Leggo letteralmente inorridito i post sui siti dei maggiori bloggers linuxiani italiofoni. In particolare Felipe su Pollycocke, cui risponde EmmanueleBassi, che a sua volta riceve una piccatissima risposta.
Non c’è nulla da fare, le varie micro-comunità che compongono l’universo OpenSource iniziano la battaglia per la supremazia…
Supremazia, ma de che? Mi chiedo io… Non so se quanto succede sia diretta conseguenza di una sottile politica strategica da parte di microsoft (cfr: Divide et Impera) , ma i risultati sono allarmanti. Finora molta dell’innovazione è scaturita da una sana competizione… senza l’accesa rivalita reciproca fra mille progetti (Gnome vs Kde, vim vs emacs, openoffice vs abiword, console vs DE… senza scordare le battaglie fra Distro) molti dei passi in avanti compiuti in materia di stabilità, usabilità e look&feel, non si sarebbero mai compiuti…
Probabilmente gli utenti Linux sarebbero rimasti semplicemente
“quelli che usano ancora il dos”
come ci ha apostrofato spesso chi di Linux non ne sa niente, e parla a sproposito.
Ma ora le rivalità si spostano sul piano personale… c’è chi estremizza il concetto di libertà come Stallman (cfr: Gpl v3, ovvero quando sei costretto ad essere libero…), e chi come Torvalds guarda più realisticamente all’impatto che certe prese di posizione possono avere alla lunga sull’utente. Sinceramente non capisco cosa ci sia da polemizzare…
Quanto alla questione economica, alla fine… lo dicevano i Romani: Pecunia non olet… per cui, perchè stupirsi se uno dopo una vita a lottare contro i mulini a vento, cerca di trarre profitto dalla sua professionalità? Non è perchè uno ha dato tanto gratuitamente per un certo periodo, lo debba fare per tutta la vita! L’importante è che chi la pensa diversamente possa rimanere libero di farlo (ed anche di criticare, per carità…)
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