Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi rirovai per una distro oscura, ché il diritto sistema era smarrito...

L’approdo a Gentoo…
Alla fine del 2004 stavo lavorando alacremente alla Tesi di Laurea, sempre alla ricerca di un sistema flessibile e dinamico in grado di essere aggiornato, espanso e riscritto, con la possibilità di tornare alla configurazione precedente in maniera semplice, o quasi.
Fu il mio relatore a farmi scoprire Gentoo ed il suo rivoluzionario sistema di installazione di pacchetti che prende il nome di portage… Il portage non è un sistema di gestione di repository, sul modello di apt-get o yum, per intenderci, ma un sistema di script che si occupa di scaricare i sorgenti dei vari pacchetti dal sito istituzionale (cioè quello di base del progetto in questione), eventualmente di patcharli secondo le direttive dell’utente, di configurare l’ambiente di compilazione, e lanciare la build. Finito di compilare il tutto, librerie, pacchetti e file di configurazione vengono “installati” e registrati nel database.
Un simile sistema ha molti pregi e altrettanti difetti. Il limite più grosso di questo tipo di installazione/aggiornamento di pacchetti è che trattandosi di un processo di compilazione dei sorgenti, porta via parecchio tempo (soprattutto in fase di prima installazione dell’OS), e risorse computazionali. Di contro, si ha un migliore controllo di ciò che si sta installando, attraverso la scelta oculata di una serie di variabili di configurazione ed l’utilizzo di alcuni file di configurazione.
Un mito che bisogna smentire, parlando di Gentoo, è che il sistema compilato così risulta maggiormente ottimizzato e quindi più veloce: è una fesseria! Anzi, in molti casi è vero il contrario, i precompilati, soprattutto di pacchetti molto pesanti quali firefox o openoffice, risultano più stabili e veloci nella maggior parte dei casi.
Ed allora, a quale pro utilizzare Gentoo, invece di una distribuzione tradizionale?
Beh, ancora una volta le motivazioni che possono spingerci ad utilizzarli sono contrastanti. Sicuramente portage è il sistema ideale per chi ama sperimentare, e non ha molta pazienza di attendere le versioni “ufficiali” della propria distribuzione, oltre che per coloro che fanno della personalizzazione estrema la loro filosofia di vita, mentre ha poco senso per tutti gli altri.
Personalmente, da quando l’ho provato, non riesco a farne a meno… Gentoo è la mia distro, su tutti i computer a casa, e persino su uno dei due che ho al lavoro (con buona pace dell’IT
)
Nella prossima puntata: gli esperimenti Ubuntu e varie…

Prova ARCHLINUX!!!
Fantastica…rolling-version system (tipo gentoo, ovvero senza rilasci ufficialiogni tot mesi, ma distro sempre in evoluzione), controllo totale su ciò che installi con pacman e abs (pkgbuild) e puoi sia installare da sorgente con i pkgbuild (come gentoo) sia i pacchetti già precompilati con pacman.
Conosco ArchLinux, l’ho usata per un certo periodo da un cliente, ma il suo sistema di aggiornamento non è ancora maturo e completo come portage…
Certo è soprattutto una questione di gusti, ma per ora sono fiducioso in portage (e nella sua evoluzione, paludis), che sta ottenendo risultati insperabili solo qualche anno fa…
Si, è vero…ma compilarsi ogni volta tutto…
Personalmente prima di approdare a gentoo sono passato per varie distro alcune delle quali tenevo fisse sui varii pc ed su un pc provavo le altre.
Ho iniziato con mandrake 8.0, ma era troppo presto per me per passare da windows a linux, ma cmq ogni tanto la installavo fino alla 9.2.
Dopodiche’ mi sono deciso a fare il passaggio definitivo con l’entrata di Fedora.
Dalla core 1 ho tenuto fedora fino alla core 6 che non ho aggiornato in fedora 7 perche’ la ritenevo poco stabile.
Nel frattempo provavo suse, opensuse, debian sia la versione stabile che la testing, slackware non m’e’ mai riuscita di installarla pero’, openbsd su macchina virtuale con kde, pcbsd su macchina virtuale, e poi 2 mesi forzati ad usare ubuntu che io non amo.
Poi tra maggio/giugno del 2007 mi sono deciso, spinto da un mio amico che sono 4 anni che utilizza gentoo di provarla.
Non sapevo nemmeno come compilarlo un kernel perche’ mi ero abituato al pacchetto scaricato e compilato del repo punto e basta.
Un po’ la pappa pronta di microsoft, sembra brutto detto cosi’ ma e’ la realta’ delle cose.
C’ho messo 2-3 mesi per un’installazione completa e senza problemi con gentoo, ma ora ho un bagaglio di conoscenze talmente grande rispetto a solo 1 anno fa’ da far impressione.
Ora ho sostituito tutte le fedora 6 con gentoo ed e’ veramente spettacolare!
Una prontezza, una vastita’ di pacchetti, una velocita’ di esecuzione mai vista prima!
Per convincermene ancora di + ho provato ad installare kubuntu sullo stesso pc e a vedere le reazioni dei due sistemi gentoo + kde e kubuntu.
Non c’e’ paragone!!!
Tra l’altro riguardo un’argomento che su varii blogs e’ uscito, nonche’ anche su ossblog, sul consumo energetico di una ubuntu e quindi di un kernel ubuntu ho notato che visto che con gentoo la ricompilazione del kernel e’ uno dei passi essenziali per avere una gentoo prestante e visto che se uno configura completamente un kernel in base a cio’ che realmente gli servira’ avra’ un kernel cosi’ piccolo e nel caso di abilitazioni di risparmio energetico, cosi’ parsimonioso che potrebbe vincere qualsiasi sfida con gli altri kernel.
Tra l’altro il sistema gentoo essendo espressamente ritagliato in base al volere dell’utente che la installa puo’ diventare cosi’ tanto poco energivora da impressionare chiunque!
Oggigiorno sono cosi’ tanto abituato a gentoo che il non potermi ricompilare facilmente come su gentoo un pacchetto mi fa’ sentire “limitato” nell’utilizzo di un pc.
Certo prima di avere una gentoo espressamente ottimizzata per il proprio hardware bisogna almeno almeno aspettare la compilazione di tutti i pacchetti che si vogliono, ma credo che per alcune tipologie di utenti non e’ poi una cosi’ grave svantaggio.
Bye
ma cosa migliora nel compilare pacchetti sw anziché usare dei binari?
Beh il vantaggio maggiore (a fronte di una serie di svantaggi, quali il tempo di installazione) risiede nella possibilità di abilitare o disabilitare il supporto a certe funzionalità nei vari software, e non è una cosa da poco…
Spesso, soprattutto nei sw multimediali, una certa funzionalità provoca dei crash, per cui la si può disabilitare per riattivarla quando il problema è fixato. Un altro esempio è il supporto a funzionalità non ancora portate nell’ultima build ufficiale…
Sono tutte cose che uno può risolvere a mano, ma che con Portage vengono enormemente semplificate.
Forse non si guadagna in prestazioni (anzi, quasi sicuramente non si guadagna, visto che troppo spesso le librerie di sistema pre-compilate vengono tutte ottimizzate “armonicamente”, e quindi nel complesso funzionano meglio che in un’ottimizzazione singola ad-hoc), ma il sistema è meglio calibrato sulle proprie necessità…
Un concetto difficile da esplicare… diciamo che non si hanno guadagni in termini velocistici, quanto di bilanciamento del carico tra le varie componenti, e non è cosa da poco…