Archivio di novembre 2009
In questi giorni si fa un gran parlare della nuova frontiera in fatto di guerra santa: il Crocifisso appeso nelle scuole ed in generale negli edifici pubblici.
Aldilà delle considerazioni di carattere sociale, politico e culturale che sono state fatte un po’ da tutti (non ultimi gli esponenti del partito della comunicazione mediante rutto, come chiamo io quel bel movimento politico che se la prende con gli spacciatori ma poi ha come simbolo nella propria bandiera una foglia di Marjuana stilizzata), con tanto di accorate difese o richiami al buon senso, dico, modestamente, la mia!
In questa controversia è tutto sbagliato!
Le premesse dei difensori del Crocifisso, come simbolo universale della Cristianità. Il Crocifisso è un Trademark della Chiesa Cattolica, imposto con la violenza (ricordate la divisa dei Crociati, tanto per fare un esempio?), non certo con la cultura. E per inciso, il “simbolo” originale delle prime comunità Cristiane era il Pesce (in greco ichtùs acronimo per Iesùs CHristòs Teoù Uiòs Sotér, ovvero Gesù Cristo Figlio di Dio e Salvatore)..
Ha sbagliato anche l’UE a chiedere la rimozione coatta del Crocifisso, in nome di una neutralità culturale che è in realtà solo ed esclusivamente ignoranza abnorme. Ai signori di Bruxelles farebbe bene una buona ripassata di storia della religione, per scoprire come la religione Islamica (che in questo però è in buona compagnia) è Iconoclasta, cioè vieta la rappresentazione e/o la raffigurazione della divinità: per cui rimuovere un Crocifisso da un’aula di scuola non rende l’aula meno simile ad una Chiesa, ma più simile ad una Moschea.
Sbagliano infine tutti coloro che fanno di tale questione l’ennesima battaglia culturale: identità culturale rivendicata da chi si è sempre apertamente detto ostile all’unità nazionale, esultanza malcelata da parte di chi (i radicali) fanno il loro progetto politico su ideali di laicità, che altro non sono che aspettare di sentire l’opinione che ha in merito a tal argomento la Chiesa Cattolica e poi sostenere la fazione avversa, Massoni che parlano di sentimento religioso, Istituzioni che ghettizzano (vedi questione ora di religione) la cultura religiosa, ma poi si affrettano a rettificare sull’onda dell’indignazione pseudo popolare!
