Fedora 10: un passo avanti e due indietro.

Già da qualche giorno (25 Novembre) è disponibile la nuova release della nota distribizione basata su RedHat (o è viceversa? mah!). Ho deciso di installare 3 delle sue decisamente numerose versioni: il cd live “standard” (ovvero la versione i686 a 32 bit), il cd live x86_64, e la versione (sempre x86_64) del livecd con KDE 4.1.

Rispetto alla versione “beta” che avevo installato da qualche settimana, l’installazione è filata liscia ed in pochissimi minuti mi sono ritrovato un sistema funzionante in 2 occasioni su 3. Già, 2 occasioni su 3 perchè non c’è stato verso di portare a termine l’installazione dal cd live in versione kde. Un errore di checksum sul cd mi ha fatto desistere dopo 3 tentativi (con relativo ri-scaricamento dell’immagine e successiva masterizzazione, sia da bt che da sito web).

Per fortuna il cd in versione “gnome” non lamenta questo genere di problemi e l’installazione fila liscia in entrambi i casi. Ad onor del vero, la versione KDE sembra mostrare una scarsa cura dei dettagli, già a partire dalla mancata possibilità di scegliere linguaggio/layout della tastiera.

La versione i686, per altro, denota una qualità realizzativa davvero impressionante, senza però scadere nello stucchevole sistema a maschere “a prova di idiota” che caratterizza la “stilosa” ubuntu. Tutto viene riconosciuto senza problemi ed anche la spinosa scheda wireless 802.11n (una dlink DWA 547), viene riconosciuta ed abilitata correttamente da Network Manager mediante l’ottimo driver ath9k di atheros incluso recentemente nel kernel 2.6.27.

Per quantor riguarda invece la versione x86_64, valgono le stesse considerazioni della i686, con l’unica eccezione, ahimè, della scheda wireless. Sembrerebbe che la scheda non venga rinconosciuta correttamente da qualche sottosistema (udev?) perchè nè il driver viene caricato automaticamente all’avvio, nè, in caso di caricamente manuale dello stesso, vengono create le due interfacce wireless presenti in maniera automatica nella versione a 32 bit.

E questo è il bilancio per quanto riguarda direttamente Fedora. 1 passo avanti (i686) e 2 indietro (x86_64 e KdeLive).

Rimane però in sospeso la questione driver “restricted” della ati. Rpmfusion ha rimosso i suddetti dai repository a 10 giorni dal lancio della nuova versione di fedora causa un’incompatibilità tra i driver ati e la nuova libreria libdrm. Attualmente tutti i tricks che si possono trovare in giro spiegano un downgrade della libreria in questione, per l’utilizzo dei driver di ati.

In conclusione, la distro nasce sotto ottimi auspici, e se sistemeranno questi piccoli problemi di gioventù, ci troveremo davanti ad un ottimo prodotto.

2 thoughts on “Fedora 10: un passo avanti e due indietro.

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