Archivio di settembre 2007

Dopo aver letto l’articolo sulle mie disavventure con Asus, sono stato contattato negli ultimi giorni da una decina di sfortunati possessori di PDA Asus con vari problemi.

asus-logo

I più fortunati sono stati due possessori di ASUS A636/A632, che avevano avuto problemi al display similarmente a me. Hanno ordinato il display su ebay (per chi continua a chiedermelo, il link del venditore è nei commenti dell’articolo precedente), e mi hanno portato/spedito il loro piccolino perchè lo riparassi (addirttura uno dei due è venuto da Cuneo fino a casa mia!), naturalmente aggratisse…

Gli altri? Li sto aiutando come posso… mi sono offerto di fornire loro la mia manodopera gratuita, ma i pezzi non posso assolutamente acquistarli io, per ovvi motivi economici (non sono un laboratorio di assistenza specializzato, e non ho ri$or$e da investire in questa attività)…

Tuttavia se trovassi un vecchio A632/636 non più funzionante (che acquisterei ragionevolmente ad un prezzo consono) di cui qualcuno vuole disfarsi, potrei recuperare i pezzi che mi servono e che sono alquanto introvabili nuovi, sul mercato (a meno di andare in China).

Sono in particolare alla ricerca di:

  • numero 1 antenna gps completa di cavo flat
  • numero 1 involucri posteriori completi di cerniere per l’antenna
  • numero 1 connettori I/O (quelli per il sync) da dissaldare dalla scheda madre
  • numero 2 pulsanti di accensione (non l’elettronica, proprio i pulsanti, quelli di plastica!!!!)

Se avete info su dove/come procurare il suddetto materiale, sappiate che ci sono 3 persone che vi sarebbero molto grate :-D

Agli altri, quelli con il problema sul display, dico solo che basta pazientare qualche giorno… per quello (almeno) abbiamo visto che la situazione è facilmente risolvibile, e con costi abbastanza contenuti (Alla faccia di ASUS!!!!)

A tutti coloro invece che non hanno avuto la sfortuna di incappare nel (definirlo pessimo è già un eufemismo) servizio d’assistenza ASUS, dico solo che, se avete problemi (il cielo ve ne scampi!) con i display o con parti che sicuramente non vi vogliono sostituire/riparare in assistenza (vedi sopra), non perdete tempo e denaro con loro ed il loro insulso 199… tanto sono dei gran figli di madre nubile, che speculano alle vostre spalle… rivolgetevi a canali alternativi, risparmiate tempo, denaro e salute (da incazzature).


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Prendendo spunto dall’articolo di TomsHw sulle minacce Apple, e spinto da un profondo spirito ecologista/riciclatore vi propongo una lunga lista di utilizzi alternativi per l’iphone bloccato.

E ricordate, anche se non lo potete utilizzare più come iphonino, rimane pur sempre un APPLE, non è per quello che pagate? :-P

Iphone

  1. Fermacarte (un classico)
  2. Schiaccianoci (anche qui…)
  3. Segnalibro (questa non sarebbe venuta in mente a nessuno…)
  4. Led per “moddare” il Case del computer
  5. Led per “moodare” la macchina…
  6. Lampada notturna.
  7. Sasso da far rimbalzare sull’acqua (in fondo è abbastanza largo e piatto, no?)
  8. Controfigura del monolite di 2001 odissea nello spazio, nel vostro remake personale del capolavoro di Kubrick.
  9. Sostituto del telecomando della Tv per far scherzi al nonno…
  10. Usarlo come piombino da pesca (se andate a caccia di squali…)
  11. Regalarlo alla vostra bambina perchè finga che sia il nuovissimo televisore al plasma della Barbie…
  12. Usarlo come fiche al casinò (sperando che qualcuno ci caschi)
  13. Polverizzarlo come fanno in galera, e mischiarlo al purè di patate della suocera…
  14. Come sopra, solo che invece del purè di patate (la suocera potrebbe far storie, non credendo che quella polvere nera, sia solo pepe), lo mischiate nel budino e lo offrite alla suocera.
  15. Come sopra, solo che invece che alla suocera, lo inscatolate e lo spedite a Steve Jobs per il suo compleanno.
  16. Lo usate come “mattonella”del gioco della campana (che fa tanto new-age)
  17. Lo usate come “spessore” per sistemare la gamba del tavolo del soggiorno.
  18. Ne riciclate i pezzi per costruire una bomba carta da spedire sempre a Steve Jobs.
  19. Lo sotterrate molto in profondità, nella speranza che gli archeologi del futuro, nel ritrovarlo, si chiedano quale potesse essere il suo utilizzo.
  20. Lo fate a pezzi e lo vendete in edicola in comode uscite quindicinali da 6.99€ l’una…

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Il vero punto di forza dei chipset Intel, dal mio punto di vista, è sempre stata la gestione dei controller Parallel/Serial-ATA. La famiglia ICHx, rappresenta forse la più riuscita serie di controller dischi uscita fin qui, almeno fino ad adesso! Compatibilità pressochè assoluta, rapido supporto da parte di un po’ tutti i sistemi operativi, e gestione trasparente delle risorse.

P35+ICH9

Ma adesso, anche questo mito sembra essere stato sfatato…

Il tutto è nato da un problema che un mio collega ha lamentato con la sua nuova scheda madre (una Abit IP35-Pro) ed il suo masterizzatore Pioner 111b, regolarmente riconosciuto dal bios ed utilizzato come periferica di bootstrap, per l’installazione del sistema operativo, ma che in Winsozz Xp sparisce senza alcuna traccia.

Sembrerebbe che il problema sia noto e possa essere probabilmente risolto mediante l’abilitazione della modalità RAID da Bios e dell’utilizzo dei driver Jmicron, per il controller IDE…

La cosa va valutata… vi terrò informati, anche perchè sul chipset P35 puntavo molto, essendo, al momento una delle mie due opzioni per la scheda madre (l’altra è il 650/680 di Nvidia).


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G di Graffi.

Dopo ormai due settimane di utilizzo è ancora intonso, cosa davvero rara per me (e per un Nokia!), la plastica satinata è ridotta al minimo, e cmq ben “incastonata” così da evitare gli sfregamenti accidentali. Sullo schermo, però, non posso dirvi nulla, perchè maniaco come sono non lo uso mai senza una pellicola di protezione. PS: a proposito quella in dotazione non è malaccio, è piuttosto sensibile, nel senso che si rovina rapidamente, ma poi rimane costante e non opacizza troppo il display

N800

H come Hacking.

Basta una rapida ricerca su internet per trovare centinaia e centinaia di guide su come “spremere” al meglio questo gioiellino. Si va dall’implementazione del supporto a FS remoti (Samba e NFS su tutti), all’installazione di un parco software molto nutrito, financo alla creazione di una distro personalizzata mediante la quale fare il boot da una MMC. La versatitlità, unità alla semplicità di utilizzo del sistema di gestione dei pacchetti installabili, permette di scegliere tra decine e decine di strumenti e spplicativi sw installabili con un click… e quando non si riuscisse a trovare quello che cerchiamo? Basta scaricarsi i sorgenti e compilarselo da sè…

I di Input:

Diciamocelo, la vera pecca di questa tipologia di dispositivi è il sistema di input: se il touchscreen va benissimo per sostituire il mouse (ed è IMHO anche più intuitivo) sia il riconoscimento calligrafico che la tastiera a schermo utilizzabile con il pennino non sono il massimo della fluidità, soprattutto nella digitazione di lunghi testi. Per fortuna l’N800 ha una comoda modalità finger-flat, che ci permette di utilizzare una tastiera a schermo di dimensioni maggiori e risposta più che decente… e per i più schizzinosi, ci sono anche le tastiere BT…

J come Java:

L’annosa questione del supporto a Java. C’è? Non c’è?

Di sicuro c’è il supporto sia a Javascript che ad Ajax (web 2.0), i siti con questa teconlogia, croce e delizia di tutto ciò che non è PC (in senso largo, quindi includendo qualsiasi Personal Computer in grado di visualizzare pagine web), filano via lisci come l’olio, anche in presenza di quei fastidiosissimi controlli flash (ma dico, siamo nel 2007, è possibile che non ci siano in giro designer web in grado di utilizzare sistemi realmente dinamici per la visualizzazione di siti web? è possibile che nel mondo della pluralità di scelte i siti siano disegnati per piacere a segretarie con Q.I. inferiore alla gran parte delle cose che ho mangiato nell’ultimo anno?). Ed anche diversi siti con applet java non fanno una grinza… I problemi insorgono laddove java viene integrato con controlli ActiveX ed altre oscenità varie… ma lì anche il mio valoroso firefox sul portatile getta la spugna (e stende un velo pietoso su certi webmaster)…

K=Kernel

Il kernel, il cuore del sistema operativo… con mio enorme stupore è una versione anche piuttosto recente (2.6.18… se considerate che la maggior parte delle distro uscite prima dell’estate utilizzano, senza aggiornamenti da rete, al massimo il 2.6.15). Mi sono già cimentato nella ricompilazione e installazione di un kernel customizzato. E funziona piuttosto bene, anche se ancora devo prendere dimestichezza con le opzioni da abilitare (un minimo di tuning non fa propriamente schifo). Per il resto i sorgenti, patchati ed epurati delle parti non necessarie, sono piuttosto differenti da quelli vanilla… però, adesso non ho tempo, ma appena ho due giorni liberi, vediamo che succede con un kernel diverso da quello ufficiale…


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Stamane un amico in IM mi ha fatto conoscere il progetto LessWatts.org, che si è prefisso di diffondere la cultura del risparmio energetico attraverso il pinguino.

LessWatts.org

Capiamoci, non è che adesso ci mettiamo ad ascrivere alla già lunga lista di nefandezze di mamma Micro$ozz pure il mancato rispetto dell’ambiente, non c’entra nulla! Solo che l’amato pinguino, per le sue caratteristiche intrinseche, e la sua vocazione estrema alla modularità e/o personalizzazione (con un occhio particolare nei confronti dell’ottimizzazione) meglio si presta a tutta una serie di tecniche che oramai si insegnano anche nelle università, nei corsi di progetto di sistemi digitali a basso consumo.

Infatti, per quanto le innovazioni in campo tecnologico e le nuove metodologie di progetto hanno portato numerose migliorie al problema del consumo energetico (con annessi e connessi, quali per esempio dissipazione termica e durata delle batterie), i risultati migliori si possono ottenere solo in aggiunta all’ottimizzazione del software in termini di architettura, protocolli, ma anche e soprattutto ottimizzazione dei processi.

Il sito in questione oltre ad una nutrita serie di consigli pratici (nella sezione tips&tricks), si occupa anche di trattare in maniera professionale tutta la teoria alla base dell’ottimizzazione del software ai fini del risparmio energetico…

Da non perdere! :-)


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Ecco un’ottima video-guida (in ingliscccccc) sull’utilizzo di una normale tastiera BT con l’amato pargolo:

[wp_youtube]http://www.youtube.com/watch?v=enFenHBV5fY[/wp_youtube]

La guida specifica che, sebbene loro utilizzino una tastiera BT Nokia, è possibile utilizzare qualsiasi altra tastiera BT purchè compatibile con la modalità HID del BT, che la maggior parte delle tastiere BT supporta. Il problema è che alcune tastiere, soprattutto quelle dedicate a vecchi palmari, utilizzano per compatibilità con gli stessi il protocollo seriale in luogo della modalità HID.

Personalmente sono alla ricerca di una tastiera BT da accoppiare al mio pargolo (così fanno i cuccioli e poi li vendo! oddio! battuta pessima lo so! :-P ) per cui se avete qualcosa da consigliarmi, o meglio, se ne avete una da regalarm… ehm… prestarmi per un periodo limitato (quei 10-15 anni, poi ve la restituisco, giuro!) …


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Ubunting…

Ubuntu ho avuto modo di provarla a più riprese, con risultati alterni ed una certa idiosincrasia per le sue interfacce ammicanti (vedi giudizio su Suse e Mandrake/Mandriva).

Ubuntu

Mettiamo in chiaro una cosa subito: per molti ormai Ubuntu è sinonimo di Linux, io però non la vedo così. IMHO Ubuntu non si può considerare una vera e propria distro, ma un sistema operativo a sè stante, basato su Linux ed il software opensource. E sono molte le cose che snaturano l’essenza stessa di Linux in Ubuntu, anche se questo non vuol dire necessariamente che sia una cattiva cosa.

Ubuntu, tanto per cominciare, è il primo vero e proprio OS Desktop-oriented (d’accordo, c’è anche la versione Server, ma per la maggior parte dei comuni mortali il nome Ubuntu è legato alla sua versione Desktop): via dall’installazione di base tutto ciò che al desktop non serve, senza possibilità di scegliere… eventuali componenti aggiuntivi potranno essere installati, insieme agli aggiornamenti, al primo avvio. Questa in sè e per sè, non è una brutta cosa, almeno dal punto di vista dell’utente medio, che di tanti ammenicoli non se ne farebbe nulla, ma costituisce una pericolosa pecca nel caso il (seppur ottimo) sistema di installazione fallisse miseramente per un banale problema, ad esempio con le impostazioni del server X (nel qual caso è virtualmente impossibile accedere alla marea di informazioni online che sicuramente ti aiuterebbero a risolvere il problema, a meno di non aver a portata di mouse un altro sistema già funzionante).

Un altro indizio esplicativo della vocazione Desktop di Ubuntu consta nell’assenza dell’utenza di root, abilmente sostituita dal meccanismo di auto-autenticazione mediante sudo. Anche questa è un’ottima cosa su un Desktop, semplice e funzionale, ma sono cmq dell’opinione (personale) che non si possa prescidere da eseguire certe attività di manutenzione in un ambiente root completo, sebbene le impostazioni di base di Ubuntu, non facciano rimpiangerne l’assenza per la maggior parte dei casi.

Infine, la monotematicità del DE (gnome in Ubuntu, Kde in Kubuntu e non so cosa in Xubuntu), legato all’immagine ISO che si è scaricata. Chiariamo la cosa, è sempre possibile passare da un DE all’altro semplicemente installando i pacchetti, ma, diciamo che, in generale, questa pratica non invoglia l’utente medio (spesso pigro ed indolente verso i cambiamenti) alla sperimentazione.

Ecco perchè, a mio avviso, Ubuntu è un sistema operativo a sè stante: più che perfetto per coloro a cui interessa avere un sistema up&running, nel minor tempo possibile e, cosa ancora più importante, mettendoci mano il meno possibile (ed anche qualcosina in meno del meno)… ma il rovescio della medaglia è che, così facendo, non viene stimolata la curiosità dell’utente, e la sua voglia di sperimentare qualcosa aldilà degli articoli che si possono leggere su una rivista o sul blog di un amico…

Bisogna, tuttavia, riconoscere ad Ubuntu l’indubbio merito di aver aperto il mondo dell’opensource alla massa, catalizzando gli sforzi su un prodotto che vada incontro alle esigenze di molti, ma non di tutti, cosa che fino a qui tutte le altre distro avevano cercato di fare, perdendosi un po’…

Ergo Ubuntu ha un duplice campo di applicazione: è al contempo sia un’ottima pubblicità (una sorta di demo funzionante) sulle possibilità e capacità del software opensource, sia un perfetto strumento di lavoro per una grossa fetta di utenza.


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Stralcio da IRC di oggi pomeriggio

BartSxxx: seite 1 branco D banfoni
DevMan: Cosa siamo?
gioi: lol
DevMan: Perchè lolli?
gioi: banfone = spara-stronzate (credo abbia origine da Lino Banfi :-D )
BartSxxx: e Gioi 6 il + banfone!
gioi: ma perchè parli come se stessi scrivendo un esseemmeesse?
Dynamite: lol
BartSxxx: Io nn mi faccio fregare da voi! ke nel 2007 usate ancora l’MSDOS e vi fate i fighi dicendo che Linux è per fighi! Linux è per gli sfigati…
DevMan: sfigati? 8-o
Dynamite: lol
gioi: beh, si è vero tu DevMan un po’ sfigato sei! lol
BartSxxx: Parlate tanto di Linix x far i fighi con le tipe… ma poi di computer non capite un cazzo!
gioi: è vero, io vado sempre a rimorchiare le tipe ai LinuxDay!
BartSxxx: Tu non sai neanche come è fatta una donna…
Dynamite: Azz! Ha parlato il quindicenne laureato in anatomia ginecologica!
gioi: lol
BartSxxx: Sfigati! Io me la faccio con 2 femmine…
Dynamite: 2? Azz!
gioi: see…. Federica e Bianca!
Dynamite: rotfl
DevMan: :-D
BartSxxx: Fanculo! Sfigati… mi avete rotto! Io al meno non mi lanto come te gioi!
gioi: che cos’è che farei?
DevMan: Tu ti lanti… voce del verbo lantarsi… io mi lanto, tu ti lanti, egli si lanta…
gioi: ma rotfl!
BartSxxx è appena uscito dalla stanza


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Il capo dei pagliacci

Sistema della ripartizione della frenata:

He says, "They have this system which delays the
rear-braking initially then proceeds to increase
it gradually." This is not an e-mail from a man
who has not understood what he has been told.
"We get the same results using a valve". In other
words, he clearly does understand what he has
been told.

Trad: Afferma, “Hanno questo sistema che ritarda la forza frenante sul posteriore all’inizio, e quindi l’aumenta gradualmente” Questa non è una mail di qualcuno che non sa cosa è stato detto. “Possiamo ottenere lo stesso risultato usando una valvola“. In altri termini chi parla sa esattamente cosa è stato detto.

Distribuzione dei pesi:

Patrick Lowe. In the last season, when we first
ran the new tyres in December, we did a great
deal of testing n weight distribution, to determine
whether we should push forward or rear-ward. We
found that the forward push was better for us,
under all circumstance

Trad: Patrick Lowe. La scorsa stagione, quando abbiamo per la prima volta provato le nuove gomme a Dicembre, abbiamo fatto un lungo lavoro di test sulla distribuzione dei pesi, per determinare se dovessimo puntare su una distribuzione sbilanciata sull’anteriore o il posteriore. Alla fine abbiamo deciso che la distribuzione sbilanciata all’avantreno fosse la soluzione migliore per noi, in tutte le circostanze.

Queste ad altre informazioni tecniche sulla realizzazione delle vetture di F1 delle due case sono state furbescamente nascoste dalla Fia (Che dovrebbe essere una sigla che sta per Federazione Internazionale Antipatici-buffoni) sotto alcune pecette nel documento pdf della trascrizione ufficiale del processo farsa della scorsa settimana… peccato che fosse nota a tutti (anzi non a tutti, a tutti tranne che ai genialoidi informatici che lavorano per la FIA), come bastasse un semplice taglia&incolla per svelare cosa ci fosse sotto….

Che dire? Complimenti ancora una volta ci hanno fatto ridere!


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Questo è il dilemma…

Ormai siamo prossimi al semestrale rinnovamento delle mie macchine (o come amo chiamarle io, i miei figlioli! :-) ), e sono fortemente indeciso se puntare, per la scheda madre, sui nuovissimi chipset intel (P35, X38 ecc ecc) oppure cedere al lato oscuro della forza e diventare uno di quei pc-enthusiastic che giocano con il moltiplicatore della propria CPU/GPU con la stessa disinvoltura con cui, alle medie, applicavano il medesimo concetto (moltiplicatore) alla misura del proprio pisellino che leggevano sul righello. :-D

Battute a parte, personalmente non sono un fan sfegatato di questa tecnologia esosa sia in termini elettrici (due schede da alimentare) che di spazio nel case (con annessi e connessi, leggasi dissipazione termica), però… Però è indubbio che rende il computer decisamente più “upgradabile”… Adesso compro una scheda media a X euro, e più avanti gliene aggiungo una gemella (che nel frattempo sarà scesa a X/2 o meno) spendendo complessivamente meno rispetto ad una scheda superiore, ma con prestazioni non troppo dissimili.

SLI

Quello che mi frena è che io il pc lo uso si per giocare, ma in maniera molto più ridotta rispetto alla mia attività principale di liberosperimentatorelinuxaropuro, e su Linux di due schede video collegate in SLI proprio non saprei che farmene (e sarebbe uno spreco!). Certo potrei passare a Winsozz (s)Vista ed usare al 100% le due schede video per visualizzare gli effetti desktop fighissimi, ma a quale pro, quando su Linux posso avere, grazie ai composite manager ed AIGLX gli stessi effetti (se non superiori) con la grafica integrata nel chipset della scheda madre?

In quest’ottica un bel chipset Intel di ultima generazione, con supporto a tecnologie più recenti fa molto più gola… ed è più semplice ed affidabile…

Maledetto dilemma esistenziale! :-(


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