L’Hero in questione non è un personaggio mitologico ma il nuovo Googlefonino di HTC, dotato di Android 1.5 Cupcake ed interfaccia HTC Sense.

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Le numerose (ed entusiastiche recensioni) presenti sulla rete, mi hanno spinto a lanciarmi nell’acquisto di un prodotto nuovissimo (presentato all’inizio dell’estate, ma commercializzato solo da qualche settimana), contrariamente al mio più che collaudato credo sull’avventatezza di buttarsi sull’ultimo prodotto uscito, sia per ragioni meramente economiche, sia per motivi più pratici (bugfix?).

Il telefono, anzi, lo smartphone in questione, perché di smartphone si tratta e, ci tengo a sottolinearlo, per la prima volta la sezione “telefono” passa in secondo piano, visto le caratteristiche di strumento di comunicazione a 360°, è un prodotto, posso dirlo, finalmente ergonomicamente maturo. Via pennini, tastiere fisiche (pseudo) qwerty ed altri orpelli, in funzione di una user experience basata al90% sull’interazione con uno schermo realmente Touchscreen e non più “ContactScreen”.

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La differenza la fa lo schermo di tipo capacitivo (in luogo dei più economici schermi resistivi), che risponde esclusivamente al tocco delle dita, riconoscendo la minuscola carica elettrica presente su di essa. Scordatevi quindi di usarlo con pennini (anche soft) ed altre elongazioni! L’Hero va usato con le dita (sembra quasi la pubblicità dei Fonzies).

Questo, molto pragmaticamente, significa dire addio a tutta quella serie di fastidiosissime attivazioni, dovute allo sfregamento più o meno accidentale con altri oggetti presenti nelle tasche. A migliorare la situzione, c’è anche la scelta intelligente del posizionamento dei (pochi) pulsant fisici in una zona virtualmente protetta dalla curvatura economica della parte inferiore del dispositivo.

L’unico appunto che si può fare sull’ergonomicità è sulla posizione del sensore ambientale di luminosità (a sinistra in quella striscia posta subito sopra lo schermo), che ne influenza un po’ troppo il comportamento, soprattutto quando, con il terminale comodamente posto su una superficie orizzontale, inavvertitamente lo si copre anche solo parzialmente (magari come succede a me che per tenerlo fermo anche sul tavolo ho l’abitudine di reggerlo con la mano sinistra, con il pollice che va agire appunto in quella zona), provocando una sensibile diminuzione della luminosità del display. Comunque buona cosa.

Il punto di forza di questo dispositivo è senza dubbio l’integrazione con le informazioni online, ancora più spinta nell’ottima customizzazione realizzata da HTC con la sua interfaccia Sense.

Informazioni e Contatti sono realmente a portata di dita, con ampie possibilità di integrazione, appunto, mediante informazioni disponibili in rete (per esempio attraverso gli account di facebook, twitter e flickr).

Va subito detto che in assenza di una flat dati l’inserimento di una SIM all’interno del cellulari ha effetti a dir poco devastanti sul credito telefonico (soprattutto con i prezzi da furto degli operatori nostrani, Vodafone in primis). Per cui non solo se ne consiglia l’utilizzo abbinato ad una tariffa dati flat (io ho la più che soddisfacente Naviga3 settimanale di H3G), ma addirittura bisognerebbe metterlo come requisito indispensabile.

Con le possibilità di connettività pressoché illimitate, inoltre, si rende totalmente superflua ogni sincronizzazione con il pc (azione quasi indispensabile per chi ha un qualsiasi dispositivo WM) : Esportando contatti ed in generale tutto il PIM su un account Google (Gmail, gCalendar ecc ecc), basta semplicemente configurare il proprio account sull’Hero, per avere a portata di tasca tutta la propria attività senza più dipendere dal PC.

Capitolo applicazioni. Qui, purtroppo, bisogna dirlo… il market di Android è fatto piuttosto male: la miriade di applicazioni presenti (la maggioranza gratuite) categorizzate sommariamente, dà un certo senso di vertigine. Orientarsi tra le mille e mille voci è pressoché impossibile, soprattutto visto la poca obiettività del sistema di ranking (non all’altezza del famoso motore di ricerca della casa madre), quindi la migliore soluzione è quella di andare a colpo sicuro mediante la ricerca mirata, ma bisogna sapere cosa cercare.

Tuttavia, la varietà di applicazioni/widget presenti, permette una customizzazione dell’informazione presentata davvero capillare. Utilissime quelle piccole web application, per esempio, con gli orari ferroviari o del passaggio dei mezzi pubblici, così come gli immancabili gTalk e Google Maps (eventualmente con Latitude e Google StreetView), che permettono davvero una “comunicazione perenne e a 360°”.

Forse è un po’ presto per dirlo, ma un dispositivo del genere può seriamente far pensare di rinunciare alla connessione Internet “fissa”, se non casalinga, almeno quella della categoria SOHO (gli usi dell’internet a casa sono ben più sostanziosi in termini di banda e contenuti rispetto a quelli professionali).

L’autonomia è discreta considerando la vocazione del dispositivo, si arriva a sera tranquillamente con uso abbastanza intensivo. Inoltre la possibilità di ricaricare tramite presa USB (secondo me l’unico vero motivo per cui conntetterlo ad un PC), ne rende l’autonomia pressoché illimitata!

Personalmente, per la prima volta dai tempi del mio Palm Tungsten-E (ed in mezzo ci sono stati un Acer N20, un ASUS A636, un Qtek9100m, un Nokia N95 ed un Eten Glowfish M810), mi trovo con un dispositivo all’altezza delle mie aspettative.

Se come il sottoscritto fate largo uso di email ed IM e scarsissimo uso di SMS/MMS per comunicare, è il dispositivo davvero ideale.

Una volta si diceva, per sottolineare la perfezione di un qualsiasi dispositivo, che “fa anche il caffè!”. Non è il caso dell’Hero, ma poco ci manca. A voler essere obiettivi manca qualche piccolo accorgimento (tipo una radio FM sarebbe stata fantastica, così come una migliore dotazione in fatto di Suite di servizio Bluetooth), ma nel complesso è quanto di meglio si possa trovare in questo momento per un utilizzo serio (quindi l’iPhone nemmeno lo calcolo!).

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