Grande Italia al “Sei Nazioni”! Vittoria all’ultimo minuto dell’ultima partita e cucchiaio di legno evitato…
In realtà, punteggio con il Galles a parte, l’Italia in questo 6 Nazioni ha più che ben figurato, soprattutto con Francia e Irlanda, e pur avendo perso pezzi importanti nel corso del torneo (su tutti Mauro Bergamasco!), è riuscita con una squadra relativamente giovane a piegare una bella Scozia proprio allo scadere, con un’azione caparbia che ha inchiodato gli Scozzesi alla loro linea di meta e che poi un grande Marcato, ha risolto con grande intelligenza, calciando in mezzo ai pali i 3 punti della vittoria.
Ma l’Italia è stata più che galdiatorica, soprattutto nell’azione che ci ha permesso di raggiungere sul 17 a 17 la Scozia, merito di un monumentale Parisse, che con un intercetto in una situazione difficile per noi, è volato verso la linea di meta scozzese, per poi cedere, intelligentemente la palla una volta chiuso, a Gonzalo Canale, per una facile meta in tuffo!
Che partita…
E l’uomo d’acciaio Nick Mallet alla fine in lacrime!
Sono un calciofilo di quelli convinti, non mi perdo un incontro in TV, ma soprattutto nonostante anni ed anni di devastazione fisica articolare e muscolare (nonchè ossea) continuo a praticare imperterrito…
Però se c’è uno sport che mi introga anche più del calcio è il rugby, soprattutto quello spettacolo meraviglioso di fair play e sportività puri che è il “Six Nations”, manifestazione dell’olimpo rugbystico europeo cui da qualche anno è ammessa anche la nostra nazionale. Leggi il resto di questo articolo »
Apprendo con estrema mestizia che s’è spento all’età di 88 anni sir Edmond Hilary, il primo uomo a salire sul tetto del mondo, l’Everest, più di mezzo secolo fa, nel lontano 1953.
Si racconta che si fosse distinto sin dalla fanciulezza per le sue doti di resistenza fisica, indispensabili per simili imprese in un’era ancora vergine di doping tecnologico. La portata dell’evento “conquista dell’Everest” fu tale che se ne diede l’annuncio durante l’incoronazione dell’attuale sovrana britannica, Elisabetta II.
Sto trascorrendo il Natale qui a Soverato, la città dove sono cresciuto, e dove ho trascorso la mia spensierata giovinezza, che è stata per l’appunto a cavallo degli anni ‘90. E così tra una chiacchiera e l’altra con due amici (lo Zio Gene ed il Lupo della Sila), ci siamo messi a parlare di musica, commentando un vecchio programma di MTV andato in onda lo scorso Natale, e che riportava una classifica “Top 100″ dei migliori artisti/gruppi degli anni ‘80.
A parte lo scandalo del primo posto, attribuito a Bon Jovi (ma scherziamo? Ma chi l’ha fatta quella classifica? Sicuramente una donna o un surrogato di donna che alla fine degli anni ‘80 aveva 13 anni ed impazziva per il suddetto… altrimenti non si spiega), il discorso è caduto sulla musica degli anni ‘90 e su quale gruppo fosse l’icona, l’emblema della musica di quegli anni. Credo che la mia generazione sia più che qualificata per rispondere ad un simile interrogativo, avendo vissuto appieno la musica di quegli anni, passati al liceo a sentire la musica nel passaggio dalle musicassetta ai CD (ancora Napster e gli mp3 non esistevano!).
Ebbene a mio modesto parere, e nessuno sano di mente oserebbbe smentirmi, c’è un’unica band che, ripensando a quegli anni, si può dire rappresenti LA MUSICA (con tutte le lettere maiuscole) di quel periodo: I Nirvana.
Nessuno come Kurt Cobain e soci, è rappresentativo di quegli anni in termini di Musica, cultura e stile di vita (vabbè… fine che ha fatto a parte!). Sull’onda del successo dei Nirvana, altri gruppi poi sono diventati immensi (mi vengono in mente Pearl Jam, gli stessi RHCP), ma senza di loro?
Credo sia indubbio… sono i Nirvana la Rock Band degli anni ‘90!