Che l’opensource sia ormai una realtà che sta prendendo piede in molti ambiti, è un fatto assodato, sdogananandosi al punto di uscire dalle cantine del mondo per mettersi l’abito buono e presentarsi come un business in piena regola. Ma questa non è una novità. La vera notizia è che, finalmente aggiungo io, comincia ad avere l’appeal giusto proprio nel campo in cui è nato, quello didattico (Linux nasce in ambito universitario).
Col senno di poi poteva sembrare la cosa più ovvia, ma se ci pensate bene, Linux ed il mondo opensource rappresentano la piattaforma didattica ideale, non tanto per i costi bassissimi e la (più che ampia) disponibilità di software di ogni tipo, ma anche e soprattutto perchè il modello di licenza adottato (libera distribuzione), permette di fornire agli studenti una copia degli strumenti per l’apprendimento a costo zero, permettendo di catturare al contempo l’attenzione di questi mediante un prodotto tecnologico che, si sa, oggi più che mai esercita un fascino maggiore di libri e quaderni.
Per adesso la cosa è ancora in via di definizione, ma sappiate che mi è stato, per così dire, commissionato, un piccolo studio sulla cosa. Si tratta di allestire un pc nemmeno troppo recente, che sia dotato di software rigorosamente opensource, che sia in grado di fornire una serie di strumenti didattici per l’apprendimento non solo delle materie informatiche, ma anche della fisica, della chimica e di un po’ tutte le discipline scientifiche. La piattaforma se risulterà soddisfacente, sarà utilizzata per presentare un nascente progetto di un consorzio di istituti di scuola superiore per la realizzazione di una serie di laboratori, per così dire, sperimentali alla UE.
La cosa è ancora allo stato embrionale, ma sto già facendo i primi esperimenti a partire da gentoo, per la comodità intrinseca di portage per costruire un sistema da zero, anche se, per ovvi motivi, poi bisognerà adottare una soluzione di pacchettizzazione meno “dispendiosa” del sistema di script che ti scarica e compila i sorgenti di qualsiasi cosa, che costituisce l’ossatura della nota Distro…
Se avete consigli su Strumenti, Metodologie, ma anche applicativi da utilizzare, lasciate un commento. Ogni suggerimento è ben accetto!
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Ciao Antonio,
io ti suggerisco Debian o la sua derivata Edubuntu, la prima per la stabilità e per il numero enorme di applicativi disponibili (e tradotti), la seconda perchè il progetto mi è sempre parso di estremo interesse inoltre propone di default molti dei tool specifici per l’ambito scolastico che probabilmente vorrai includere nel tuo progetto.
Se cerchi una distro “alla Gentoo” dai una possibilità ad Archlinux anche se mi sembra meno adatta al tuo scopo finale.
Saluti.
In realtà non cerco una distro “alla Gentoo”, userei quella perchè si presta bene in fase di “installazione” alla costruzione di sistemi su misura. Portage è davvero imbattibile (checché ne dicano ubuntuisti e debianisti
), ha però il neo di una più difficile gestione negli aggiornamenti.
Conosco Edubuntu ma è troppo customizzata… ho bisogno di qualcosa di meno specifico, su cui poi costruire il tutto in maniera mirata…
Cmq grazie del consiglio, le opinioni di tutti sono bene accette, perchè aiutano anche a capire quale direzione prendere!
Ciao, secondo me, una delle cose più importanti è assicurarsi un futuro per un progetto del genere.
Per farlo, bisogna appoggiarsi ad una distribuzione che garantisca un futuro e un supporto costante e duraturo. Per questo motivo io personalmente mi appoggerei o ad una distribuzione di derivazione commerciale o ad una con un ampio supporto della comunità. Per questo la mia scelta ricadrebbe su Ubuntu.
Facendo questa scelta ci si garantirebbe supporto, una folta comunità di appassionati, moltissimi software disponibili e soprattutto una grafica piacevole che faccia trovare a suo agio l’utente immediatamente, anche se spesso non è avvezzo ad ambienti diversi da windows.
Un’idea come un’altra.
Ciao
In realtà , contrariamente a quello che si può credere, gli aggiornamenti per una simile piattaforma non sono poi un’esigenza così stretta… Basterebbe pianificare un paio di rilasci all’anno, con aggiornamenti direttamente sul rootfs, piuttosto che ai singoli pacchetti…
Questo almeno IMHO…