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Fedora 16: Avahi network printers discovering service
Author: sarace | Filed under: Tips & TricksSorry, this entry is only available in Italiano.
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L’idiosincrasia di Fedora 15 (x86_64) per lo swap
Author: sarace | Filed under: Tips & TricksDescrizione del Sistema.
Configurazione Hardware: Intel core i5-2300 (Sandy Bridge), MB ASUS P8H61 (rev. B3), 4 GB DDR3, Scheda Video discreta ATI Radeon HD4870 1GB DDR5.
Configurazione Software: Fedora 15 Lovelock (x86_64), spin KDE, driver video Opensource, compositing attivo.
Il problema.
Subito dopo l’accesso ad una sessione grafica (KDE4), da parte di un utente, si ha un temporaneo freeze del sistema (dell’ordine del minuto).
Andando a monitorare l’utilizzo delle risorse mediante un qualsiasi misuratore delle stesse (io uso l’ottimo htop) , si riscontra un anomalo uso del meccanismo di paginazione della memoria di sistema, con un mirroring pressoché totale del quantitativo di memoria RAM in uso nella memoria di SWAP, sebbene il quantitativo di RAM disponibile sia ancora ben cospicuo (circa 2,5 GigaBytes sui 4 disponibili).
Soluzione Temporanea.
Disabilitare lo spazio di swap:
swapoff /dev/partizioneDiSwap
Analisi nel dettaglio.
La causa scatenante sembrerebbero essere l’avvio di processi/thread che “occupano” cospicui quantitativi di RAM (leggasi, apertura Browser Web come Firefox o Google Chrome). Quello che si osserva è un’occupazione di RAM pressoché costante, ed una rapida crescita del quantitativo di swap occupato, fino al “raggiungimento” del medesimo quantitativo di memoria RAM effettivamente occupata al momento.
In questo periodo il sistema è pressoché paralizzato, e dopo un periodo di “assestamento” di circa un centinaio di secondi, il sistema torna a funzionare correttamente, salvo sporadiche “ricadute”, ma normalmente di durata decisamente inferiore (dell’ordine di qualche secondo), in concomitanza della ripresa della sessione dopo un lockscreen o la partenza dello screensaver.
TO BE CONTINUED…
Se installate l’ultima versione di Fedora da liveCD, vi ritroverete con il “locale” di default in inglese. Se cambiare le impostazioni del DE è relativamente facile attraverso le opzioni dei rispettivi pannelli di controllo, per quanto riguarda tutte le applicazioni che invece fanno riferimento ad una variabile d’ambiente del sistema (incluso google-chrome!!!!!) la questione è leggermente più complessa.
infatti vanno editati i file:
/etc/grub.conf
e
/etc/sysconfig/i18n
nei quali va sostituita il valore della variabile
LANG=en_US.UTF8
con
LANG=it_IT.UTF8
Purtroppo la modifica avrà effetto solo dopo un riavvio. Uno dei rari casi in cui Linux segue il cattivo esempio di Winsozz!
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