Non son passati nemmeno 6 mesi dall’uscita ufficiale della prima release stable di KDE4, eppure sembrano passati (tecnologicamente parlando) secoli. Ciò che prima era solo una bozza presentata mediante mirabolanti artwork e filmati, ha piano piano preso forma, in quella che a breve sarà la prima versione pienamente fruibile di KDE4.
Per la massa, è vero, le modifiche introdotte saranno minime (e che diamine, solo un paio di cosette sbrilluccicose… si poteva fare decisamente di meglio), ma i pezzi che vanno a formare il puzzle stanno dando oramai un’immagine più che chiara in che direzione sta andando il noto DE.
Qualcuno come Felipe si sofferma ad esaltare le doti funzionalistiche dei singoli componenti, io però lamento ancora una certa qual mancanza di modularità. Ok! Ok! KDE4 è concepito per essere un DE completo e quanto più esaustivo possibile, ma IMHO non si può prescindere dalla personalizzazione che vada aldilà di quale effetto sbrilluccicoso abilitare.
Dolphin, per esempio, è un gran bel File Browser, ma gli manca ancora l’interoperabilità stabile con altre componenti del sistema (leggasi, plugin per le operazioni più banali, quali masterizzazione ecc ecc). Certo, è pur sempre possibile procedere mediante hacking e script ad aggiungere funzionalità mancanti, in perfetto stile console, ma da un progetto così ambizioso mi aspetterei una serie di API per lo sviluppo di componenti aggiuntivi, piuttosto che una singola applicazione monolitica.
La parziale cancellazione, poi, del concetto di icone del desktop in favore del concetto di scrivania: contenitore di widget, a mio modesto parere, è più un esercizio stilistico, che una vera e propria innovazione rivoluzionaria.
La mia paura è che, fra poco uscirà KDE 4.1 e lo potrete utilizzare tranquillamente, ma per avere la versatilità di KDE3 ci sarà ancora un bel po’ da attendere…
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