L’idea mi è venuta oggi, leggendo quest’interessante articolo sul blog di pollycoke.

Tuttavia redigere una vera e propria top ten delle distro di Linux, che sia al contempo rigorosa ed oggettiva, è praticamente impossibile. Qualsivoglia classifica sarebbe frutto dei gusti di chi la redige, che per quanto autorevoli che siano, sempre personali sono. Inoltre non volevo che si pensasse che la mia sia una semplice risposta polemica a quanto espresso da pollycoke, che mi ha ispirato, non certo… provocato! :-P

Per cui più che elencare in ordine crescente le mie preferenze, ho pensato di descrivere in quest’articolo il percorso che ho, per così dire, seguito in questi anni, e che mi ha portato a districarmi tra la miriade di distribuzioni più o meno uguali (e più o meno derivate le une dalle altre), fino a…

Linux Inside

Red Hat, alias il primo amore…

E’ la distro su cui ho mosso i primi passi sin da quel pomeriggio piovoso, in cui quel cd con la scritta Red Hat 5.2 fu portato in camera mia da un amico. E da allora non ne ho persa una release: 5.2, 5.3, 6.0, 6.1, 6.2, 6.3, 7.0, 7.1, 7.2, 7.3, 8.0, 8.1, 8.1b, 9.0, 9.0a.

C’ho fatto il mio “apprenditstato”, a botte di ricompilazioni di kernel (rigorosamente vanilla), configurazione ed avvio di X server e desktop manager (da Xfree 3 con twm a x.org con Kde2, passando per afterstep, windowmaker e sawfish).

Con il diffuso sistema di pacchettizzazione rpm, nonchè la sua ampia diffusione in ambito enterprise, in un periodo di scarsa connettività ad internet (e quindi update non così frequenti), ha costituito una scelta ottimale, nonchè l’unica, fino alla sua uscita di scena per far posto a Fedora Core.

Attualmente con le sue versioni enterprise, costituisce un’ottima piattaforma di sviluppo, ma non si può certo dire che strizzi l’occhio al Desktop, soprattutto per le scelte radicali di non supportare tutta una serie di tecnologie proprietarie ma di uso molto comune (code mp3, supporto ntfs, ecc. ecc.)

Fedora (Core), la scelta obbligata!

Il passaggio a Fedora Core fu una diretta conseguenza dell’abbandono, a partire dalla release 9, da parte di Red Hat, dello sviluppo di una distro liberamente scaricabile. Il progetto passò nelle mani (sapienti) di quelli del team Fedora che raccolsero il testimone della casa madre, dando vita ad una prima versione interessantissima.

Poi però molto dello slancio iniziale si esaurì, o meglio, si perse semplicemente la strada, tanto che il maggior rimprovero che oggi si muove alla comunità Fedora è quella che, prima che una distribuzione Desktop, è la test-platform di Red Hat.

Poche innovazioni, ma buone (su tutte l’ottimo sistema di estensioni AIGLX che soppianta il macchinoso XGL come “substrato” per i vari composite-manager, quali compiz o beryl

Ogni tanto, saltuariamente, torno a vedere come si stanno comportando :-) però yum, il sistema di aggiornamento/installazione dei pacchetti standard, proprio non lo digerisco…

Post to Twitter Post to Facebook

Un Commento a “Linux top ten? (parte 1)”

Lascia un Commento

11 visitatori online
11 ospiti, 0 membri
Numero max di visitatori odierni: 16 alle 02:11 am UTC
Mese in corso: 18 alle 09-03-2010 03:08 am UTC
Anno in corso: 28 alle 02-13-2010 05:12 am UTC
Complessivo: 28 alle 02-13-2010 05:12 am UTC