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Grugliasco, inserito originariamente da sarace77.
Esperimento HDR – decisamente il jpeg non è un formato adatto all’HDR
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Compagni di merende, inserito originariamente da sarace77.
Siamo all’ennesimo capitolo di una farsa: l’attesissimo aggiornamento ad Eclair (Android 2.1) per l’HTC Hero vagamente promesso all’inizio del 2010, poi dato per imminente a fine Febbraio, posticipato a Marzo, dato per programmato nella seconda metà di Aprile (con tanto di scaletta), adesso viene addirittura ipotizzato parziale e per Giugno.
A dire il vero HTC non ha mai rilasciato una data ufficiale, si è sempre trattato di rumores, ma è indubbio che a questo punto la mancata uscita del tanto atteso aggiornamento, è solo una schifosissima questione di Marketing.
Non raccontino bugie, l’aggiornamento c’è e se non esce non è certo colpa degli sviluppatori, ma dei signori del Marketing: L’Hero, oggi, si trova nuovo a 300€ (ben 200€ in meno di qualche mese fa) ed in caduta libera… Perché offrire un così succulento aggiornamento su un terminale che con esso verrebbe messo sullo stesso piano dell’appetibilità (se non addirittura in posizione privilegiata) dei ben più costosi modelli successivi?
Non raccontino frottole, non ci sono misteriosi motivi per cui l’aggiornamento ritarda, anche se, come penso, le risorse allocate fossero anche solo simboliche: Tanto per cominciare, il know-how c’è, perché la stessa HTC presenta almeno 3 modelli a listino con il suddetto Eclair (Legend, Desire ed Evo 4G); inoltre l’Hero non presenta alcuna complessità tecnologica intrinseca (il Legend è in pratica il medesimo hardware con un po’ di RAM e di potenza in più); inoltre non sono passati 6 mesi nemmeno tra l’uscita di Eclair (Novembre 2009) e l’uscita dei nuovi modelli (in teoria progettati da zero).
Tutti questi sono i motivi per cui HTC mente.
L’aggiornamento uscirà quando le scorte di Hero saranno scese al punto da non interferire con le vendite degli altri modelli, che in più hanno solo le fuffe del marketing.
Per qualche insano motivo ancora la gestione dei codec sotto Fedora è tutto fuorché funzionale. Nonostante l’adozione di sistemi integrati (leggasi i vari Totem sotto Gnome e DragonPlayer et similia sotto KDE), troppo spesso vengono tralasciati per mere ragioni burocratiche (leggasi la battaglia per il purismo), componenti essenziali, ad esempio, alla navigazione web.
In particolare Fedora 12 lamenta l’assenza tra i codec installati di default i plugin necessari al noto engine gstreamer per un po’ tutti i protocolli audio. Per cui ci tocca farlo a mano con (come root):
yum install gstreamer-plugins-ugly gstreamer-plugins-bad-extras gstreamer-plugins-bad-nonfree
Non tutti i felici possessori di PlayStatioN3 conosco questa interessantissima feature che trasforma la console in un perfetto riproduttore multimediale di contenuti remoti.
Si tratta del protocollo DLNA, che permette di visualizzare uno stream multimediale collegandosi ad un sistema che faccia da broadcaster per quello specifico stream.
Il meccanismo è molto semplice. C’è un DMS (Digital Media Server) che mette a disposizione i contenuti ed un DMp (Digital Media Player) che lo controlla, riproducendo il contenuto remoto.
Su Fedora ci sono due strade alternative già presenti nei repository per avere un servizio DLNA da esportare: mediatomb o ushare. Sono entrambi due sistemi molto validi. Il primo è più un sistema di controllo del servizio DLNA vero e proprio (è possibile definire attraverso una comoda interfaccia web cosa e come condividere), il secondo (che io prediligo) è più semplice, trattandosi essenzialmente di un tool da riga di comando.
Per installarlo ovviamente procediamo (come root o via sudo) al più classico dei:
yum install ushare
mentre per avviarlo occorre un semplicissimo:
ushare -c /path/che/voglio/condividere
In questa modalità si attiva solo la condivisione uPnP (più che sufficiente se non avete roba codificata in modo strano), mentre per attivare anche il supporto DLNA, con decodifica remota (serve transcode o altro decoder interattivo installato):
ushare -c /path/che/voglio/condividere -d
A questo punto non vi resta che aprire sul firewall di Fedora la porta corrispondente (di default la 49152) e magicamente ecco apparire l’icona di Server Ushare nel menu video/audio/foto della PS3.
Il software in questione è abbastanza semplice e prevede la possibilità di passare qualche semplice configurazione sempre via linea di comando. Ovviamente si tratta di una soluzione molto rapida per condividere contenuti al volo, ma nel caso voleste utilizzare il PC come DMS “permanente”, vi conviene orientarvi maggiormente su mediatomb.
Come si può evincere dalle informazioni sul sito, si tratta di un’applicazione piuttosto completa, che, oltre a permettere l’installazione dello stesso come servizio controllabile via interfaccia web, supporta nativamente tutta una serie di funzionalità aggiuntive, come l’installazione su NAS, e la scelta personalizzabile per l’engine di riproduzione.
Ovviamente per installarlo basta un semplice (sempre come root):
yum install mediatomb
E buon divertimento…
Anno nuovo, nuova veste grafica… ma non solo!
Ho aggiunto il supporto al multilanguage per il sito. D’ora in poi gli articoli potranno essere pubblicati sia in inglese che in italiano. Il plugin usato qLanguage sfrutta le impostazioni del browser per switchare automaticamente all’inglese laddove l’italiano non fosse la lingua predefinita del browser.
La versione in Inglese è comunque consultabile al link