Il mondo è bello perchè è vario… perciò lasciamolo così com’è!

L’idea dei due blocchi contrapposti, è qualcosa che mi fa inorridire, per cui il profilarsi di una risorta guerra fredda tra due colossi quali Micro$ozz ed il mondo Opensource, mi lascia piuttosto perplesso.

Fin’ora grazie al contributo di tutti l’ignaro utente ha avuto la possibilità di una scelta, e nemmeno più tante scuse, oltre la pigrizia, per non provare software alternativo, per concezione e realizzazione, ai più blasonati software commerciali.

Per cui poteva, per esempio, installare l’ottimo e gratuito openoffice sul portatile vendutogli con la licenza di Winsozz (s)Vista, ma senza un benchè minimo decente applicativo per l’ufficio, o ancora, usare Linux sul computer di lavoro, e magari sfruttare wine o altre diavolerie varie, per continuare a sfruttare quell’applicativo cui è tanto affezionato e che per Linux non esiste (almeno in quella specifica implementazione).

Questa, in altre parole, si chiama Libertà

La nuova GPL3 però ha dato una brusca sterzata verso un concetto totalitaristico della Libertà, che sa tanto di dittatura socialcomunista (che ideologie a parte, resta sempre e cmq una dittatura! Cuba sarà anche l’unica voce indipendente del continente americano, ma rimane pur sempre una dittatura, con forti limitazioni alla libertà personale, in nome della libertà comune).

In soldoni, se si dovesse seguire la strada tracciata dalla GPL3, ben presto ci potremmo vedere costretti a dover scegliere non più tra un’infinità di possibili combinazioni, com’è auspicabile che sia, ma tra uno dei due blocchi.

Allo stato attuale non ci sono limitazioni per l’utilizzo, ma solo alcune per le software house, che non potrebbero, stando alle interpretazioni attuali, distribuire codice misto GPL3/non-GPL3.

Ma questo potrebbe diventare pericoloso, allorquando le grandi aziende, le stesse che stanno collaborando con milioni di righe di codice al sogno opensource, volessero tutelarsi in qualche maniera contro le restrizioni imposte dalla nuova licenza.

Nel mondo non esiste solo chi copia (Micro$ozz ed Apple in testa) senza rilasciare alcunchè, e chi produce software libero. C’è anche chi con il software ci campa (o almeno, ci tira a campare), pur rilasciando gratuitamente ed in varie forme, il frutto del proprio lavoro alla comunità (penso ai driver closed-source di nvidia, per esempio, che filosoficamente sono sbagliati quanto vuoi, ma fanno il loro porco lavoro sotto Linux, senza che l’utente debba preoccuparsi di alcunchè se non una minima configurazione).

Gli scenari che si profilano all’orizzonte, a causa di questa sterzata, sono i più imprevedibili… e non mi sentirei di escludere un regresso, soprattutto per quanto riguarda il supporto tecnologico. Impedire ad un’azienda che produce hardware di tutelare la propria proprietà (scusate il gioco di parole) intellettuale, significa andar incontro, per esempio, ad una nuova penuria di driver…

Ricordate com’era brutto quando su Linux quei maledetti Winmodem proprio non andavano? E le stampanti che non erano supportate? Per non parlare poi dei vari gingilli usb…

Linux è esploso allorquando il supporto alle tecnologie (non servono solo driver, ma anche programmi in grado di sfruttare protocolli e formati in continua evoluzione) è uscito dai garage dei piccoli hacker in erba, ed è entrato dalla porta principale nelle grandi multinazionali (che per molti sono il diavolo, lo so, ma io non sono così schizzinoso…)

Per fortuna, qualche sano di mente c’è ogni tanto, e ci hanno garantito che il kernel di Linux non sarà mai rilasciato sotto GPL3 (= driver di terze parti salvi, per ora!)

Però… meditate gente! meditate!


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  • 3 Risposte a “Gpl v3, ovvero quando sei costretto ad essere libero…”
    1. ryan scrive:

      Concordo completamente…infatti non ho mai amato la GPLv3 e penso che mai lo farò. Invece, apprezzo la BSD ad esempio…
      Cmq imho, la GPLv3 era proprio la cosa di cui Linux aveva meno bisogno in questo momento, la GPLv2 è buona così com’è.

    2. [...] sul piano personale… c’è chi estremizza il concetto di libertà come Stallman (cfr: Gpl v3, ovvero quando sei costretto ad essere libero…), e chi come Torvalds guarda più realisticamente all’impatto che certe prese di posizione [...]

    3. [...] guerre di religione verso questo o quel formato… libertà significa poter scegliere (cfr GPL3, ovvero quando sei costretto ad esser libero…) e tutti le possibili forme di condizionamento alla mia libertà di scelta, mi fanno storcere il [...]

    4.  
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