_reset

ed il gioco è fatto!

AdBlock totale su Linux

19 novembre 2011 Nessun commento

L’idea mi è venuta girovagando sulla rete quando ho trovato questo interessante link.

Così ho scritto un banale script di “aggiornamento” per il file

/etc/hosts

basato su tre semplici comandi:

curl

grep

hostname

ecco il mio script AdBlock.sh:

#/bin/bash
CURL=`which curl`
GREP=`which grep`

$CURL http://someonewhocares.org/hosts/ | $GREP 127.0.0.1 > /etc/hosts
echo "127.0.0.1" `hostname` >> /etc/hosts

Ricordatevi di settare i permessi di esecuzione:

chmod +x

E poi lanciatelo come:

sudo AdBlock.sh

Niente più fastidiosi banner navigando!

 

Fedora 16: Avahi per scovare e configurare le stampanti di rete

18 novembre 2011 2 commenti

Installare una stampante di rete presente nella propria rete aziendale si rivela spesso frustrante, vuoi per la propensione di molti sistemisti ad affidarsi ciecamente (ed esclusivamente) alla gestione Wisozz-like delle stesse, vuoi perché spesso le stampanti sono molte, tutte identiche e, a parte pochissimi eletti, conoscerne le coordinate informatiche (ip, modello, driver di stampa ecc ecc), è pressoché impossibile.

Per fortuna in molti casi è possibile affidarsi a servizi cosiddetti “zeroconf”, e nella fattispecie, sotto linux l’ottimo Avahi ci corre in aiuto.

Si tratta di installarlo (se non ancora presente nel sistema) insieme ad una manciata di altri pacchetti tramite il comando:

sudo yum install avahi avahi-autoipd avahi-compat-libdns_sd avahi-glib avahi-gobject avahi-tools avahi-ui avahi-ui-tools cups-ipptool cups-lpd nss-mdns

e lanciarlo tramite:

sudo systemctl start avahi-daemon

Aggiornamento: Come suggerito nei commenti sotto in alcuni casi il comando da dare è

sudo systemctl start avahi-daemon.socket

A quel punto non vi resta che lanciare l’utility di gestione delle stampanti e fare click sul pulsante di aggiunta nuova stampante, e magicamente, dopo qualche secondo, vedrete la lista di opzioni possibili popolarsi, oltre che delle classiche impostazioni manuali, dell’elenco delle stampanti di rete connesse alla vostra rete.

Su Fedora vi consiglio di lasciare perdere i tool di gestione delle stampanti del vostro DE che essendo piuttosto “vanilla”, peccano abbastanza di integrazione, ed utilizzare l’ottimo

sudo system-config-printer

che, tra le altre cose, una volta scelta la stampante, provvederà a scaricare ed installare driver e quant’altro nel caso fosse necessario.

L’idiosincrasia di Fedora 15 (x86_64) per lo swap

14 giugno 2011 1 commento

Descrizione del Sistema.

Configurazione Hardware: Intel core i5-2300 (Sandy Bridge), MB ASUS P8H61 (rev. B3), 4 GB DDR3, Scheda Video discreta ATI Radeon HD4870 1GB DDR5.

Configurazione Software: Fedora 15 Lovelock (x86_64), spin KDE, driver video Opensource, compositing attivo.

Il problema.

Subito dopo l’accesso ad una sessione grafica (KDE4), da parte di un utente, si ha un temporaneo freeze del sistema (dell’ordine del minuto).

Andando a monitorare l’utilizzo delle risorse mediante un qualsiasi misuratore delle stesse (io uso l’ottimo htop) , si riscontra un anomalo uso del meccanismo di paginazione della memoria di sistema, con un mirroring pressoché totale del quantitativo di memoria RAM in uso nella memoria di SWAP, sebbene il quantitativo di RAM disponibile sia ancora ben cospicuo (circa 2,5 GigaBytes sui 4 disponibili).

Soluzione Temporanea.

Disabilitare lo spazio di swap:

swapoff /dev/partizioneDiSwap

Analisi nel dettaglio.

La causa scatenante sembrerebbero essere l’avvio di processi/thread che “occupano” cospicui quantitativi di RAM (leggasi, apertura Browser Web come Firefox o Google Chrome).  Quello che si osserva è un’occupazione di RAM pressoché costante, ed una rapida crescita del quantitativo di swap occupato, fino al “raggiungimento” del medesimo quantitativo di memoria RAM effettivamente occupata al momento.

In questo periodo il sistema è pressoché paralizzato, e dopo un periodo di “assestamento” di circa un centinaio di secondi, il sistema torna a funzionare correttamente, salvo sporadiche “ricadute”, ma normalmente di durata decisamente inferiore (dell’ordine di qualche secondo), in concomitanza della ripresa della sessione dopo un lockscreen o la partenza dello screensaver.

TO BE CONTINUED…

I problemi di Fedora 15 con l’Italiano

5 giugno 2011 1 commento

Se installate l’ultima versione di Fedora da liveCD, vi ritroverete con il “locale” di default in inglese. Se cambiare le impostazioni del DE è relativamente facile attraverso le opzioni dei rispettivi pannelli di controllo, per quanto riguarda tutte le applicazioni che invece fanno riferimento ad una variabile d’ambiente del sistema (incluso google-chrome!!!!!) la questione è leggermente più complessa.

infatti vanno editati i file:

/etc/grub.conf

e

/etc/sysconfig/i18n

nei quali va sostituita il valore della variabile

LANG=en_US.UTF8

con

LANG=it_IT.UTF8

Purtroppo la modifica avrà effetto solo dopo un riavvio. Uno dei rari casi in cui Linux segue il cattivo esempio di Winsozz! :-)

Connessione Wireless con Fedora senza NetworkManager

28 settembre 2010 Nessun commento

Wireless

Personalmente ho sempre avuto una certa idiosincrasia per NetworkManager… si è comodo, c’ha l’iconcina animata, ma è di una lentezza impressionante e su alcune schede (tipo la mia Dlink) si connette al primo colpo una volta su dieci, costringendomi a terminare a mano il processo del dhclient.

Per questo motivo ho preferito utilizzare una configurazione meno “dinamica”, mediante gli script di avvio.

La prima cosa da fare è modificare il file di configurazione di wpa_supplicant (come al solito come utente root o tramite sudo):

gedit /etc/wpa_supplicant/wpa_supplicant.conf &

al quale dovete aggiungere i parametri della vostra Rete wireless. Il metodo più semplice è quello di aggiungere al file in questione l’output del comando:

wpa_passphrase VOSTRO_SSID PASSPHRASE\ UTILIZZATA\ CON\ IL\ SSID

che dovrebbe essere una cosa del tipo:

network {
                   ssid=VOSTRO_SSID
                   #PSK="PASSPHRASE\ UTILIZZATA\ CON\ IL\ SSID"
                   PSK=xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx}

Ovviamente usando il nome del vostro SSID e la passhphrase corrispondente. Per maggiore sicurezza eliminate la linea commentata (quella che inizia per #PSK) che contiene la vostra passphrase in chiaro, lasciando la sola versione in esadecimale (quella che nel mio esempio è PSK= seguita da una sfilza di x).

Salvate ed uscite. Quindi editate (sempre come root o con sudo)

gedit /etc/sysconfig/wpa_supplicant &

assicurandovi che le righe INTERFACES e DRIVERS contengano rispettivamente i valori corretti dell’interfaccia di rete (nel mio caso wlan0 quindi -iwlan0) e del driver da usare (nel mio caso utilizzo le wireles-extensions presenti nel kernel per cui lascio il valore -Dwext), per cui avrò un file contenente:

INTERFACES="-iwlan0"
DRIVERS="-Dwext" 

Ovviamente è possibile specificare più di un’interfaccia e/o più di un driver: riferitevi al manuale di wpa_supplicant per le opzioni possibili. Fatto questo stoppate NetworkManager:

service NetworkManager stop

ed eventualmente network (se lo avete attivo)

service network stop

per sicurezza conviene anche tirar giù l’interfaccia wireless (nel mio caso wlan0)

ifdown wlan0

ed attivate invece wpa_supplicant:

service wpa_supplicant start start

Dopo qualche secondo, se tutto è andato per il verso giusto, nell’output del comando:

iwconfig wlan0

dovreste vedere il mac-address dell’AP cui siete associati. Non vi rimane che lanciare lo script di configurazione per l’interfaccia wireless:

ifup wlan0

e dovreste essere connessi, liberi dall’odioso NetworkManager.

Per rendere la cosa permanente dovete ovviamente lanciare l’utilità di configurazione dei servizi (io uso quella con interfaccia ncurses, chiamando setup da linea di comando, ma volendo potete usare la GUI che c’è nel menu di amministrazione), e disabilitare NetworkManager (ed eventualmente network), ed abilitare wpa_supplicant, infine editare il file:

gedit /etc/rc.d/rc.local

aggiungendo la riga

/sbin/ifup wlan0

ovviamente  usando al posto di wlan0 il nome della vostra interfaccia di rete.

Dal prossimo riavvio sarete connessi automaticamente al vostro AP senza passare da NetworkManager nè dall’interfaccia grafica.

Fedora 12 e problemi audio (anche con YouTube)

15 marzo 2010 2 commenti

Per qualche insano motivo ancora la gestione dei codec sotto Fedora è tutto fuorché funzionale. Nonostante l’adozione di sistemi integrati (leggasi i vari Totem sotto Gnome e DragonPlayer et similia sotto KDE), troppo spesso vengono tralasciati per mere ragioni burocratiche (leggasi la battaglia per il purismo), componenti essenziali, ad esempio, alla navigazione web.

In particolare Fedora 12 lamenta l’assenza tra i codec installati di default i plugin necessari al noto engine gstreamer per un po’ tutti i protocolli audio. Per cui ci tocca farlo a mano con (come root):

yum install gstreamer-plugins-ugly gstreamer-plugins-bad-extras gstreamer-plugins-bad-nonfree

DLNA: Howto su Fedora 12

3 febbraio 2010 Nessun commento

Non tutti i felici possessori di PlayStatioN3 conosco questa interessantissima feature che trasforma la console in un perfetto riproduttore multimediale di contenuti remoti.

Si tratta del protocollo DLNA, che permette di visualizzare uno stream multimediale collegandosi ad un sistema che faccia da broadcaster per quello specifico stream.

Il meccanismo è molto semplice. C’è un DMS (Digital Media Server) che mette a disposizione i contenuti ed un DMp (Digital Media Player) che lo controlla, riproducendo il contenuto remoto.

Su Fedora ci sono due strade alternative già presenti nei repository per avere un servizio DLNA da esportare: mediatomb o ushare.  Sono entrambi due sistemi molto validi. Il primo è più un sistema di controllo del servizio DLNA vero e proprio (è possibile definire attraverso una comoda interfaccia web cosa e come condividere), il secondo (che io prediligo) è più semplice, trattandosi essenzialmente di un tool da riga di comando.

Per installarlo ovviamente procediamo (come root o via sudo) al più classico dei:

yum install ushare

mentre per avviarlo occorre un semplicissimo:

ushare -c /path/che/voglio/condividere

In questa modalità si attiva solo la condivisione uPnP (più che sufficiente se non avete roba codificata in modo strano), mentre per attivare anche il supporto DLNA, con decodifica remota (serve transcode o altro decoder interattivo installato):

ushare -c /path/che/voglio/condividere -d

A questo punto non vi resta che aprire sul firewall di Fedora la porta corrispondente (di default la 49152) e magicamente ecco apparire l’icona di Server Ushare nel menu video/audio/foto della PS3.

Il software in questione è abbastanza semplice e prevede la possibilità di passare qualche semplice configurazione sempre via linea di comando. Ovviamente si tratta di una soluzione molto rapida per condividere contenuti al volo, ma nel caso voleste utilizzare il PC come DMS “permanente”, vi conviene orientarvi maggiormente su mediatomb.

Come si può evincere dalle informazioni sul sito, si tratta di un’applicazione piuttosto completa, che, oltre a permettere l’installazione dello stesso come servizio controllabile via interfaccia web, supporta nativamente tutta una serie di funzionalità aggiuntive, come l’installazione su NAS, e la scelta personalizzabile per l’engine di riproduzione.

Ovviamente per installarlo basta un semplice (sempre come root):

yum install mediatomb

E buon divertimento…

Flash player x86_64 nativo su Fedora 12 Constantine

17 gennaio 2010 Nessun commento

Credo sia cosa abbastanza nota il fatto che il sottoscritto odi la tecnologia Flash, che tuttavia è ancora indispensabile per poter utilizzare proficuamente diversi portali (es. youtube).

Ho trovato questa chicca su come installare su Fedora 12 Constantine il flash-plugin nativo con supporto EM64T.

I passi sono molto semplici e da eseguire naturalmente come root (o mediante sudo):

  • Per prima cosa occorre rimuovere ogni installazione a 32 bit di flash (e il nspluginwrapper)

yum erase flash-plugin nspluginwrapper*

  • Quindi ci si sposta nella directory dei repository di yum e si scarica il file con le info per il repository del plugin flash a 64bit:

cd /etc/yum.repos.d/

curl -O http://www.dfm.uninsubria.it/compiz/fusion-testing/flashplayer.x86_64/flash.repo

  • A questo punto, ovviamente, occorre importare la chiave GPG del repository in questione

rpm –import http://www.dfm.uninsubria.it/compiz/fusion-testing/flashplayer.x86_64/RPM-GPG-KEY-leigh123linux

  • ed infine si può finalmente installare il plugin a 64 bit

yum install flash-plugin

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Fedora 12 + Drivers ATI OpenSource

16 gennaio 2010 Nessun commento

Sul portale Phoronix, è presente una chicca per quanto riguarda Constantine, ovvero la Release 12 di Fedora. I ragazzi di RedHat, mediante il backporting di codice dal kernel 2.6.32 al 2.6.31 (usato su Fedora 12), sono riusciti ad attivare il kernel mode-setting nativo per i chip ATI R600 /R700 (cioè quelli delle serie Radeon HD2xxx, HD3xxx e HD4xxx tra cui la mia Radeon HD4870).

Tuttavia, il supporto all’accelerazione 3D, fornito mediante le DRI delle librerie MESA, è disabilitato di default, trattandosi di un supporto ancora sperimentale presente solo nel ramo git 7.6 delle Mesalib.

Ancora una volta, però, il team RedHat ha realizzato un porting del codice in questione attivabile mediante un semplice:

yum install mesa-dri-drivers-experimental

dopo il quale, con un semplice reboot, si ottiene l’agognato supporto all’accelerazione 3D senza la necessità di dipendere dalle stramaledette fglrx.

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