Oggi leggevo un’intervista di Fabio Cannavaro, che criticava “Gomorra” vero masterpiece di Saviano (alzi la mano chi ne aveva anche solo sentito parlare prima del polverone mediatico sollevato dal libro in questione), in quanto cattiva pubblicità per l’Italia. Apriti Cielo! Subito su forum e blog leggo le grida scandalizzate dei soliti benpensanti intellettualodi che si lanciano subito in estenuanti difese del santo del nuovo millennio (mi stupisco come non sia ancora papa).
Ora, io non ce l’ho assolutamente con Saviano. Lui ha semplicemente scritto un libro, sfruttando un tema di attualità. Sempre meglio delle fesserie di Dan Brown, ma nulla più che un libro.
Io ce l’ho con quella massa di idioti che lo idolatra all’inverosimile, che gli dedica gruppi su Facebook, che gli dedica strade, circoli (pseudo)culturali, c’è persino chi è arrivato a chiamare il figlio Saviano (come nome di battesimo).
Già perchè Saviano, che a mio giudizio non è nemmeno questo mostro di bravura a scrivere, solo un onesto mestierante della penna, come tanti altri, è stato innalzato sugli scudi, col beneplacito della casa editrice, non per aver compiuto chissà quale gesto eroico, ma per aver scritto un libro.

Ora, quello che mi chiedo io, è: ma la gente, della camorra, non ne aveva mai sentito parlare, prima che Saviano scrivesse il suo Bestseller? E poi, quali contenuti così sensazionali e segreti è riuscito a rivelare Saviano nel libro, da valergli un simile attestato di eroismo? Ed ancora, da quando la gente, grazie a Saviano (e solo a lui, eh!), ha imparato cos’è la camorra, che cosa è cambiato, a Napoli, in Campania, ed in generale in tutta Italia?
Io so solo che la sera di Capodanno, da quello che dicono i giornali (io non c’ero), c’erano almeno 4-5 cow-boy (tra cui la figlia di un boss) a festeggiare il nuovo anno in una strada, ed il colpo di uno di questi cow-boy ha ucciso un ragazzo di 24 anni affacciato al balcone di casa sua…
A questo punto mi chiedo se “Gomorra” sia solo pubblicità (come dice Cannavaro), oppure sia cultura (come sostengono quelli che santificano Saviano).
A scanso di equivoci, ribadisco, non ho nulla contro Saviano, che fa solo il suo mestiere (figurarsi, per mè anche il mestiere della prostituta è più che onorevole, figuriamoci quello dello scrittore di Bestseller pompati dalla casa editrice)
